05.06.2026 – Tempo di lettura: 10:06 minuti– www.egm.it no profit by biodiritti.org/
Fine Vita: Scienza, Biodiritti, Fede, Premorte, Memoria, DNA, Crioconservazione, Concezione, Risurrezione
Introduzione
Un approfondimento scientifico tra Premorte, Memoria, DNA, Crioconservazione, Concezione, Risurrezione. Leggi, diffondi liberamente e scrivi il tuo commento in fondo all’articolo: “Fine Vita, Scienza Biodiritti Fede”.
L’idea che la vita possa continuare dopo la morte non è più solo un tema religioso. Oggi neuroscienze, fisica dell’informazione, biotecnologie e studi sulla coscienza stanno aprendo scenari che dialogano sorprendentemente con ciò che la Bibbia afferma da millenni.
Le esperienze di premorte (NDE), la mappatura del connectoma, la crioconservazione, la clonazione, e le recenti scoperte sull’attività cerebrale dopo la morte clinica sembrano convergere verso una domanda fondamentale:
La vita può essere ripristinata se l’informazione che costituisce una persona viene conservata?
Quando il dolore diventa più grande della speranza
Il tema del fine vita è uno dei più delicati e profondi che l’essere umano possa affrontare. Dietro ogni richiesta di suicidio assistito non c’è mai leggerezza, né superficialità: c’è quasi sempre un peso emotivo enorme, fatto di sofferenza, paura, solitudine, perdita di autonomia, e soprattutto la sensazione che la vita non sia più vita, ma un corridoio buio senza uscita. Molte persone che arrivano a desiderare la morte non lo fanno perché non amano la vita, ma perché non vedono più un futuro possibile. Il dolore cronico, fisico ed emotivo, le malattie degenerative, la perdita totale di indipendenza, la sensazione di essere un peso, o la mancanza di sostegno emotivo possono portare a un punto in cui la speranza sembra spegnersi. Biodiritti e Bioetica se ne occupano da anni.
Gli ordinamenti giuridici nel mondo affrontano questo tema in modi molto diversi. Alcuni Paesi prevedono forme di assistenza al suicidio; altri le vietano completamente. Ma in ogni caso, dietro ogni legge ci sono storie umane, non numeri. E ogni storia merita rispetto, ascolto e compassione.
Non è compito di questo articolo giudicare né le scelte personali, né le legislazioni. È invece possibile fare qualcosa di più profondo: riflettere sul valore della vita, sul mistero della coscienza, e sulle possibilità che la scienza e la fede stanno aprendo riguardo a ciò che accade oltre il momento della morte.
Ed è proprio da qui che nasce il collegamento con ciò che segue: la domanda se la vita possa essere conservata, recuperata, ripristinata, e se la morte sia davvero una fine… o una pausa.

Esperienze di Premorte: quando la coscienza sembra sopravvivere al cervello
NDE indica le Near-Death Experiences, in italiano esperienze ai confini della morte. Si tratta di vissuti coscienti riportati da persone rianimate dopo gravi traumi o arresti cardiaci. Esperienze di premorte, sono state studiate da ricercatori. Nonostante le differenze culturali, geografiche e religiose, la struttura dei racconti di premorte mostra una costanza statistica impressionante. Gli studi clinici internazionali, tra cui quelli storici del cardiologo olandese Pim van Lommel, evidenziano alcune tappe ricorrenti: Il distacco dal corpo (OBE – Out of Body Experience): Il paziente descrive la sensazione di fluttuare sopra il proprio letto di rianimazione, osservando in modo lucido e dettagliato i tentativi di medici e infermieri per rianimarlo. Il viaggio nel tunnel: La percezione di muoversi rapidamente attraverso una dimensione oscura o un tunnel. La Grande Luce: L’ingresso in uno spazio dominato da una luce biancastra o dorata, descritta non come accecante o fastidiosa, ma come un’entità dotata di una fortissima carica di amore, calore e accoglienza assoluta. In questo stato, la percezione del dolore fisico svanisce completamente, lasciando il posto a un benessere totale che i testimoni definiscono “indescrivibile a parole”.
Sam Parnia
Dal settembre 2008, Parnia fa parte del progetto “AWARE” (AWAreness during REsuscitation, ovvero “Consapevolezza durante la rianimazione”, uno studio promosso dalla “Human Consciousness Project”, che prevede una collaborazione internazionale tra scienziati, personale medico ed infermieristico che si occupa di pazienti che sopravvivono ad un arresto cardiaco e che riportano una NDE. Al progetto partecipano attualmente ben venticinque ospedali tra Europa e Nord America che si prefiggono di esaminare le reazioni di pazienti una volta subentrata la morte clinica, molti dei quali provano delle esperienze ai confini della morte, con percezioni fisiche dell’ambiente circostante. Nell’agosto 2024 pubblica Lucid Dying, una sorta di ricapitolazione delle sue ricerche e, in una intervista, è tornato a riaffermare la “reversibilità della morte”
Pim van Lommel.
Ritiene che le NDE non possano essere spiegate con l’immaginazione, le psicosi o la mancanza di ossigeno. Le NDE, definite anche esperienze di pre-morte, sono per van Lommel esperienze profonde che cambiano radicalmente la personalità dei pazienti. Il cardiologo olandese pensa che le teorie sui rapporti tra cervello e coscienza attualmente sostenute dalla maggioranza di medici, filosofi e psicologi, siano troppo limitate per poter spiegare adeguatamente i fenomeni di NDE. Ritiene inoltre che la coscienza non sempre coincida con le funzioni cerebrali, ma possa a volte essere sperimentata come separata dal corpo.
Studi scientifici verificati:
Molti pazienti riferiscono:
- percezione di uscire dal corpo
- visione della propria vita come un backup
- lucidità mentre il cervello è clinicamente inattivo
Questi fenomeni suggeriscono che la coscienza potrebbe non dipendere solo dal cervello biologico.

La vita come informazione: DNA, memoria e connectoma
La scienza moderna descrive l’essere umano come un sistema di informazioni biologiche:
Progetti stanno cercando di mappare completamente la mente:
Human Connectome Project,(HCP) è un’ambiziosa iniziativa scientifica lanciata nel 2009 per mappare le connessioni strutturali e funzionali del cervello umano. Sviluppato per mappare i circuiti neuronali, fornisce set di dati dettagliati che aiutano a comprendere meglio il funzionamento del cervello e le patologie correlate. Il progetto è stato finanziato dal National Institutes of Health (NIH) ed è guidato da due consorzi principali, tra cui quello guidato dalla Washington University, dall’Università del Minnesota e dall’Università di Oxford (noto come WU-Minn-Ox)
BRAIN Initiative (Brain Research through Advancing Innovative Neurotechnologies) è un’ambiziosa iniziativa di ricerca pubblica-privata lanciata negli Stati Uniti nel 2013 dall’amministrazione Obama. Il suo obiettivo principale è rivoluzionare la nostra comprensione del cervello umano attraverso lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie neuroscientifiche innovative. Pensata per avere sulle neuroscienze lo stesso impatto che il Progetto Genoma Umano ha avuto sulla genetica, l’iniziativa punta a mappare l’attività di ogni singolo neurone e dei complessi circuiti cerebrali in tempo reale.
Molti scienziati concordano che per “ricostruire” una persona servirebbe:
- DNA
- Epigenoma
- Connectoma
- Memoria
In altre parole: un backup totale dell’individuo. Esattamente quanto viene riferito da esperienze di premorte in cui la vita sembra passare davanti come fosse un backup di tutti i ricordi. Inclusi profumi, suoni, colori che servono a riportare alla mente episodi anche inconsci.
Il cervello dopo la morte: scoperte recenti
Studi recenti dimostrano che il cervello non si spegne immediatamente dopo la morte clinica.
Evidenze scientifiche confermate
- Attività cellulare fino a 24 ore dopo la morte La morte non è un evento istantaneo a livello biologico, ma un processo graduale. A 24 ore dal decesso, alcune cellule e tessuti continuano a mantenere attività metabolica, genetica e contrattile prima di esaurire le riserve energetiche e cessare definitivamente ogni funzione.
Significato
Queste scoperte mostrano che:
- la memoria non si cancella subito
- la struttura dell’identità rimane intatta per ore
- il cervello conserva informazioni recuperabili
Questo rende possibile l’idea che il Creatore o un Disegno Intelligente abbia progettato il cervello per preservare l’informazione, rendendo possibile un “ripristino” perfetto?

Clonazione e Crioconservazione
Clonazione
Dalla pecora Dolly ai primati clonati, la scienza dimostra che il DNA può essere riutilizzato. Ma un clone non è la stessa persona: mancano memorie e identità.
Crioconservazione
Organizzazioni congelano corpi o cervelli nella speranza che un giorno la tecnologia possa ripristinarli:
Alcor Life Extension Foundation, a cui ci si riferisce anche semplicemente come Alcor, è un’organizzazione no profit statunitense nata nel 1972 con sede a Scottsdale in Arizona che fa ricerca inerente alla crionica, la conservazione di esseri umani in azoto liquido a -196 °C dopo la morte legale della persona, con la speranza di riportarle in vita in piena salute quando la tecnologia del futuro potrà invertire il processo criogenico e sarà quindi sufficientemente sviluppata per farlo. Si contano oltre 250 pazienti umani crioconservati (corpi o cervelli), a cui si aggiungono più di 100 animali domestici. I costi attuali variano in base alla modalità di conservazione scelta: Corpo intero (Whole-Body): Il costo minimo è di 220.000 dollari. Solo cervello/testa (Neuropreservation): Il costo minimo è di 80.000 dollari.
Cryonics Institute
Al Cryonics Institute (CI) ci sono attualmente tra i 250 e i 280 corpi umani crioconservati (chiamati dall’istituto “pazienti”). Oltre agli esseri umani, la struttura ospita anche un numero quasi equivalente di animali domestici. Nel mondo, contando tutte le principali strutture attive, il totale complessivo dei corpi ibernati oscilla tra i 500 e i 650. Quanto costa e come hanno pagato? Il Cryonics Institute è noto per essere il fornitore di servizi crionici per il corpo intero più economico al mondo. I costi base attuali prevedono: Tariffa minima per il corpo intero: 28.000 dollari per i membri a vita dell’istituto (la quota associativa a vita costa 1.250 dollari una tantum). Per i non-membri o membri annuali, il costo sale a 35.000 dollari. Animali domestici: I prezzi partono da circa 5.800 dollari per gatti e cani di piccola taglia.
La logica è semplice: se l’informazione non viene distrutta, può essere recuperata.
Il paragone tra concezione naturale e risurrezione: due processi che partono dall’informazione
La concezione naturale è uno dei processi più complessi e delicati dell’universo biologico. Tutto inizia da una singola cellula uovo fecondata, formata dall’unione dei 23 cromosomi paterni e dei 23 cromosomi materni. Da quell’unico punto di origine, attraverso divisioni cellulari perfettamente coordinate, si sviluppa un organismo completo: organi, tessuti, sistema nervoso, memoria futura, identità. È un processo che richiede tempo, nutrimento, condizioni ideali, e un equilibrio straordinario tra genetica ed epigenetica. Ogni nascita è un miracolo biologico che parte da zero, da un’informazione genetica nuova, mai esistita prima.
La risurrezione, nella prospettiva scientifico‑informazionale e biblica, è concettualmente diversa. Non parte da zero: parte da un DNA già esistente, da un’identità già formata, da una memoria già vissuta. È più simile a una clonazione perfetta, ma con una differenza fondamentale: non si tratta solo di replicare un corpo, bensì di ripristinare una persona, con la sua storia, i suoi ricordi, la sua personalità. Se la concezione richiede di costruire tutto da capo, la risurrezione richiede di recuperare, correggere e riattivare un’informazione già completa, come riaprire un file salvato e ricostruirne ogni dettaglio.
In questa prospettiva, per chi crede, il Creatore non deve creare un nuovo individuo, ma riattivare quello originale, aggiustando eventuali errori genetici, ripristinando la memoria e moltiplicando le cellule come avviene nella crescita embrionale, ma con un punto di partenza infinitamente più avanzato. È un processo che unisce la logica della clonazione alla perfezione della memoria: un ripristino totale dell’identità, non una semplice copia biologica.

Miracoli e Risurrezioni nella Bibbia: una lettura scientifica possibile
La Bibbia riporta episodi di risurrezione:
– il figlio della vedova di Sarepta
– il figlio della Sunamita
– Lazzaro
– la figlia di Iairo
– Gesù stesso
Per millenni questi eventi sono stati considerati miracoli incomprensibili. Ma oggi, con la scienza dell’informazione, possiamo formulare una domanda nuova:
Se Dio è il Creatore dell’universo, non dovrebbe essere in grado di accedere e ripristinare l’informazione completa di ogni essere umano?
La Bibbia sembra suggerire proprio questo. Oggi possiamo leggerle come ripristino dell’informazione completa dell’individuo.
La Fede: il Creatore come Custode della Memoria e della Vita?
Le Sacre Scritture non parlano di anime immortali che sopravvivono indipendentemente dal corpo. Parlano invece di persone che dormono nella morte, conservate nella memoria perfetta di Dio.
Gesù disse:
“Tutti quelli che sono nelle tombe commemorative udranno la sua voce e ne usciranno.” (Giovanni 5:28, 29)
Il termine greco mnēmeîon deriva da mnēmē: memoria.
La tomba commemorativa come “file salvato?”
Pensiamo alla vita come a un file in un computer:
- Se clicco “Salva”, il dato viene memorizzato.
- Se metto nel cestino e clicco “Svuota cestino”, il dato non esiste più per la maggioranza di non esperti
La Bibbia usa un’immagine identica.
La seconda morte in Apocalisse o Rivelazione di Giovanni è chiamata Geenna, la discarica di Gerusalemme dove i rifiuti venivano eliminati definitivamente.
Parallelismo:
Tomba commemorativa → dati salvati, recuperabili
Geenna / seconda morte → cestino svuotato, dati eliminati
Questo significa che:
– Dio ricorda ogni persona?
– Dio conserva ogni dettaglio: DNA, personalità, ricordi?
– Dio può ricostruire la vita in modo perfetto?
La risurrezione di cui parlano i Vangeli non è magia. È potenza creativa unita a memoria perfetta.
Se gli esseri umani cercano disperatamente di salvare la vita tramite clonazione, crioconservazione e backup digitali, quanto più il Creatore dell’universo può farlo in modo perfetto? Per chi crede, questa non è utopia. È una speranza fondata, radicata nella promessa di un Dio che non dimentica nessuno.
Chi è nella memoria di Dio può essere riportato in vita? Chi è nella Geenna non è memorizzato? Semplicemente non esiste più il suo Dna e la sua memoria? Nessuna sofferenza, nessuna punizione, solo l’inesistenza eterna?
La risurrezione è potenza creativa + memoria perfetta.

Conclusione: Scienza e Fede non sono nemiche
La scienza mostra che:
- la vita è informazione
- la memoria sopravvive per ore dopo la morte
- il DNA può essere copiato
- il cervello conserva dati anche dopo l’arresto cardiaco
La fede afferma che:
- Dio conserva ogni persona nella Sua memoria
- la risurrezione è possibile
- la vita eterna è una promessa concreta
La morte non è la fine, ma una pausa? E la vita può essere restituita?
Il Comitato Etico della REDAZIONE, coordinato dal Curatore e Direttore Responsabile Silvano Mencattini iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1979, vigila che ogni articolo contenga Informazioni e divulgazione Scientifica libera da conflitti di interesse. Le citazioni sono controllabili tramite Link sottolineato. Le notizie del sito sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte: www.egm.it no profit by biodiritti.org/ No Profit o le fonti citate con link in questo articolo.
Vari dizionari riportano che il termine resurrezione (o risurrezione) deriva dal latino tardo cristiano resurrectio -onis, a sua volta derivato da resurrectus, participio passato del verbo resurgere, composto da \(re\)- (che indica ripetizione o movimento all’indietro) e \(surgere\) (che significa “alzarsi” o “levarsi”). L’etimologia letterale significa quindi “alzarsi di nuovo” o “risorgere”…Per cui ,anche etimologicamente la risurrezione non è un corpo raziocinante creato ex-novo, bensì una PERSONA già esistita e RITORNATA alla vita. Spesso ho pensato al tempo terribile che passa dal momento dell’ultimo respiro a quello della morte delle funzioni cerebrali e immagazinamento dati che un cervello registra e “pensa ed elabora” anche se il cuore ha cessato di funzionare. Nella risurrezione le “persone” ricorderanno il loro vissuto, anche i momenti dopo la morte, i suoni, le parole, il dolore, i pensieri elaborati , fino alla cessazione vitale delle cellule cerebrali. Attenzione allora a ciò che si dice vicino un “corpo” deceduto, ma non una “persona” non ancora morta nelle sue elucubrazioni cerebrali. Quanto dolore ci sarà anche dopo la morte per ogni singola persona del genere umano, ma anche animale. Dobbiamo essere teneri e compassionevoli verso i vivi e anche verso i morti(come abbiamo capito) nel vostro articolo meraviglioso. Grazie della vostra preparazione e tenerezza.
Buongiorno Silvano ho apprezzato molto questo articolo in quanto hai trattato una serie di argomenti veramente difficili già anche nella terminologia delle parole in maniera asciutta delicata con riferimenti e logica e soprattutto senza prevenzione teologica o scientifica o comunque ideologica, hai esposto i fatti e a noi rimagono le conclusioni e interpretazioni. Sicuramente mette in luce la complicazione della vita e dell’essere umano ci fa veramente capire un progetto che al di sopra della nostra capacità della nostra mente anche se chi ci ha creato ci ha dato l’opportunità di avere questa grande capacità di poter progredire studiare capire ma realmente serve la vita eterna per capire quello che ha fatto il creatore; ti ringrazio di nuovo l’articolo mi è piaciuto sai che non sono prodigo di elogi però questa volta ho veramente trovato qualcosa di cui come posso dirti ne hai simbolicamente il copyright di come hai esposto questa difficile e controverso argomento.
un saluto
Roberto Frosini
Dal greco “koymetirion” (o kimitirio) deriva il nostro italiano “cimitero” che letteralmente significa “dormitorio”. Ben illustra la condizione di chi è considerato morto: ovvero, dorme. È questo ciò che sembra voler dire in maniera semplice il testo biblico. Dorme secondo chi? Non certo secondo l’uomo, che al contrario considera la morte la fine completa di tutto. Quindi occorre spostare la visuale nella posizione di chi può guardare le cose da altra prospettiva. In realtà la memoria non sembra avere limiti temporali, quindi non tutto è perso. Circa la possibilità che un corpo morto da parecchio tempo torni a vivere entrano in gioco due posizioni: quella fideistica e quella realistica. La prima riguarda la fiducia espressa nel Creatore della vita il quale, come ha avuto la capacità di originare la vita dall’apparente nulla (solo perché i nostri occhi non riescono a vedere il mondo atomico su cui si basa il tutto), è altrettanto capace di ricrearla all’infinito. La seconda attiene la possibilità che tutto ciò che esiste in natura è materia prima per continui e ripetuti utilizzi. La mente umana ha limiti oggettivi, ma nella sua ragione è costretto a ammettere che nulla è impossibile alla Sorgente di tutto ciò che esiste. All’uomo rimane poco per affrontare il tema: filosofia e speculazione. Ma esiste una posizione migliore che permette di ammettere il possibile estraibile dall’impossibile, e si chiama modestia, libera dalla presunzione di avere la risposta definitiva. Il maestro per antonomasia, Gesù, disse semplicemente “A Dio ogni cosa è possibile”. E perché no? All’uomo che si autodefinisce ricercatore, scienziato e dotto, va ricordato che non è mai riuscito ad esplorare più in là del nostro sistema solare, una goccia nell’oceano cosmico. Pensare che non esista una possibilità di tornare in vita solo perché si ritiene che non esista una volontà superiore a quella umana che abbia quell’obiettivo – capace cioè di realizzare ciò che tutti invece interiormente vorrebbero – è come credere che un singolo neurone possa impedire a 100.000 miliardi di cellule di far funzionare un intero corpo umano. Gli studi sui temi qui presentati possono tentare ulteriori approfondimenti, possono aggiungere altri tasselli, ma non è possibile tornare in vita coi ragionamenti. È necessaria una azione non umana, e proprio per questo attendiamo quella azione da chi ne ha capacità, competenza, conoscenza, ma soprattutto volontà. E contro la volontà della Sorgente non esiste forza opponibile capace di ostacolarne la realizzazione. Se la Sorgente esiste allora vita e risurrezione saranno i suoi modi per confermarsi ai nostri occhi. Se non esiste non resta altro che fare come disse un vecchio profeta, Isaia: “Mangiamo e beviamo, perché domani moriremo!”