In un luogo dopo l’altro Epidemie con Speranza
Ci saranno …. in un luogo dopo l’altro….. epidemie…..» — Luca 21:11
La frase riportata nel Vangelo di Luca descrive una realtà sorprendentemente adatta al mondo sanitario contemporaneo. Oggi le epidemie non sono solo virali o batteriche: includono fenomeni sanitari in rapida crescita, spesso prevenibili, che si manifestano in modo irregolare, “in un luogo dopo l’altro”, proprio come descritto nel testo evangelico. Da giorni siamo in una fase di allerta di OMS per Ebola.

1. Epidemie classiche: infezioni trasmissibili che non smettono di crescere
Le malattie infettive continuano a rappresentare una minaccia globale aggravata dal cambiamento climatico. Polmoniti, virus respiratori, influenza e infezioni batteriche colpiscono milioni di persone ogni anno.
2. Epidemie ospedaliere: la crisi silenziosa
Le infezioni ospedaliere sono una vera epidemia silenziosa: in Italia si stimano tra 450.000 e 700.000 casi l’anno, con un impatto enorme su mortalità e costi sanitari.
Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) sono tra le epidemie più sottovalutate. Patogeni come Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e MRSA causano polmoniti, sepsi e infezioni chirurgiche difficili da trattare.
L’OMS stima 136 milioni di infezioni resistenti agli antibiotici ogni anno, con oltre 3,5 milioni di decessi.
3. Epidemie prevenibili: tumori, malattie croniche e ambiente
Secondo OMS e IARC, quasi il 40% dei tumori è prevenibile. Fumo, dieta scorretta, alcol, sedentarietà e inquinamento contribuiscono a un aumento costante delle malattie croniche.
Queste epidemie si manifestano in modo irregolare, con differenze marcate tra Paesi e regioni: davvero “in un luogo dopo l’altro”.
4. Tumori e microbi: la rivoluzione scientifica
La ricerca moderna sta dimostrando che molti tumori hanno una componente microbica.
- Helicobacter pylori causa gastriti croniche e tumori dello stomaco. L’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica l’Helicobacter pylori come cancerogeno di classe 1. Il batterio è il principale fattore di rischio per l’ulcera peptica, la gastrite cronica e, in una percentuale di casi, può avviare il processo che porta al tumore allo stomaco.
- Studi recenti su Cancer Cell e Nature Medicine mostrano che molti tumori ospitano un microbiota tumorale, capace di influenzare crescita, metastasi e risposta alle terapie.
- Alcuni batteri raggiungono i tumori attraverso il sangue e modulano il sistema immunitario.
Batteri e Tumori
5. Polmoniti: una delle epidemie più diffuse
Le polmoniti sono oggi tra le principali cause di ricovero, soprattutto negli anziani. L’inquinamento atmosferico e la resistenza antimicrobica contribuiscono a un aumento costante dei casi.
Le polmoniti sono tra le infezioni respiratorie più diffuse al mondo. Causano ogni anno in Italia circa 150.000 ricoveri e 11.000 decessi. Colpiscono prevalentemente anziani, bambini e immunodepressi, ma possono insorgere in qualsiasi fascia d’età a seguito di contagi batterici o virali. Le polmoniti ospedaliere sono spesso sostenute da batteri multiresistenti. Le Cause Principali: L’agente patogeno più comune è lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) per le forme batteriche. Le polmoniti possono però essere scatenate anche da: Virus, come quelli dell’influenza, il SARS-CoV-2 o il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV). Batteri Atipici: Come Mycoplasma pneumoniae e Chlamydia pneumoniae, comuni nei giovani.
6. Le scoperte più recenti: infezioni dentarie e cervello
Una delle scoperte più rilevanti degli ultimi anni riguarda il legame tra infezioni dentarie croniche e malattie neurodegenerative.
Batteri orali come Porphyromonas gingivalis possono raggiungere il cervello attraverso il sangue. Nel tessuto cerebrale di pazienti con Alzheimer sono stati trovati enzimi tossici (gingipains) prodotti da questi batteri.
Le infezioni dentarie croniche aumentano il rischio di:
- Alzheimer
- Parkinson
- Ictus
- Infiammazione sistemica
- Malattie cardiovascolari
Studi di Harvard, University of Louisville e Karolinska Institute confermano questo legame.
7. Perché queste sono “epidemie in un luogo dopo l’altro”
Le epidemie moderne non si diffondono in modo uniforme. Sono influenzate da fattori ambientali, sociali, sanitari e biologici. Molte sono prevenibili, altre no. Per questo emergono in regioni diverse, con intensità variabile, proprio come descritto nel testo evangelico.
«…in un luogo dopo l’altro ….. epidemie…» — Luca 21:11
La profezia non è un testo scientifico, ma la sua descrizione trova un’eco sorprendente nella realtà sanitaria moderna. Le epidemie del XXI secolo — infettive, ambientali, microbiche, croniche, prevenibili — si manifestano davvero “in un luogo dopo l’altro”.
La scienza ci offre strumenti potenti: prevenzione, igiene, ricerca sul microbiota, controllo delle infezioni, educazione sanitaria. La responsabilità collettiva è trasformare questa conoscenza in azione. Ma i vangeli ci offrono una Speranza per guardare con fiducia al futuro basato sulla fede trasmessa da Gesù in un vero ambiente a misura d’uomo.
Quante volte abbiamo letto o ascoltato il termine PREVENZIONE. Il vostro articolo è eccellente perché non solo porta alla nostra conoscenza il problema delle infezioni da batteri e virus, ma nello stesso tempo propone una via d’uscita da essi, o almeno un’arma con cui combatterli. La prevenzione è una di queste. L’etimologia di questo termine è: “prevenzione” deriva dal latino tardo “praeventio -onis”, a sua volta derivato dal verbo “praevenire”. È composto da “prae-” (che significa “prima”, “avanti”) e “venire” (“venire”).Il suo significato letterale è quindi “arrivare prima” o “anticipare”….Quindi il detto “meglio prevenire che curare ” cade a pennello. Eppure, sono circa duemila anni che Gesù ha avvertito l’umanità di quello che sarebbe successo nei nostri giorni a proposito delle epidemie(oltre che dei terremoti, guerre, disastri ecologici, ecc.). Domanda: come mai NON ABBIAMO FATTO PREVENZIONE pur sapendo tutto ciò? Da due secoli conosciamo i problemi che possono causare batteri e virus, eppure non molti ne percepiscono ancora la portata negativa. Mi sa che anziché HOMO SAPIENS siamo HOMO STULTUS , e quindi è da riscrivere l’evoluzione della specie.
Grazie un argomento utile informativo. Ho letto che prende anche denti. Vi do ragione perché io ne soffro