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» French French Submitted by sergio on Tue, 2006-10-10 07:45.

PADOVA


Padova: Basilica del Santo

Geografia: altitudine m. 12 s.l.m. superficie comunale kmq. 92,8. Padova, situata in una vasta pianura ai margini tra il territorio agricolo e le lagune, è percorsa dal Brenta e dal Bacchiglione e da altri piccoli canali. Offre ai turisti un paesaggio suggestivo particolarmente in primavera e nel primo autunno quando i colli Euganei si colorano di rosso e inizia il periodo della vendemmia.

Monumenti: Castello di origine romanica risalente al IX secolo. Prato della Valle del XVIII secolo. Palazzo del Bo, antica università di costruzione duecentesca Casa Olzignami in stile gotico rinascimentale. Palazzo Municipale del XVI secolo in stile rinascimentale. Palazzo Papafava in stile barocco del XVIII secolo. Caffè Pedrocchi costruito da G. Iapelli, in stile neoclassico.


Padova: Palazzo della Ragione - Piazza delle Erbe

Musei: Orto Botanico (v. Orto Botanico) contenente piante rare, esotiche ed europee, risale al sedicesimo secolo. Museo di Geologia, Paleontologia, Mineralogia dell Università (v. Matteoti). Museo Civico (p. del Santo) contenente dipinti di scuola veneta, reperti archeologici, risorgimentali, ceramiche e mobili. Museo di Scienze Archeologiche e d'Arte (Palazzo, del Liviano) raccolta di oggetti d'arte greca e romana. Museo dell'Aria (S. Pelagio) contenente cimeli della navigazione aerea italiana e molte ricostruzioni in cera.

Fiere: Fiera Campionaria Internazionale di Padova (maggio) . Giornata dei Foraggi e del Mais (luglio e settembre): dimostrazioni di macchine, di impianti per la lavorazione, raccolta e conservazione dei foraggi e del mais. Meccanica Triveneta (aprile): salone delle macchine per la lavorazione del metallo, saldatrici, utensili e strumenti. Termo-idraulica Triveneta (aprile) salone per progettisti e installatori di impianti di condizionamento, refrigerazione, riscaldamento, energia solare.


Padova: Tomba di Antenore e Casa dell'esilio di Dante

Informazioni turistiche: Grande Salone a Forma di Chitarra (Piazzola sul Brenta): nella villa Contarini degli Scrigni, a Piazzola sul Brenta, c è una sala detta sala della musica. E' costruita colme una gigantesca chitarra: quattro ballatoi situati a metà altezza delle pareti ospitano i suonatori in modo che le onde sonore possano raggiungere il sistema di assiti obliqui disposti sul soffitto, cosi verrebbero assolte le funzioni delle corde della chitarra. Le onde sonore scendono poi attraverso il buco nella sala d'ascolto sottostante.

Gastronomia: Fegato alla sbrodega, oca in onto, perseghi in giasso, risi e bruscandoli, risotto coi rovinassi, zaleti, coari, galani, grattini in brodo, polenta e osei.

Vini: Pinot rosso e bianco dei Colli Euganei, Moscato, Sauvignon.

Artigianato: oggetti in rame, peltro, ceramica, legno intagliato, mobili, oggetti in vimini.

Clicca Qui per visualizzare la Carta Stradale della Provincia di PADOVA edita dalla EURO GeoGrafiche Mencattini srl. T.0575/900010 - Fax 0575/911161


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Provincia di Padova


Wikipedia:WikiProject/WikiProject/Geografia/Antropica/Province Provincia di Padova
Stato: Italia
Regione: Veneto
Capoluogo:Padova
Superficie:2.142 km²
Abitanti:
882.7792005
Densità:412,2 ab./km²
Comuni:Elenco di 104 comuni
Targa:PD
CAP:35121-35143 Padova, 35010-35048
Pref. tel:049, 0425, 0429
Codice ISTAT:028
Presidente:Vittorio Casarin  28.06.2004

La Provincia di Padova, con i suoi 880 mila abitanti, è la più popolata provincia del Veneto.

Confina a nord con la Provincia di Treviso, a est con la Provincia di Venezia e la laguna di Venezia, a sud con la Provincia di Rovigo, a ovest con la Provincia di Verona e la Provincia di Vicenza.

 

 Geografia

Il territorio, prevalentemente pianeggiante, è attraversato da numerosi corsi d'acqua naturali, tra i quali i principali sono i fiumi Brenta, Bacchiglione e, all'estremo sud della provincia, Adige; accanto ad essi, un fitto intreccio di canali artificiali, tra cui il Canale di Battaglia, il Canale Bisato, il Canale Piovego.

A sud-ovest della città di Padova, oltre l'area delle Terme euganee, sorgono i Colli Euganei, modesti rilievi di origine vulcanica, uniche elevazioni della provincia.

La provincia comprende anche una piccola sezione della Laguna veneta, nell'area detta Valle Millecampi.

 

 Comuni principali

  • Padova - 210.821 abitanti
  • Selvazzano Dentro - 21.164 abitanti
  • Vigonza - 20.421 abitanti
  • Albignasego - 19.990 abitanti
  • Cittadella - 19.418 abitanti

 

 Storia

L'attuale Provincia di Padova è uno dei territori con numerose località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260.

 

Padova

Wikipedia:WikiProject/Progetto geografia/Antropica/Comuni Padova
Stato: Italia
Regione: Veneto
Provincia: Padova
Coordinate:
Latitudine: 45° 25′ 0′′ N
Longitudine: 11° 52′ 0′′ E
Mappa
[1]
Altitudine:12 m s.l.m.
Superficie:92 km²
Abitanti:
210.93831-12-04
Densità:2293 ab./km²
Frazioni:Altichiero, Arcella, Bassanello, Brusegana, Camin, Chiesanuova, Forcellini, Guizza, Madonna Pellegrina, Mandria, Montà, Mortise, Paltana, Ponte di Brenta, Ponterotto, Pontevigodarzere, Sacra Famiglia, Salboro, Santa Croce-Città Giardino, Stanga, Torre, Terranegra, Voltabarozzo, Voltabrusegana. 
Comuni contigui:Abano Terme, Albignasego, Cadoneghe, Legnaro, Limena, Noventa Padovana, Ponte San Nicolò, Rubano, Saonara, Selvazzano Dentro, Vigodarzere, Vigonovo (VE), Vigonza, Villafranca Padovana
CAP:35100
Pref. tel:049
Codice ISTAT:028060
Codice catasto:G224 
Nome abitanti:padovani o patavini 
Santo patrono:San Prosdocimo, Santa Giustina di Padova, San Daniele diacono, Sant'Antonio da Padova 
Giorno festivo:13 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia

Padova (Padoa in veneto) è una città di 210.938 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia, situato nella regione Veneto.

Antica sede universitaria, Padova vanta numerosissime testimonianze di un glorioso passato culturale ed artistico, che la rendono meta di turisti da ogni parte del mondo. È oggi un importante centro economico. Padova è inoltre universalmente nota come la città di Sant'Antonio, il famoso francescano portoghese, nato a Lisbona nel 1195, che a Padova visse per alcuni anni e vi morì.

  • È altrettanto nota per essere la patria di Tito Livio, insigne storico romano.
  • È meno nota per aver dato i natali all'architetto Andrea Palladio ed allo scultore Tiziano Aspetti, pronipote di Tiziano Vecellio.
  • A Padova è ambientata La bisbetica domata di William Shakespeare.
  • Per la "stagione quaresimale" di Padova del 1771 era stata composta la Betulia Liberata (K 118), un oratorio di Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Pietro Metastasio.
  • L'attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano [1], è stato allievo del liceo classico patavino Tito Livio.
  • A Padova sono venuti a mancare due "non-padovani" celebri del nostro tempo: Claudio Villa ed Enrico Berlinguer.

 

 Storia

La tradizione vuole che la fondazione di Padova risalga al 1183 a.C. da parte di un gruppo di Veneti e fuggiaschi da Troia, guidati da Antenore la cui ipotetica tomba (in realtà di un guerriero che visse attorno al III o al IV secolo) sorge nell'omonima piazza.

Uno dei principali centri della cultura paleoveneta, l'antica Padova sorse sulle sponde del fiume Brenta (durante l'antichità chiamato Medoacus Major) che allora (probabilmente fino al 589) scorreva nell'alveo dell'odierno Bacchiglione Medoacus Minor.

 

 Età romana

Nel 49 a.C. divenne nominalmente municipio romano, per divenirlo poi effettivamente nel 45 a.C. con la Lex Julia Municipalis. Durante la dominazione romana Patavium, com'era allora conosciuta, divenne una delle più ricche città dell'Impero grazie, tra le altre cose, all'allevamento di cavalli. L'etimologia del toponimo è incerta, ma è evidente l'assonanza col nome del Po "Padus". Vi si potrebbe riconoscere la radice indoeuropea pat-, in riferimento forse ad un luogo pianeggiante ed aperto, in contrapposizione alle vicine zone collinari. Vi e' assonanza con la palude Patina presso la citta', situata sulla sinistra del Brenta. In età augustea Padova divenne parte della X Regio che aveva come capitale Aquileia, cui era collegata grazie alla via Annia che partiva da Adria. Del periodo romano rimangono alcuni ponti, rimaneggiati in età medioevale, l'arena (presso la cappella Scrovegni), resti di terme (sotto palazzo Storione) e del foro (zona piazza Garibaldi e piazzetta Cavour) di cui rimane una sola colonna. All'inizio del V secolo a Padova fu posto un Praefectus Sarmatarum gentilium, da cui quindi dipendeva una delle 13 guarnigioni di Sarmati a difesa dell'impero. Probabilmente [2] la guarnigione era di stanza a Sarmeola (Sarmaticula), frazione di Rubano e a Sermazza (località di Vigonovo). Nel 452-453 la città fu devastata dall'invasione degli Unni di Attila. Dal 535 al 553 imperversò la guerra tra Bisanzio e i Goti alleati dei Franchi: passata ai primi nel 540 ed in seguito ai secondi con Totila, Padova fu presa da Narsete, generale di Giustiniano nel 568.

 

 Medioevo

Successivamente alla caduta dell'Impero, Padova vide il Brenta cambiare di corso con la rotta del 589, sostituito dal Bacchiglione. Venne quindi assediata e completamente rasa al suolo nel 601 dai Longobardi di Agilulfo che, secondo la tradizione locale, penetrarono nelle difese cittadine dall'attuale Ponte della Morte davanti a via Rudena (ovvero: rovina). Monselice resistette qualche mese prima di capitolare anch'essa ai Longobardi. Alcuni abitanti cercarono allora rifugio nella Laguna Veneta, contribuendo successivamente alla nascita di quella che diverrà, secoli dopo, Venezia.

Nel 899 Padova fu razziata dagli Ungari.

Basilica di Sant'Antonio.
Basilica di Sant'Antonio.
Basilica di Santa Giustina
Basilica di Santa Giustina


Solo dopo l'anno 1000 Padova iniziò a riprendersi, affermandosi come comune indipendente, pur dovendo subire le devastazioni del terremoto del 1004, ancor più grave, quello del 1117, così come il grande incendio del 1174. Nel 1164 partecipò alla lega veronese contro Federico Barbarossa. Dal 1168 (convegno di Lodi) al 1183 (Pace di Costanza) Padova fu membro anche della Lega Lombarda.

Ritratto di Galileo Galilei, Padova
Ritratto di Galileo Galilei, Padova

Gli anni successivi videro Padova espandere la propria importanza ed i propri domini, in perenne lotta contro i comuni limitrofi e le grandi famiglie tra le quali quella degli Ezzelini da Onara.

Nel 1222 venne fondata l'Università, la seconda più antica d'Italia ed una tra le prime e più prestigiose d'Europa. Vi predicò Sant'Antonio, che vi morì nel 1231 e per il quale i padovani eressero una grandiosa basilica. Tra il 1303 ed il 1305 Giotto dipinse la Cappella degli Scrovegni, inestimabile tesoro pittorico.

L'espansione del comune patavino fu tuttavia interrotta a più riprese, in particolar modo tra il 1237 ed il 1256 dalla sanguinosa dominazione di Ezzelino III da Romano, ricordato per aver trucidato in un solo giorno oltre diecimila padovani.

Nel 1318 muta l'assetto politico a Padova: inizia la Signoria dei Carraresi con l'elezione a Capitano del Popolo di Jacopo da Carrara. Il secolo successivo, pur turbato da continue lotte con le signorie limitrofe e con la minacciosa Venezia, fu per Padova l'apice del suo splendore, assoluta protagonista dell'arte e della cultura europea grazie alla presenza di artisti e letterati quali Giusto De' Menabuoi, Guariento, Altichiero, Francesco Petrarca.

Del (1387) è la battaglia di Castagnaro, considerata una delle grandi battaglie dell'epoca dei capitani di ventura: Giovanni Ordelaffi e Ostasio da Polenta, che combattevano per Verona, furono sconfitti da Giovanni Acuto e Francesco Novello Carraresi, che combattevano per Padova. Erano gli ultimi bagliori militari di Padova, che, nel 1405 dovette piegarsi definitivamente a Venezia dopo una lunga e cruenta lotta. È la cosiddetta "devozione" di Padova a Venezia: gli ultimi Carraresi prigionieri vengono uccisi mentre si trovano prigionieri nei Piombi, le famigerate carceri veneziane.

Durante il medioevo il municipio e la successiva signoria scavarono le principali opere idrauliche della provincia di Padova: il canale di Battaglia, il Piovego e il Brentella.

Il Bacio di Giuda, Cappella degli Scrovegni
Il Bacio di Giuda, Cappella degli Scrovegni

 

 Rinascimento

Per quasi quattro secoli Padova, pur perdendo importanza politica poté godere della pace e della prosperità assicurata dalla dominazione veneziana e della libertà che venne assicurata alla sua Università, che richiamò studenti ed insegnanti da tutta Europa, divenendo uno dei maggiori centri dell'aristotelismo e attirando, in seguito, numerosi ed illustri intellettuali, tra i quali l'indimenticabile Galileo Galilei.

Il terribile assedio del 1509 durante la guerra anti-veneziana promossa dalla Lega di Cambrai, in seguito al quale venne completata la cinta muraria, fu tra i pochi eventi bellici degni di nota del periodo. Gli assalti imperiali furono respinti sul Bastione Codalunga da nobili veneziani, padovani e celebri soldati di ventura come Citolo da Perugia.

 

 Ottocento

Caffè Pedrocchi
Caffè Pedrocchi

Nel 1797 cadde Venezia sotto l'avanzare di Napoleone e Padova venne ceduta all'Austria col trattato di Campoformio, per entrare a far parte successivamente alla disfatta napoleonica del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1848 anche Padova vide l'insurrezione contro l'occupazione austriaca, in particolar modo ad opera di studenti universitari: tuttora la data dell'insurrezione studentesca, 8 febbraio, viene festeggiata. Tuttora in una delle sale del Caffé Pedrocchi, che si trova di fronte alla sede principale e storica dell'università (Il Bò), vi è il foro di una pallottola sparata contro gli studenti dai soldati austro-ungarici Nel 1866 Vittorio Emanuele II entrò a Padova e questa, in seguito ad un plebiscito, venne annessa al Regno d'Italia (assieme a tutto il Veneto).

 

 Il Novecento

Durante la Prima Guerra Mondiale vista la vicinanza al fronte della città, Padova fu sede di vari comandi compreso quello della Terza Armata, subendo a più riprese bombardamenti aerei. Da un piccolo aeroporto, a San Pelagio (nel comune di Due Carrare) - ora sede di un museo del volo, partì Gabriele D'Annunzio per il celebre volo su Vienna. Nel 1918 a Villa Giusti nei pressi di Padova, nella località Mandria venne firmato l'armistizio che pose fine alla guerra tra Italia e gli Imperi Centrali.

 

 La Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza

«Non alla solitudine scrovegna,
o Padova, in quel bianco april felice
venni cercando l'arte beatrice
di Giotto che gli spiriti disegna;

né la maschia virtù d'Andrea Mantegna,
che la Lupa di bronzo ebbe a nutrice,
mi scosse; né la forza imperatrice
del Condottier che il santo luogo regna.

Ma nel tuo prato molle, ombrato d'olmi
e di marmi, che cinge la riviera
e le rondini rigano di strida,

tutti i pensieri miei furono colmi
d'amore e i sensi miei di primavera,
come in un lembo del giardin d'Armida.»
(Gabriele D'Annunzio, PADOVA, "Le Città del silenzio")

La Seconda Guerra Mondiale fu anche per Padova portatrice di morte e devastazione, con la perdita tra gli altri degli inestimabili dipinti della Cappella Ovetari di Andrea Mantegna e di Ansuino da Forlì durante un bombardamento aereo americano l'11 marzo 1944: rimangono solo frammenti. Stessa fu la sorte per gli affreschi della cappella del podestà, realizzati da Filippo Lippi, Niccolò Pizzolo ed, ancora, Ansuino da Forlì. Numerosi studenti ed insegnanti universitari furono protagonisti della lotta partigiana. Importante fu il discorso del rettore Concetto Marchesi il 9 novembre 1943 per l'inaugurazione dell'anno accademico in cui invitò gli studenti a prendere le armi contro la Repubblica Sociale Italiana.

Piazza della Frutta (Padova)
Piazza della Frutta (Padova)

Padova fu la sede del Comando Regionale Veneto della resistenza, centro di coordinamento del CLN per tutto il Veneto. Fu questo Comando che diede l'ordine per l'attacco del 26 aprile 1945. I partigiani presero il controllo dei ponti sul Brenta per bloccare gli spostamenti della Decima Mas di Borghese repubblichina proveniente da Salboro che attaccò con l'artiglieria la città provocando vittime sia tra i civili che tra i tedeschi e le forze della Repubblica Sociale Italiana. Il 27 aprile verso sera le forze della R.S.I. si arresero, seguiti nella notte dalle truppe tedesche della 26 divisione. Alla fine dell'insurrezione tra i partigiani di Padova si contarono 224 caduti e quasi altrettanti feriti, mentre le forze della Repubblica Sociale Italiana e la Wehrmacht contarono circa 500 morti e attorno ai 20.000 prigionieri.

L' Università degli Studi di Padova fu l'unica università premiata con la medaglia d'oro al Valor Militare per meriti durante la resistenza.

 

 La seconda metà del Novecento

Torre Net
Torre Net
La sede di Banca Antonveneta
La sede di Banca Antonveneta

Gli anni dal dopoguerra ad oggi furono per Padova di continuo sviluppo economico, grazie alla favorevole collocazione geografica al centro di importanti vie di comunicazioni favorevoli per industrie e servizi. L'interramento delle riviere (1956-1960) e la perdita (1954) dei collegamenti ferroviari con la provincia (gestiti dalla Società Veneta per le Imprese e Costruzioni Pubbliche nota come La Veneta) costituirono uno dei tanti prezzi che la città pagò alla diffusione del trasporto su gomma.

Palazzo Zuckermann
Palazzo Zuckermann
Memorial 11 Settembre, di Daniel Libeskind
Memorial 11 Settembre, di Daniel Libeskind
Prato della Valle
Prato della Valle

La crisi sociale e politica degli anni settanta vide il polarizzarsi delle tensioni a Padova.

Il 15 aprile 1969 una bomba collocata da Franco Freda e Giovanni Ventura esplose nel rettorato, allora occupato dal professor Enrico Opocher. Gli stessi acquistarono presso la Valigeria al Duomo le valige utilizzate il 12 dicembre 1969 per le bombe a Milano nella sede della Banca dell'Agricoltura in Piazza Fontana e alla Banca nazionale del Lavoro a Roma.

Il 13 gennaio 1974 il colonnello Amos Spiazzi, del gruppo terroristico di destra Rosa dei Venti viene arrestato.

Il 17 giugno 1974 le Brigate Rosse compiono a Padova il loro primo omicidio assassinando due militanti, Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola, nella sede del Movimento Sociale Italiano.

Il 7 aprile 1979 il sostituto procuratore Pietro Calogero fece arrestare circa 140 persone appartenenti a Potere Operaio e Autonomia Operaia, tra cui spiccarono i professori universitari Luciano Ferrari Bravo, Toni Negri ed Emilio Vesce, oltre che molti studenti e ricercatori. L'accusa, passata alla storia come teorema Calogero, tentò di dimostrare che il gruppo di Autonomia fosse la facciata legale delle Brigate Rosse e che Toni Negri fosse l'organizzatore del sequestro di Aldo Moro.

Il 5 febbraio 1981 l'estremista di destra Valerio Fioravanti uccise sull'argine del canale Scaricatore i due carabinieri Enea Codotto e Luigi Maronese che lo avevano sorpreso mentre recuperava armi da un nascondiglio segreto subacqueo. Fioravanti fu in breve catturato.

Con la sigla di Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente a Verona il 17 dicembre 1981 fu sequestrato il generale americano James Lee Dozier che fu liberato con un blitz dei NOCS a Padova il 28 gennaio 1982.

La città oggi sta vivendo importanti cambiamenti urbanistici con la costruzione di nuovi moderni edifici direzionali e residenziali. Tra questi, uno dei più importanti è sicuramente il Net Center, una torre di 84 metri di altezza. Sono previsti numerosi progetti di riqualificazione di numerose aree esterne al centro città, che per anni sono rimaste nel degrado più totale. Tra i più importanti, e necessario citare l'intervento di trasformazione urbana previsto nell'area in prossimità della stazione.

Anche il monumento "Memoria e Luce" del famoso architetto Daniel Libeskind, costruito nel 2005 alle porte Contarine, è diventato un simbolo di modernità per la città. Tuttavia è stato oggetto di numerose critiche, sia per la sua utilità, che per la sua collocazione.

In febbraio 2007 un'inchiesta del pubblico ministero milanese Ilda Boccassini sembra aver portato alla scoperta di un revival brigatista a Padova, con intercettazioni, arresti e sequestri di armi ed altro materiale. Gli sviluppi del procedimento non consentono, attualmente, di esprimere un commento definitivo sul caso.

 

 Cultura

 

 Luoghi di culto

  • Basilica di Sant'Antonio di Padova
  • Cappella degli Scrovegni
  • Basilica di Santa Giustina
  • Basilica del Carmine
  • Basilica del Duomo
  • Chiesa di Santa Sofia
  • Chiesa di Cristo Re
  • Chiesa di San Gaetano
  • Chiesa di San Francesco Grande
  • Chiesa degli Eremitani
  • Chiesa di Santa Maria dei Servi
  • Chieda di San Massimo
  • Chiesa di Ognissanti
  • Chiesa di San Luca
  • Chiesa di San Tomaso Becket
  • Chiesa di San Clemente
  • Chiesa di San Daniele
  • Chiesa di San Nicolò
  • Chiesa di Santa Maria del Torresino
  • Chiesa di San Michele di Pozzoveggiani
  • Chiesa di Sant'Andrea Apostolo
  • Chiesa di Sant'Antonino
  • Oratorio di San Michele
  • Oratorio di San Rocco
  • Oratorio di San Giorgio
  • Battistero del Duomo
  • Santuario della Madonna Pellegrina
  • Santuario di San Leopoldo Mandic
  • Scoletta del Santo
  • Scoletta del Redentore
  • Scoletta del Carmine
  • Tempio dell'Internato Ignoto e Museo a Padova loc. Terranegra
  • Chiesa Cristiana Evangelica di Padova (CERBI)
  • Chiesa Cristiana Evangelica (ADI)
  • Comunione Cristiana Internazionale ([ICF])
  • Sinagoga di Padova
  • Moschee e Centri islamici di Padova

 

 Palazzi

  • Palazzo della Ragione
  • Palazzo del Bo
  • Loggia Amulea
  • Loggia e Odeo Cornaro
  • Loggia dei Carraresi
  • Caffè Pedrocchi
  • Palazzo comunale
  • Loggia della Gran Guardia
  • Palazzo del Capitanio
  • Palazzo Emo-Capodilista
  • Palazzo Olzignani
  • Liviano
  • Palazzo Zabarella
  • Palazzo Zuckermann
  • Palazzo Maldura
  • Monte di Pietà
  • Palazzo Colpi

 

 Altri Monumenti

  • Prato della Valle
  • Orto Botanico
  • Tomba di Antenore
  • Castello e Specola
  • Arco Vallaresso
  • Arena romana
  • Ex-macello di via Cornaro

 

 Teatri

Padova ha sempre avuto la fortuna di ospitare figure teatrali di livello internazionale. Le sale teatrali sono numerose e ogni anno vengono messi in scena centinaia di spettacoli. I teatri padovani sono sparsi per tutta la città; quelli principali sono:

  • Teatro Verdi
  • Teatro del Seminario Vescovile (da poco restaurato)
  • Teatro Antonianum
  • Teatro Don Bosco
  • Teatro Ai Colli
  • Teatro Maddalene
  • Piccolo Teatro
  • Teatro Abano Terme, nel comune omonimo.

 

 Evoluzione demografica

Abitanti censiti


 

 Le vie d'acqua di Padova

Centro direzionale "La cittadella"
Centro direzionale "La cittadella"
Loggia della Gran Guardia, Padova
Loggia della Gran Guardia, Padova
Orto Botanico di Padova
Orto Botanico di Padova

Il tessuto urbano di Padova è fortemente condizionato dalla presenza di numerosi corsi d'acqua, formati dall'intrecciarsi delle acque del Bacchiglione e del Brenta, che donano a molti angoli della città scorci suggestivi.

In passato, tali corsi d'acqua erano fondamentali per l'economia cittadina, in particolar modo per la presenza di numerosi mulini e per la loro evidente funzione commerciale, in particolar modo per congiungere la città con la vicina Venezia e gli altri centri della provincia di Padova. Inoltre, i canali han rappresentato a lungo un valido complemento delle opere di fortificazione della città.

I corsi d'acqua cittadini principali sono:

  • Brenta, che origina dai laghi di Levico e Caldonazzo, percorre il confine nord di Padova delimitando il quartiere Nord dai comuni limitrofi.
  • Tronco maestro, ovvero il ramo del Bacchiglione che entra nella città di Padova all'altezza della Specola e costeggia il centro storico ad ovest e a nord, fino alle Porte Contarine; fungeva da canale difensivo per il lato nord-ovest delle mura duecentesche. Era utilizzato soprattutto per la navigazione.
  • Naviglio Interno, che si dirama dal Tronco maestro, attraversando il centro storico a sud e ad est, seguendo quello che era il percorso del Medoacus e ricongiungendosi con il ramo principale alle "Porte Contarine":. Era utilizzato soprattutto per alimentare i molini e se ne distaccano diversi canali secondari, tra i quali il canale di Santa Chiara che esce dalla città verso sud-est per ricongiungersi poco oltre con il "canale Piovego".
  • Canale Piovego, si origina dalla confluenza del "Tronco maestro" e del "Naviglio interno" presso le "Porte Contarine" e quindi prosegue verso il Brenta e quindi Venezia, delimitando a nord le mura cinquecentesche;
  • Canale di Battaglia, antico canale artificiale (XII secolo) che si distacca dal fiume Bacchiglione in località Bassanello, ora nella periferia meridionale della città, per dirigersi quindi verso i centri a sud della provincia, ricongiungendosi quindi attraverso la rete dei canali con il tratto finale del fiume.
  • Canale Scaricatore, costruito nella seconda metà del XIX secolo e rimaneggiato negli anni 1920 per convogliare fuori dal centro cittadino le acque del Bacchiglione, fondamentale difesa contro il pericolo di alluvione;
  • Canale Brentella, antico scavo (XIV secolo) ad ovest di Padova, che porta al Bacchiglione le acque del Brenta.

Le opere di interramento dei canali cittadini, in particolar modo del Naviglio Interno (via Riviera Ponti Romani) a partire dagli anni '50, ne hanno decretato un lungo periodo di abbandono, oltre naturalmente ad aver alterato irreparabilmente lo stretto connubio tra Padova e le sue acque. È solo negli anni '90 che si è assistito ad un recupero delle vie d'acqua cittadine, ora percorse nuovamente da imbarcazioni.

 

 Città murata

Mappa di Padova del 1700
Mappa di Padova del 1700

Tra le più significative vestigia dell'illustre passato di Padova, merita una particolare menzione la doppia cinta muraria tuttora - almeno in parte - apprezzabile.

Testimonia la struttura medievale la cinta trecentesca, di cui sfortunatamente sono oggi chiaramente ravvisabili solo quasi la porta Altinate e quella su ponte Molino. Si tratta di un complesso difensivo risalente in per lo più alla signoria dei carraresi.

Molto migliore è lo stato di conservazione della cinta cinquecentesca, splendido esempio di architettura militare veneziana.

Vedi Pianta di Padova del Giovanni Valle eseguita tra il 1779 e il 1784, prima dell'arrivo dell'esercito francese nella città.

Attorno a tali mura - che avvicinano esteticamente Padova a Treviso - si snoda un tracciato viario che fino a qualche anno fa i padovani usavano definire "circonvallazione", ma che ormai può chiamarsi tale solo sotto un profilo strettamente etimologico (circum + vallum - "attorno alle mura"), poiché in realtà è attualmente fagocitato dalla congestione complessiva del traffico urbano.

 

 Sport

Il 23 maggio 2000 la 10^ tappa del Giro d'Italia 2000 si è conclusa a Padova con la vittoria di Ivan Quaranta.

Il Calcio Padova è la storica compagine calcistica di Padova, fondata nel 1910, che ha militato per 16 anni in serie A (di cui 14 tra 1929 e 1962) annoverando tra le sue file giocatori come Kurt Hamrin e allenatori come Nereo Rocco. Il maggior risultato di questa formazione è stato il terzo posto in campionato nella stagione 1957/58.

Un ruolo importante ricopre la squadra di rugby del Petrarca, squadra vincitrice di 11 scudetti nazionali fra il 1970 ed il 1987, e 2 coppe Italia; altri 5 scudetti, fra 1958 e 1968, e 4 coppe Italia, furono vinti dalle Fiamme Oro Padova, oggi non più presenti in città. Altre squadre cittadine, iscritte alla Serie B 2006-2007 (rugby) sono il Cus Padova (con trascorsi nella massima serie) ed il Valsugana, nonché la seconda squadra del Petrarca; squadre della provincia, nella medesima serie, il Roccia Rubano e l'Ercole Monselice.

Nella stagione sportiva 2005-06 la città di Padova è l'unica a essere rappresentata nel massimo campionato, quello di A1, nel volley maschile e femminile, dal Sempre Volley e dal Volley Club Padova. In particolare nella squadra femminile giocano elementi di primissimo livello (di cui ben 3 campionesse del mondo nel 2002, Manuela Leggeri, Darina Mifkova e Rachele Sangiuliano) oltre a giocatrici provenienti da tutta Europa, la tedesca Hanka Pachale, la serba Jelena Nikolic e la ceca Katerina Buckova.

Nella pallanuoto, Padova è rappresentata dalla squadra maschile Baxi-Bozzola Plebiscito in Serie A-1 e dalla squadra femminile Beauty Star Plebiscito PD sempre in serie A1.

Tra gli avvenimenti sportivi annuali più rilevanti c'è la Maratona di Sant'Antonio.

Nell'ambito dello sport a Padova va ricordata la scherma. L'antica Accademia Comini e il Petrarca Scherma hanno formato atleti capaci di vincere Olimpiadi e Campionati del Mondo. La squadra italiana di sciabola giunta seconda alle Olimpiadi di Londra 1948 era interamente composta da atleti padovani, allenati dal grande Maestro Guido Comini. In tempi più recenti la fiorettista padovana Francesca Bortolozzi ha conquistato ori olimpici e mondiali. Il Trofeo Luxardo, che nel 2007 vedrà la sua 50a edizione, è l'unica prova di Coppa del Mondo di sciabola che si disputa in Italia.

Infine il canottaggio, con le due società cittadine del Padovacanottaggio (ex Rari Nantes) e della Canottieri; a quest'ultima appartiene il pluridecorato canottiere Galtarossa.

Infine gli stadi: l'Euganeo per calcio e atletica leggera, con circa 32,000 posti; il Plebiscito per il rugby, 9,000; il PalaBernhardsson, già San Lazzaro, palazzetto per pallavolo e pallacanestro da circa 5,000 posti; l'ippodromo Breda - Le Padovanelle per le corse dei cavalli; l'impianto per l'atletica Colbachini, già teatro di uno dei record del mondo di salto con l'asta di Bubka. Il vecchio e glorioso Appiani, già teatro del Padova di Nereo Rocco, la cui capienza era già stata ridotta vent'anni fa da 25,000 a 10,000 spettatori per motivi di sicurezza, è oggi usato solo da squadre dei campionati regionali. Nel corso del 2007, dovrebbe essere costruito uno stadio del ghiaccio, per il pattinaggio e l'hockey; entro il 2008-2009, un nuovo palazzetto dello sport da 10,000 posti.

 

 Amministrazione

Sindaco: Flavio Zanonato, dal giugno 2004.

 

 Stampa locale

Sono due i quotidiani storici che si occupano attualmente della cronaca locale della città: Il Gazzettino e il Mattino di Padova. Dal 12 novembre 2002 viene venduto in abbinamento al Corriere della Sera anche il Corriere del Veneto, che ha sede a Padova e che dedica alla città due pagine al giorno di cronaca locale, in abbinamento con la cronaca di Rovigo. Da diverso tempo è presente anche Il Padova, quotidiano che riassume notizie di attualità e politica patavina e dedica diverse pagine anche alla cronaca nazionale ed estera. Sono presenti anche alcuni giornali a distribuzione gratuita quali: Leggo, che ha una sua redazione in città e ha pagine di cronaca e sport locali, Metro, City ed altri.

Nel passato la città ha avuto un'altra testata di cronaca locale: L'Eco di Padova, nato nel 1977, edito dalla Rizzoli e chiuso nel 1980.

 

 Quartieri

Quella che segue è una descrizione dei quartieri di Padova secondo il modo in cui sono effettivamente percepiti dai padovani.

Amministrativamente parlando, la ripartizione dei quartieri della città è la seguente:

  • Quartiere 1 Centro
  • Quartiere 2 Nord
    • (comprende Arcella - S. Carlo - Pontevigodarzere)
  • Quartiere 3 Est
    • (comprende Brenta-Venezia, Forcellini-Camin)
  • Quartiere 4 Sud-Est
    • (comprende S. Croce-S. Osvaldo, Bassanello-Voltabarozzo)
  • Quartiere 5 Sud-Ovest
    • (comprende Armistizio-Savonarola)
  • Quartiere 6 Ovest
    • (comprende Brentella-Valsugana)

 

 Arcella

Arcella (Quartiere 2 Nord) è la zona nord della città di Padova, fino a Pontevigodarzere. Il suo confine ben delineato dalla ferrovia Venezia-Milano a sud (con il centro cittadino) e dalla tangenziale a nord (con Pontevigodarzere). Nota per essere il luogo della morte di Sant'Antonio (l'evento è ricordato dal santuario di Sant'Antonino) e per essere stata la periferia agricola di Padova fino alla seconda guerra mondiale, l'Arcella ha conosciuto nel dopoguerra un impetuoso sviluppo urbanistico, fino al raggiungimento degli attuali 50 mila abitanti. Il futuro metrotram la collegherà in maniera migliore con il centro cittadino.

 

 Mandria

Villa Molin nel quartiere Mandria
Villa Molin nel quartiere Mandria

Mandria (Quartiere 5 Sud-Ovest) confina con i comuni di Abano Terme ed Albignasego, divisa da quest'ultimo dal Canale di Battaglia.

Sorta attorno all'antica strada romana Annia che conduceva da Padova ad Adria, ospita sul proprio territorio Villa Giusti del Giardino, in cui venne firmato il 4 novembre del 1918 l'armistizio tra Italia, Impero Austro-Ungarico e Germania che poneva fine alla prima guerra mondiale; affacciata sul Canale di Battaglia sorge invece Villa Molin, progettata dall'architetto Vincenzo Scamozzi nel 1597 (e che erroneamente viene collocata spesso a Mandriola, che sorge sull'altra sponda del Canale di Battaglia).

 

 Montà

Della vecchia Montà (Quartiere 6 Ovest), situata sulla strada Padova-Ponterotto a circa 4km dal centro della città, rimane oggi solo l'antico fonte battesimale della chiesa di San Bartolomeo, risalente al XVI sec. Recentemente il territorio della frazione è stato soggetto a forti trasformazioni insediative ed è stato di fatto inglobato nel capoluogo. Nel 2004 è stato completato il cavalcavia di Corso Australia che ha nel contempo eliminato l'unico semaforo ancora esistente sulla tangenziale e contribuito a rompere l'isolamento della frazione con il resto della città.

 

 Ponte di Brenta

Ponte di Brenta (Quartiere 3 Est) è un antico borgo sulla via di Venezia, parte del Comune di Padova prima della Prima guerra mondiale, confina con il comune di Vigonza, dal quale è separato dal fiume Brenta.
Nato attorno ai traffici di barcaroli e viaggiatori, il borgo è caratterizzato dalla presenza di alcune notevoli ville patrizie veneziane, tra le quali spicca Villa Breda con il suo parco, oggi di proprietà della Fondazione "
Vincenzo Stefano Breda", voluta dall'omonimo senatore del Regno e a lui intitolata. La villa, oggi sede museale, si affaccia sul fiume, dal quale avveniva l'accesso fino alla costruzione verso la fine del XIX secolo della ferrovia Padova-Venezia, ad opera sempre del senatore Breda, che con l'occasione creò una fermata esattamente in asse con il viale di accesso alla villa, dal lato del parco. Al senatore Breda sono tra l'altro intitolati l'ospizio per anziani e l'ippodromo di Padova, situati anch'essi nella frazione, l'asilo infantile, situato nella piazza principale e la modernissima struttura per malati di sclerosi multipla Casa Breda, di recente costruzione, nel quartiere Brentelle.
Il parco della villa ospita una pista per cavalli, primo ippodromo cittadino, e delle scuderie ottocentesche, retaggio della passione del patrizio per l'ippica. Nella piazza principale di Ponte di Brenta si affacciano l'antica chiesa parrocchiale di San Marco e San Michele, di aspetto settecentesco. All'interno, opere di Luca Giordano e un pregevole organo dell'epoca.
Una piccola località di Ponte di Brenta è Torre che secondo la storia, in epoca medievale raggruppava le attuali frazioni di Mortise, Ponte di Brenta, Arcella e Altichiero. C'è chi afferma che
Sant'Antonio è morto a Torre invece che all'Arcella in quanto quest'ultima non c'era ancora.

 

 Pontevigodarzere

Pontevigodarzere (Quartiere 2 Nord) è situata in corrispondenza dei due ponti che collegano la zona a nord di Padova con la città stessa, deve il nome al primo comune limitrofo, Vigodarzere appunto. Inizialmente zona rurale, si è velocemente espansa nel periodo della ricostruzione dopo essere stata quasi rasa al suolo dai bombardamenti degli alleati nel tentativo di fermare la ritirata tedesca. Dista circa 1,5 km dal centro cittadino, è una zona in fase di riqualificazione grazie al completamento della tangenziale nord che permette al traffico di raggiungere la nuova strada "del Santo" senza passare per via Pontevigodarzere. Fa parte del quartiere 2-Nord che comprende anche Mortise, San Carlo, San Gregorio e parte di Altichiero. E' sede della principale moschea della città.

 

 Mezzi di trasporto pubblico

WikiNews
Questa voce tratta argomenti o eventi di attualità o in corso.
Le informazioni contenute potrebbero cambiare rapidamente con il progredire degli eventi.
City Sightseeing
City Sightseeing

Padova utilizza i mezzi pubblici per muoversi in città:

  • Aps Azienda Padova Servizi. Il deposito degli autobus si trova in via Rismondo dietro alla Fiera, quello dei tram è in costruzione presso la Guizza.
  • City Sightseeing [3]. Società privata di trasporto turistico.
  • Sita. Il deposito si trova in via Trieste.
  • Tram Translohr, chiamato Metrobus[4] ha iniziato l'effettivo esercizio il 24 marzo 2007, ed attualmente copre la tratta dalla stazione ferroviaria al "capolinea sud" (Guizza), articolata su 16 fermate, con un tempo di percorrenza previsto di 22 minuti, nella fascia oraria tra le 7 e le 18.30 circa, dal lunedì al sabato (pertanto, con un orientamento quasi esclusivamente lavorativo).
Tram, Padova
Tram, Padova

In Futuro il tram di Padova sarà impiegato principalmente su 4 linee :

  1. La Sir1 , già ultimata, entrata in (parziale) servizio con le modalità descritte poc'anzi. Percorrerà - "a regime" - la città dal quartiere Pontevigodarzere, fino alla Guizza, passando per la Stazione Centrale FS. Stando ad un articolo comparso su Il Mattino di Padova il 27 marzo 2007, entro la fine del medesimo anno il servizio di questa linea dovrebbe essere esteso almeno al popoloso quartiere Arcella.
  2. La Sir2 , in fase di progetto, predeve la realizzazione di una linea lunga 14 km, che partirà da Ponte di Brenta ed arriverà fino a Sarmeola, passando per la Stazione Centrale FS.
  3. La Sir3 , la terza linea, che collegherà la Stazione al quartiere di Voltabarozzo. I lavori partiranno subito dopo l'ultimazione totale della Sir1.
  4. La Sir4 , collegherà la stazione centrale allo Stadio Euganeo. Si prevede l'avvio dei lavori per il 2009.

 

 Ferrovie

Padova é dotata di varie stazioni ferroviarie, che servono sopratutto la "città metropolitana". La più importante é "Centrale FS", che é la più grande della città e una con il più alto numero di passeggeri in Italia. Le altre stazioni sono relativamente piccole, ma servono quartieri e paesi che ormai, con l'espansione urbana, si sono "attaccati" alla città di Padova. Tra queste troviamo "Padova Campo Marte", "Padova Ponte di Brenta", "Padova Terme Euganee" e lo scalo merci nella Zip. E' in fase di costruzione una nuova stazione, la "Padova San Lazzaro" che servirà, appunto, il quartiere di San Lazzaro, in forte espansione dato che verrà realizzato un nuovo quartiere in prossimità della Torre Net. E' in fase di progetto anche la realizzazione di una linea ferroviaria fino a Piove di Sacco, e un'altra linea ferroviaria "circolare", che percorrerà i territori di Ponte S.Nicolò ed Albignasego.

Tra le altre cose, Padova é dotata di un collegamento ad alta velocità fino a Mestre che segue la vecchia linea storica Padova-Mestre.

 

 Zona Industriale (ZIP)

La zona industriale di Padova é nata nel 1946. Si tratta di una delle più grandi zone industriali d'Europa, con una superficie di 10 milioni e 500 mila mq. All'interno di essa si trovano oltre 1.300 imprese e vi operano più di 50.000 persone. L'area in questione é servita da diverse infrastrutture, ma sopratutto, é collegata tramite una linea ferroviaria alla stazione Centrale di Padova.

 

 Aneddoti

 

 I "tre senza"

Padova è nota per essere la città dei "tre senza":

  • Santo senza nome, perché Sant'Antonio, di cui è tradizionalmente popolare la devozione, è comunemente chiamato il Santo per antonomasia, con speciale riferimento alla Basilica omonima;
  • Caffé senza porte, perché il monumentale Caffè Pedrocchi, storico locale cittadino, anticamente era aperto ad ogni ora del giorno;
  • Prato senza erba, perché il Prato della Valle, spettacolare piazza, la più grande d'Europa secondo alcuni, e sicuramente tra le più grandi, era in realtà fino alla fine del Settecento, periodo in cui assunse la sistemazione attuale grazie ad Andrea Memmo, una superficie paludosa, dove si svolgeva la famosa fiera del Santo, trasformata in fiera Campionaria nel 1919;

 

 Le "due gatte"

Non sono molti invece, neppure tra i padovani, a conoscere la storia delle "due gatte", che pure figurano tra le più curiose icone della città:

  • la Gatta di Sant'Andrea, sorge su una colonna antistante alla relativa chiesa, ed è costituita da una statua piuttosto rozza. Originariamente era un Leone di San Marco, abbattuto nel 1797 dai francesi all'indomani della caduta della Serenissima. Venne ricostruito - nell'attuale incompiuta forma - dallo scultore Francesco Chiereghin, in seguito alla restaurazione sancita dal Congresso di Vienna;
  • il bastione della Gatta, in corrispondenza dei Giardini della rotonda (alla confluenza delle odierne vie Paolo Sarpi e Codalunga), ci riporta all'assedio di Padova da parte degli imperiali di Massimiliano I d'Asburgo, avvenuto nel 1509. Gli attaccanti - che si giovavano di una macchina d'assedio denominata gatto, erano quasi riusciti a penetrare in quel punto la seconda cinta delle mura tuttora visibili, ma furono arrestati dall'ingegno di Citolo da Perugia, capitano di ventura che minò il varco appena in tempo. Per dileggio, i difensori issarono una gatta su una picca, sfidando i nemici a venirsela a prendere.

 

 Universa universis patavina libertas

È il motto dell'Università degli studi di Padova; in lingua latina significa "La libertà di Padova [è] totale per tutti".
Ci si riferisce alla
libertà d'insegnamento, che oggi riteniamo un valore acquisito, sia come principio di democrazia liberale, sia come diritto costituzionalmente garantito. Ma non è sempre stato così, e la patavina libertas in passato era soprattutto dovuta alla politica della Repubblica Serenissima, di cui Padova fece parte dal 1405 al 1797.

Venezia ha sempre mantenuto una posizione di sostanziale antagonismo nei confronti dello Stato della Chiesa, e ciò, fra l'altro, si rifletteva anche nell'impedire un'eccessiva ingerenza delle autorità ecclesiastiche (e dell'Inquisizione) nel lavoro dei professori.

D'altronde, Venezia si avvantaggiò spesso del progresso scientifico che derivava dalla produzione culturale e accademica patavina: sono documentati storicamente casi in cui gli apparati di spionaggio della Serenissima si rivolsero ad esperti dell'Orto botanico di Padova per ottenerne la confezione di veleni a scopo di assassinio politico (il che, del resto, era prassi piuttosto diffusa nella diplomazia clandestina rinascimentale).

 

 Il toponimo Stanga

A tutti i padovani è nota la località detta "Stanga" (per i non padovani: si tratta di un ampio spiazzo circolare, che si apre in prossimità della più nota Via Anelli). Pochi, forse, conoscono l'origine del toponimo.
Pare che nell'
Alto Medioevo in questo luogo si tenessero i duelli di campioni e bravi (due categorie di "spadaccini" mercenari che - in sostituzione degli effettivi portatori degli interessi controversi - si affrontavano con armi rudimentali in una sorta di ordalia o giudizio di Dio, ossia il surrogato, secondo le usanze barbariche, del processo come mezzo di appianamento delle liti giudiziarie). I sanguinosi scontri attiravano folle di curiosi, che dovevano accomodarsi oltre i paletti (le stanghe, appunto) delimitanti l'agone.

Risulta che il fenomeno fosse disciplinato da una legge locale, in vigore dal 1236 al 1275. Essa, peraltro, oltre a stabilire i compensi dovuti a campioni o bravi, disponeva che questa "professione" fosse appannaggio dei soli padovani, o quanto meno di chi risiedesse nelle vicinanze della città.

 

 Gli appuntamenti della città

Padova è da sempre meta di molti visitatori che si recano nella città del Santo per i numerosi avvenimenti che si susseguono tutto l'anno. Tra i più rilevanti troviamo:

  • La "settimana della cultura scientifica e tecnologica", che si svolge da marzo ad aprile.
  • La "Maratona di S. Antonio" [5], in aprile. Essa ripercorre negli ultimi 18 km la strada che S. Antonio morente, a bordo di un carro trainato da buoi, fece il 13 giugno del 1231, partendo da Camposampiero per arrivare all'Arcella.
  • Fiera campionaria, in maggio: è la più grande rassegna intersettoriale del Nord Est, raggiunta da più di duecentocinquantamila visitatori. Sono presenti mille espositori raggruppati in cinque settori: arredamento, enogastronomico, turismo, tempo libero, artigianato.
  • Fiera di S. Antonio, 13 giugno. Dopo una solenne messa celebrata dal Vescovo nella basilica, l'arca con le reliquie del Santo è portata in processione per le vie del centro città.
  • "Sherwood Festival", in giugno-luglio; Radio Sherwood, una radio indipendente padovana [6] , dà vita allo Sherwood Festival, importante evento cittadino della durata di un mese. Sul palco si avvicendano importanti gruppi musicali della scena alternativa italiana ed internazionale.
  • la Notte bianca in giugno e dicembre: sono i due eventi più attesi che segnano rispettivamente l'inizio dell'estate e del Natale padovani.
  • "Villeggiando" in luglio e agosto; eventi e spettacoli nella più suggestive ville e piazze padovane.
  • "Padova grand prix" e "World country roller marathon" in settembre. La competizione mondiale di pattinaggio a rotelle.
  • Andrea Mantegna e Padova 1445-1460. Settembre-gennaio 2006. Mostra [7] e allestimenti di celebri opere del Mantegna. Unica città d'Italia, assieme a Mantova, Verona, Firenze, Milano, che ospita i dipinti del famoso pittore.
  • Rievocazioni storiche, in settembre: rievocazioni storiche in costume nelle cittadine murate di Montagnana, Monselice, Montegrotto Terme e Cittadella.

 

 Via Anelli

Padova è diventata una città sempre più al nel mirino della criminalità organizzata e dello spaccio di droga. Simbolo evidente di questa difficile situazione è sicuramente il complesso residenziale "Serenissima" di via Anelli. Il residence venne edificato negli anni 70, con lo scopo di coprire la forte richiesta di mini-appartamenti per gli studenti universitari. Successivamente, a partire dagli anni 90, con il crescere della popolazione straniera, vi presero dimora numerose famiglie di immigrati, dati i canoni di locazione particolarmente contenuti. Anche stranieri non in regola si insediarono nel complesso; purtroppo, la maggior parte di loro si inserì in vari gruppi per lo spaccio organizzato di droga e armi come "prima" occupazione.

Con il passare del tempo, la situazione peggiorò notevolmente. Nel giro di pochi anni si perse il controllo della zona, i prezzi delle abitazioni nelle vicinanze calarono e molti esercizi commerciali chiusero. Lo spaccio di droga, che già era molto consolidato nell'asse via Tommaseo/via Venezia, si aggravò ulteriormente.

Il caso di via Anelli diventò sempre più un vero "problema sociale" e nel giro di poco tempo si susseguirono gravissimi episodi di violenza che si ripercossero nel panorama nazionale. Nell'estate del 2006 si arriverà all'apice del fenomeno.
Dopo uno scontro tra i vari gruppi di spaccio, costato diversi feriti, l'amministrazione comunale di
centro sinistra, guidata dal sindaco Flavio Zanonato, decide di erigere un muro di acciaio alto 7 metri, e lungo 84, attorno a tutto il complesso residenziale, per ostacolare lo spaccio. Tale scelta suscitò diverse polemiche da tutto il mondo politico e dalla società. Adirittura numerosissime emittenti straniere, tra cui la CNN, la NBC e molte altre ancora, dedicarono approfondimenti sul caso.

Attualmente il complesso è in fase di sgombero; il tutto verrà demolito a partire da settembre 2007. È in corso di studio un progetto di riqualificazione dell'area, e tra i tanti, emerge quello di Giuseppe Schvarcz [8] , il quale ha proposto la realizzazione di una torre di vetro.

 

 Gemellaggi

  • Nancy, Francia, dal 1964
  • Friburgo, Germania, dal 1967
  • Boston, Stati Uniti d'America, dal 1983
  • Handan, Cina, dal 1988
  • Iasi, Romania, dal 1995
  • Beira, Mozambico, dal 1995
  • Coimbra, Portogallo, dal 1998
  • Cagliari, Italia, dal 2002
  • Zara, Croazia, dal 2003

 

 Galleria fotografica

 

 Note

  1. Quotidiano "Il Padova", gruppo "E polis"
  2. Si veda, però, una diversa spiegazione nella pagina di discussione.
  3. City Sightseeing
  4. Tram-Padova
  5. Maratona del Santo
  6. Radio Sherwood
  7. Mostra Mantegna 2006
  8. Giuseppe Schvarcz

 

 Bibliografia

  • Giuseppe Toffanin jr., Le strade di Padova, Newton & Compton, 1999, ISBN 88-828-9024-4
  • Giuseppe Toffanin jr., Padova fra Ottocento e Novecento", Milano 1981
  • Giuseppe Toffanin jr., "Guida di Padova (con L.Puppi)", Trieste 1983 (III ristampa 1991)
  • Giuseppe Toffanin jr., "Cento chiese scomparse" 1988
  • Giuseppe Toffanin jr., "Il Santo magico", Verona 1990
  • Attilio Simioni, Storia di Padova: dalle origini alla fine del secolo 18°, G. e P. Randi, Padova, 1968
  • M. Beatrice Rigobello Autizi, Storia di Padova citta d'Europa: dalle origini alle soglie del Duemila, Atesa, Bologna, 1991
  • Elio Franzin, Luigi Piccinato e l'antiurbanistica a Padova 1927-1974. Con alcuni scritti padovani di Luigi Piccinato, Ed. Il prato, Saonara (PD), 2005
  • Elio Franzin, Padova e le sue mura, Signum Edizioni, Padova, 1982
  • Maria Beatrice Rigobello, Francesco Autizi, Storia di Padova: arte, cultura, Il prato : Piccola libreria Minerva, Padova, 2003
  • Leopoldo Saracini, Padova nord. Storia di un quartiere, Ass. Cult. Amici dell'Arcella, Padova, 2001
  • Lorenzo Tomasin, Testi padovani del Trecento, Esedra, Padova, 2004
  • Giuliana Mazzi, Adriano Verdi, Vittorio Dal Piaz, Le mura di Padova, Il Poligrafo editore, Padova 2002 - ISBN 88-7115-135-6
  • Paolo Preto, I servizi segreti di Venezia, Il Saggiatore, Milano, 1994 ISBN 88-428-0833-4
  • Alessandro Baldan, Studio storico ambientale artistico della Riviera del Brenta (da Fusina al Portello di Padova), Edizioni Bertato, Villa del Conte, 1995

 

  • Ultima modifica per la pagina: 10:18, 5 apr 2007. Contributors by it.wiki / GFDL 

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