Comune di Arezzo
Arezzo |
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 | | Stato: | Italia | | Regione: | Toscana | | Provincia: | Arezzo | | Coordinate: | Latitudine: 43° 28′ 24′′ N Longitudine: 11° 52′ 12′′ E | |
| | Altitudine: | 296 m s.l.m. | | Superficie: | 386,26 km² | | Abitanti: | | | Densità: | 246,54 ab./km² | | Frazioni: | Vedi elenco | | Comuni contigui: | Anghiari, Capolona, Castiglion Fibocchi, Castiglion Fiorentino, Città di Castello (PG), Civitella in Val di Chiana, Cortona, Laterina, Marciano della Chiana, Monte San Savino, Monte Santa Maria Tiberina (PG), Monterchi, Subbiano | | CAP: | 52100 | | Pref. tel: | 0575 | | Codice ISTAT: | 051002 | | Codice catasto: | A390 | | Nome abitanti: | aretini | | | | | Giorno festivo: | 7 agosto | | |
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Arezzo è un comune di 95.229 abitanti, capoluogo della provincia di Arezzo. Geografia La torre di Santa Maria della Pieve Il comune di Arezzo è situato alla confluenza di tre delle quattro vallate che compongono la sua provincia. Direttamente a Nord della città ha inizio il Casentino, che è la valle percorsa dal primo tratto dell'Arno; a Nord-Ovest si trova il Valdarno Superiore, sempre percorso dall'Arno nel tratto che scorre fra Arezzo e Firenze; a Sud si trova la Val di Chiana, una pianura ricavata dalla bonifica di preesistenti paludi, il cui più importante corso d'acqua è il canale maestro della Chiana. Tramite l'agevole valico del Torrino e la valle del Cerfone, si ha accesso a Est alla quarta vallata, la Valtiberina, percorsa dal primo tratto del Tevere. Il territorio del comune è molto ampio e vario: si passa dalla pianura che si apre sulla Val di Chiana e sull'Arno, alle colline, a Sud della città, a zone montuose, soprattutto ad Est. I comuni confinanti sono numerosi: sul lato Val di Chiana ci sono Civitella in Val di Chiana e Castiglion Fiorentino; sul lato Valdarno superiore ci sono Laterina e Castiglion Fibocchi; sul lato Casentino c'è Capolona; sul lato Val Tiberina ci sono Anghiari e Monterchi e la provincia di Perugia, in Umbria. ClimaIl clima della città di Arezzo e delle zone limitrofe presenta le caratteristiche di continentalià più accentuate di tutta la Toscana, vista la lontananza dal mare e la posizione a cavallo tra il Valdarno e la Val di Chiana con la dorsale appenninica nelle relative vicinanze. Le precipitazioni presentano un carattere irregolare, perché la zona può essere influenzata sia dalle correnti umide atlantiche che da quelle secche continentali provenienti da settentrione e da oriente. L'escursione termica risulta elevata sia nei valori giornalieri che annui. Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano nei dintorni di Arezzo ma possono essere considerati attendibili anche per la città. | Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
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| Temperatura massima media (°C) | 9 | 10 | 14 | 17 | 22 | 27 | 32 | 31 | 25 | 20 | 13 | 10 | 19,2 |
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| Temperatura minima media (°C) | -1 | 0 | 3 | 5 | 7 | 12 | 15 | 14 | 11 | 6 | 3 | 1 | 6,3 |
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| Piogge (mm) | 55 | 53 | 49 | 67 | 62 | 47 | 32 | 56 | 60 | 84 | 98 | 75 | 738 |
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FrazioniAgazzi, Antria, Badia San Veriano, Bagnaia, Bagnoro, Battifolle, Campoluci, Campriano, Ceciliano, Chiani, Chiassa Superiore, Cincelli, Frassineto, Gaville, Giovi, Gragnone, Il Matto, Indicatore, La Pace, Le Poggiola, Meliciano, Misciano, Molinelli, Molin Nuovo, Monte Sopra Rondine, Montione, Mugliano, Olmo, Ottavo, Palazzo del Pero, Patrignone, Pieve a Ranco, Poggio Ciliegio, Policiano, Pomaio, Ponte a Chiani, Ponte alla Chiassa, Pieve a Quarto, Ponte Buriano, Poti, Pratantico, Puglia, Policiano, Quarata, Rigutino, Ripa di Olmo, Rondine, Ruscello, San Firenze, San Giuliano, San Leo, San Marco Vill'Alba, San Polo, Santa Firmina, Santa Maria alla Rassinata, Sant'Andrea a Pigli, San Zeno, Sargiano, Staggiano, Stoppe d'Arca, Torrino, Tregozzano, Venere, Vitiano. OlmoLa frazione di Olmo, con i suoi 3.500 abitanti, è situata a circa 5 km dal centro cittadino. Olmo è famoso per un importante ritrovamento di un teschio di Homo sapiens vissuto nel Pleistocene medio. Pieve di San Donnino a Maiano Palazzo del Pero«Palazzo del Pero» è una frazione del Comune di Arezzo ed è il capoluogo della Circoscrizione 6, è situata a 10 km dalla città in direzione S. Sepolcro. La Circoscrizione con i suoi 102.5 kmq, è poco meno di un terzo di tutto il Comune. È zona montana e con i 12 abitanti per kmq, risulta la zona meno densamente popolata. Le altre frazioni della circoscrizione sono Pieve a Ranco e Rassinata . La zona ha un grande valore paesaggistico e racchiude nel suo territorio una serie di piccoli gioielli artistici come la Pieve di S.Donnino, la Badia di S. Veriano il Castello di Ranco e molti altri ancora. Patrignone Dettaglio della Cappella Palatina della Villa di Colle Allegro Dettaglio del giardino della Villa di Colle Allegro Piccola frazione sulla via per il Casentino. Ospita la Villa di Colle Allegro, già di proprietà della Nobildonna Maria Vittoria Tonini Guiducci (Firenze, 19 dicembre 1927- Arezzo, febbraio 2000). Di origine seicentesca ha subito molti rimaneggiamenti e ampliamenti. Il più importante a fine ottocento quando il proprietario di allora, Lorenzo Guiducci, la arricchì di due ali, la riempì di simboli della libera muratorìa e trasformò la sala al primo piano in un Tempio massonico. Per il momento è chiusa al pubblico in attesa che si risolvano le liti tra gli eredi dell'ultima proprietaria. QuarataQuarata si trova in direzione nord rispetto al centro della città, conta circa 2.000 abitanti e amministrativamente fa parte della Circoscrizione 1. È uno dei nuclei medievali più importanti del comune d'Arezzo. Secondo alcuni studiosi, il suo castello fu usato da Leonardo da Vinci come punto d'osservazione del paesaggio che poi dipinse nella Gioconda. Il 10 gennaio 1276, qui vi morì Gregorio X, al suo ritorno dal concilio di Lione II. Il patrono è Sant'Andrea apostolo. San ZenoLa frazione di San Zeno si trova presso le frazioni di Olmo e Ripa di Olmo. Vi si trova una grande zona industriale, oltre ad un impianto di incenerimento rifiuti. Da qui parte la superstrada che collega Arezzo con Siena. Storia Città etruscaArezzo sorse in epoca pre-etrusca in una zona abitata fin dalla preistoria, come dimostra il ritrovamento di strumenti di pietra e del cosiddetto "uomo dell'Olmo", risalente al Paleolitico, avvenuto nei pressi della frazione dell'Olmo durante i lavori di scavo di una breve galleria della linea ferroviaria Roma-Firenze nel 1863. La zona posta alla confluenza di Valdarno, Valdichiana e Casentino, infatti, è passaggio naturale per chi voglia attraversare l'Appennino. Si ha notizia poi di insediamenti stabili di epoca pre-etrusca in una zona poco distante dall'attuale area urbana, il colle di San Cornelio, dove si sono rinvenute tracce di una cinta muraria di difficile datazione poiché sovrimpresse dalle poderose mura romane. L'abitato etrusco sorse invece sulla sommità del colle di San Donato, occupata dall'attuale città. Si sa che la Arezzo etrusca, con un nome quasi identico all'attuale, Arretium, esisteva già nel IX secolo a.C. Arezzo fu poi una delle principali città etrusche, e molto probabilmente sede di una delle 12 lucumonie. A questo periodo risalgono opere d'arte di eccezionale valore, come la Chimera, oggi conservata a Firenze, la cui immagine caratterizza talmente la città quasi da diventarne un secondo simbolo. Al sorgere della potenza di Roma la città, insieme alle consorelle etrusche, tentò di arginarne le tendenze espansionistiche, ma l'esercito messo insieme da Arezzo, Volterra e Perugia fu sconfitto a Roselle, presso Grosseto, nel 295 a.C.; e così nel III secolo avanti Cristo Arezzo fu conquistata dai Romani che latinizzarono il suo nome etrusco Arretium. Presidio romanoDurante l'epoca romana, specialmente nel periodo repubblicano, Arezzo divenne un simbolo importantissimo dell'espansione romana a nord, ed un bastione difensivo del nascituro impero, grazie alla sua posizione strategica che ne faceva tappa obbligata per chiunque volesse raggiungere la sempre più potente città sul Tevere. Arezzo si trovò dunque a doversi difendere dai Galli Senoni che marciavano contro Roma. In suo soccorso giuse una robusta armata guidata dal console Lucio Metello, che trovò la morte in battaglia ma arrestò l'avanzata dei barbari. Del fatto rimane traccia in un toponimo, Campoluci, che indica il tratto di piana vicino all'Arno in cui il console combatté e morì. Dopo il fatto, Arezzo divenne sede di un presidio romano permanente. Rimase però sempre gelosa della sua autonomia, tanto che cercò più volte di riconquistare l'indipendenza nel corso delle guerre civili della Roma repubblicana, schierandosi prima con Mario e poi con Pompeo. Silla e Cesare si vendicarono facendone una colonia per i loro veterani, il che provocò un notevole riassestamento demografico che cancellò da Arezzo - come da tutta l'Etruria - le rimanenti tracce della vecchia cultura. All'inizio dell'età imperiale la città, operosa e ricca di inventiva, divenne ricca e prospera come al tempo delle guerre puniche, quando era stata la principale fornitrice di armi per la spedizione di Scipione in Africa. Sorsero numerosi stabilimenti pubblici, come il teatro, le terme, ed un anfiteatro di notevoli dimensioni che è giunto fino ai nostri giorni. La vita culturale ebbe un grande impulso grazie alla feconda attività del primo degli aretini illustri nel mondo delle arti e delle lettere, Gaio Cilnio Mecenate, il cui nome rimarrà per sempre legato alla promozione della cultura. Arezzo fu anche un centro di lavorazione dei metalli e, soprattutto, di vasi di ceramica: i vasi prodotti ad Arezzo erano detti "corallini" per il loro colore. Statua a Guido Monaco nella piazza omonima ad Arezzo. Primo millennio d.C.Al crollo dell'impero, Arezzo subì un forte spopolamento ed una profonda crisi economica, da cui non la salvò la posizione di relativa importanza in cui la posero i Longobardi: le dimensioni della città subirono una contrazione che la riportarono pressappoco a quelle di epoca etrusca, le campagne si svuotarono e i commerci languirono a lungo. La situazione non migliorò neppure con l'arrivo dei Franchi di Carlo Magno - che non si stanziarono in città come avevano fatto i Lungobardi - la cui impronta nella vita civile e negli usi quotidiani fu lunga e durevole, ma che privilegiarono i rapporti con quello che ritenevano il più alto potere locale, il vescovado. Con la diffusione del Cristianesimo, infatti, Arezzo era divenuta sede di episcopato. Si tratta di una delle poche città di cui sono noti tutti i vescovi che si sono succeduti fino ad oggi. Dopo il mille il suo vescovo iniziò a fregiarsi, primo in Italia, del titolo di "conte". A questo periodo risalgono il perduto "Duomo Vecchio" del colle del Pionta, ai cui lavori partecipò Maginardo, l'attuale Cattedrale e la Pieve di Santa Maria. Sotto la protezione del vescovo si sviluppò nel contado aretino anche un folto numero di abbazie, che contribuirono a ricostruire un sistema di scambi ed un minimo ambito culturale. In questo periodo Arezzo vide la nascita di un altro dei suoi figli illustri: Guido Monaco. Fattosi benedettino nell'abbazia di Pomposa e successivamente a Roma, elaborò il nuovo metodo di notazione musicale ed il tetragramma. Libero comuneDopo il Mille al potere feudale, identificato con il vescovo che risiedeva fuori dalla città sull'altura del Pionta, arroccato come in un castello, venne affiancandosi un potere cittadino, l'ordinamento della città ebbe un'evoluzione e si affermò il libero comune: la presenza di un console è attestata ad Arezzo nel 1098. La duplicità di poteri generò presto un conflitto tra il vescovo, che vedeva la sua autorità feudale provenire dall'imperatore e quindi incarnava la prima espressione del partito ghibellino, e la magistratura cittadina. L'attrito sfociò in varie sollevazioni popolari contro il vescovo e nella rappresaglie di questo, che chiamò in soccorso l'imperatore Arrigo, il quale scendendo in Italia verso Roma, trovava per l'appunto Arezzo nella sua strada. La rappresaglia fu durissima ma non arrestò lo sviluppo del Comune, che proseguì soprattutto dopo il concordato di Worms del 1122 che poneva fine alle controversie tra impero e papato e, di fatto, alla figura dei vescovi-conti. Piazza Grande (in primo piano) e la chiesa di Santa Maria della Pieve (a sinistra) E' a questo periodo, all'inizio del XIII secolo, che risale l'avvio della costruzione della Pieve, concepita per ospitare un vescovo ridimensionato alle sue funzioni pastorali, e di altre chiese che accogliessero gli ordini monastici inurbati forzatamente dopo la confisca dei loro possedimenti feudali. L'influenza territoriale di Arezzo crebe notevolmente culminando con la presa di Cortona, avvenuta nel 1298 dopo una snguinosa battaglia. Alla rinnvata importanza politica si accompagnò una fioritura culturale: la città si dotò di una università, lo Studium, i cui ordinamenti risalgono al 1252, brillarono i primi ingegni della nuova poesia lirica italiana Guittone d'Arezzo e Cenni della Chitarra; della scienza con quel Ristoro che nel 1282 scrisse la prima opera scientifica in volgare; della composizione del mondo; e della pittura, con Margaritone d'Arezzo, poi affiancato da maestri fiorentini e senesi quali Cimabue e Pietro Lorenzetti. Nel 1304 infine nasceva ad Arezzo, da un fuoriuscito fiorentino, Francesco Petrarca. La battaglia di CampaldinoMentre la potenza di Arezzo cresceva, però, cresceva anche quella delle città vicine, ed era inevitabile che si arrivasse allo scontro con Firenze e Siena. Dopo alterne vicende la Arezzo ghibellina subì una disfatta contro le armate senesi e fiorentine nella battaglia di Campaldino (1289) nei pressi di Poppi. In questa battaglia, a cui partecipò Dante Alighieri per la parte guelfa, morì anche il vescovo di Arezzo Guglielmino Ubertini. In seguito si affermò la signoria dei Tarlati di Pietramala, il cui principale esponente fu Guido Tarlati che pur essendo divenuto vescovo nel 1312 continuò a mantenere buoni rapporti con la fazione ghibellina, in Toscana e fuori, come ad esempio con gli Ordelaffi di Forlì. La signoria di Guido Tarlati mise temporaneamente fine alle dispute di fazione tra i Tarlati e gli Ubertini e la famiglia guelfa dei Bostoli; tanto feroci che San Francesco si era rifiutato a suo tempo di entrare in città, vedendola "infestata dai diavoli", episodio ricordato da Giotto negli affreschi della Basilica Superiore di Assisi. Nel 1384 Arezzo fu annessa allo stato toscano dominato da Firenze. In questo periodo furono realizzati da Piero della Francesca gli affreschi della Leggenda della Vera Croce nella Basilica di San Francesco. Vi fu, poi, un decadimento economico e culturale della città. La parte più antica, comprendente la rocca e la Cattedrale, fu profondamente modificata con la costruzione della Fortezza Medicea, esempio precoce di fortificazione alla moderna. Epoca modernaNel XVIII secolo fu portata a termine la bonifica della Val di Chiana. Nel 1796 cominciò una campagna militare di invasione dell'Italia da parte dei Francesi. Il generale comandante di questa invasione era Napoleone Bonaparte. Anche Arezzo fu conquistata ma nel 1799 fu il centro del movimento del "Viva Maria", una delle insorgenze antinapoleoniche avvenute in quegli anni in Italia. In seguito a questi fatti Arezzo fu riconosciuta dal Granduca di Toscana capoluogo di provincia. Nel 1860 il Granducato di Toscana, e quindi Arezzo, entrò a far parte del regno d'Italia. In questo periodo, anche grazie all'avvenuta bonifica della Val di Chiana, Arezzo ritornò ad essere un nodo delle principali vie di comunicazione fra Roma e Firenze. Evoluzione demograficaAbitanti censiti 
Cultura Personalità illustri nate ad Arezzo Il Prato monumento a Francesco Petrarca Gaio Cilnio Mecenate; San Leone Magno; Francesco Petrarca; Giorgio Vasari; Francesco Redi; Giuseppe Monnanni; Pietro Aretino; Vittorio Fossombroni; Andrea Cesalpino; Francesco Severi; Bernardo Accolti detto l'Unico Aretino; Leonardo Bruni; Beato Benedetto Sinigardi; iniziatore dell'Angelus Fra' Guittone d'Arezzo; Daniele Bracciali; Federico Luzzi; Guido Monaco o Guido d'Arezzo (secondo alcune fonti sarebbe nato ad Arezzo; certamente vi ha trascorso gran parte della vita e vi ha svolto gli studi); Cesare Burali-Forti; Ugo Spirito; Patrizio Bertelli; Enrico Bondi; Dylan Sprouse e Cole Sprouse; Gianni Boncompagni.
Si veda inoltre la lista degli uomini illustri della provincia di Arezzo. La città ha anche ospitato il set del film La vita è bella di Roberto Benigni. Primati della CittàArezzo è la più antica città-capoluogo di provincia della Toscana. Arezzo è il primo comune moderno della Toscana. La diocesi aretina è tuttora la più estesa della Toscana.
Feste e RicorrenzeLe feste proprie della città sono quelle del patrono San Donato, il 7 agosto e quella della Madonna del Conforto il 15 febbraio. Il 10 gennaio si festeggia il Beato Gregorio X, compatrono della città. Manifestazioni e FiereOgni prima domenica del mese e il sabato precedente si tiene nel centro storico una fiera dell'antiquariato. Il 9, 10 e 11 settembre di ogni anno si tiene la "fiera di settembre" (Fiera del Mestolo). L'ultima settimana di agosto si svolge un concorso corale polifonico internazionale dedicato a Guido Monaco al quale partecipano cori di altissimo livello provenienti da tutto il mondo. All'inizio dell'estate si svolge "Arezzo Wave", una manifestazione di musica d'avanguardia. Dal 2007 l'evento si terrà a Firenze. In autunno si svolge il Festival Internazionale "I Grandi Appuntamenti della Musica" organizzato dall'Ente Filarmonico Italiano con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il contributo dei principali enti territoriali. Giostra del SaracinoNel quadro delle rievocazioni storiche, di cui il centro Italia è ricco, si colloca la Giostra del Saracino. Ripristinato in rievocazione storica nel 1931, la Giostra del Saracino si corre ad Arezzo nella splendida cornice di Piazza Grande il penultimo sabato di giugno in notturna e la prima domenica di Settembre in edizione diurna.
Edifici e luoghi di pregio Logge del Vasari in Piazza Grande MuseiMuseo Archeologico Gaio Cilnio Mecenate Museo Civico d'Arte Moderna e Contemporanea Museo Diocesano Museo Statale d'Arte Medievale e Moderna
Città gemellate Montenars, Italia dal 1977 Saint-Priest, Francia dal 1981 Eger, Ungheria dal 1989 Bedford, Regno Unito dal 1994
SportAssociazione Calcio Arezzo Vasari Rugby Arezzo Arezzo è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia. Tra queste, si ricordano: 1963 (24 maggio): 6^ tappa, vinta da Vendramino Bariviera 1992 (26 maggio): 2^ tappa, vinta da Max Sciandri 1997 (20 maggio): 4^ tappa, vinta da Mario Cipollini 2003 (18 maggio): 8^ tappa, vinta da Mario Cipollini
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