30.09.2023 – Tempo di lettura: 4 minuti www.egm.it no profit by www.biodiritti.org – link d’invito per leggere in Telegram altri articoli di divulgazione Scientifica di Biodiritti by Egm.it No Profit.
Nuove armi climatiche, ambientali e sismiche. Problemi economici, malattie e disastri ambientali e familiari. Molti continuano a invocare il Creatore dell’universo dicendo “Venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”.
Perché abbiamo posto 3 punti interrogativi dopo calamità NATURALI? Il termine Calamità Naturale è ormai contestato dagli Scienziati. Un evento naturale normale, in sé non ha niente di calamitoso, in quanto fa parte del normale gioco delle forze della natura e opera al fine di realizzare certi inarrestabili equilibri naturali. Può indurre conseguenze calamitose proprio perché l’uomo, con la scarsa previdenza che spesso lo distingue, ha creato le premesse perché ciò accada. Nell’ultimo secolo oltre 2 milioni di persone hanno perso la vita a causa di terremoti, nove milioni in alluvioni e varie decine di milioni in seguito a pandemie. Secondo l’enciclopedia Treccani molti di questi fenomeni possono essere considerati naturali solo in parte. Molti sarebbero potuti essere evitati o mitigati fino a renderli pressochè inoffensivi. Oggi le conoscenze scientifiche sono tali che anche calamità un tempo considerate naturali, come terremoti, eruzioni vulcaniche ed epidemie globali sono considerate una conseguenza di attività umane.

Le oltre 200.000 vittime di Sumatra (26 dicembre 2004) non ci sarebbero state senza l’intensivo sfruttamento turistico delle coste. Analogamente, si pensi alle 800.000 persone che risiedono sulle pendici del vesuvio, quasi tutte in edifici abusivi: il disastro di una nuova eruzione esplosiva come quella che nel 79 d.C. che distrusse Ercolano e Pompei difficilmente sarebbe oggi attribuibile alla natura e non alla mancata previdenza dell’uomo.

Quanto a pandemie come l’Aids (25 milioni di morti dal 1981 al 2006) o le temute influenze sempre più incalzanti incluso il mutante Covid-19sono conseguenze di comportamenti a rischio con interazioni umane, non chiare o tenute nascoste.

SecondoLA TRECCANI DI SCIENZA E TECNICA fra gli agenti responsabili si può annoverare attualmente l’azione dell’uomo con (a) il disboscamento (b) l’occupazione di aree di pertinenza fluviale (c) il prelievo abusivo di inerti degli alvei fluviali che hanno, per esempio, aggravato il dissesto idrogeologico del territorio italiano. Il progressivo aumento delle perdite di vite umane e di beni materiali su scala mondiale sono da ricercare non tanto nell’aumentata frequenza e intensità degli eventi naturali estremi, quanto come il risultato del comportamento dell’uomo.

Che dire dell’aumento esponenziale degli ICTUS? Che l’inquinamento atmosferico causi infarti, ictus, malattie respiratorie e tumori polmonari e di conseguenza morti premature è noto ormai da tempo. Solo in Italia lemorti premature causate dall’inquinamento sono state 52.300 nel 2020, con circa 3.000 ricoveri ospedalieri. Ora una nuova metanalisi pubblicata su Neurology ha evidenziato un nuovo inquietante dato: il rischio di ictus aumenta nei cinque giorni successivi all’esposizione all’inquinamento atmosferico. Questa ricerca è stata pubblicata e riportata anche nel Corriere della Sera il 28.09.2023 “L’esposizione all’inquinamento aumenta il rischio di ictus già dopo cinque giorni”


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