Lecce |
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| Stato: | Italia |
| Regione: | Puglia |
| Provincia: | Lecce |
| Coordinate: | Latitudine: 40° 21′ 0′′ N Longitudine: 18° 10′ 0′′ E | |
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| Altitudine: | 49 m s.l.m. |
| Superficie: | 238 km² |
| Abitanti: | |
| Densità: | 392,4 ab./km² |
| Frazioni: | Casalabate, San Cataldo, Frigole, Torre Chianca, Torre Rinalda, Villa Convento |
| Comuni contigui: | Arnesano, Cavallino, Lequile, Lizzanello, Monteroni di Lecce, Novoli, San Cesario di Lecce, Squinzano, Surbo, Torchiarolo (BR), Trepuzzi, Vernole |
| CAP: | 73100 |
| Pref. tel: | 0832 |
| Codice ISTAT: | 075035 |
| Codice catasto: | E506 |
| Nome abitanti: | leccesi |
| Santo patrono: | Sant'Oronzo, San Giusto, San Fortunato |
| Giorno festivo: | 26 agosto |
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Lecce (93.395 abitanti) è una città dell'Italia meridionale situata in Puglia, nella parte più pianeggiante del Salento, e capoluogo dell'omonima provincia.
Maggiore centro culturale della penisola salentina, Lecce ne è anche la città più popolosa. Posta a 11 chilometri dalla costa adriatica e a 23 da quella ionica, è nel cuore di un'area densamente urbanizzata. Da uno studio del 2006, commissionato dal Comune, è stato valutato che nell'intera area leccese gravitano non meno di 430.000 abitanti.
Centro particolarmente attivo nei settori dell'industria agricola (olio, vino) e della ceramica, è la città dove più elaborato è stato lo sviluppo dell'arte barocca in pietra leccese, un calcare malleabile e molto adatto alla lavorazione con lo scalpello. Per questa ragione si parla di barocco leccese. Per la bellezza dei suoi monumenti la città è definita la Firenze del Sud. Il capoluogo salentino è famoso anche per le numerose chiese, che abbelliscono il suo centro storico.
La Basilica di Santa Croce, tipico esempio del barocco leccese
Territorio
Il territorio della provincia di Lecce si estende per 2.759,39 Kmq (il 14,3% del territorio pugliese), con un'altitudine massima di 201 m ed è compreso nella parte terminale della penisola salentina. La provincia conta 97 comuni per un totale di 807.808 abitanti (il 19,86% della popolazione pugliese).
Storia
La leggenda tramanda che già prima della guerra di Troia esistesse Sybar, città messapica, che, dopo l'avvento degli Japigi, e la successiva conquista romana nel III sec. a.C., latinizzò il suo nome in Lupiae, passando da ”statio militum“ (stazione militare) a ”municipium“ (comunità cittadina affiliata a Roma) .
Conobbe un periodo di notevole magnificenza sotto la guida dell’Imperatore Marco Aurelio.
Il nucleo cittadino si poi spostò di circa 3 km a nord-est e prese il nome di Licea o Litium. La nuova città fiorì in epoca adrianea e venne arricchita di un teatro e di un anfiteatro e collegata al Porto Adriano (oggi San Cataldo). Dopo una breve parentesi dei Greci, fu saccheggiata da Totila, re ostrogoto, e nel 542 e nel 549 rimase sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente per cinque secoli. Successivamente, dal VI secolo d.C. in poi, si avvicendarono i Saraceni, i Greci, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi. Fu la conquista Normanna a far rinascere Lecce, quale centro commerciale, ed estese il suo territorio sino a diventare capoluogo del Salento. Infatti, il primo conte di Lecce fu Tancredi, che era il figlio del Duca Ruggero di Puglia ed anche Re delle due Sicilie. Ai Normanni seguirono gli Svevi e gli Angioini. A partire da Goffredo d'Altavilla (1053) i conti normanni vi tennero corte.
Dal 1463 fu soggetta al Regno di Napoli sotto la monarchia aragonese sotto Ferrante d'Aragona, che trasformò Lecce in "Sacro Regio Provinciale Consiglio Otrantino", facendole acquistare sempre più importanza fino a divenire una delle più ricche e culturalmente vive città mediterranee, con il suo fastoso barocco. In questo periodo si sviluppò nei traffici commerciali coi mercanti fiorentini, veneziani, greci, genovesi, albanesi; e fu importante centro culturale.
Nel XV secolo ebbero particolare fortuna le sue attività commerciali. Nei due secoli seguenti il Salento fu a più riprese minacciato dalle incursioni turche, tanto che sotto il regno di Carlo V la Città fu dotata di una nuova cinta muraria e di un Castello e dell’attuale Porta Napoli. Il 1630 fu l’anno in cui si diede il via alla costruzione di moltissime strutture religiose. In epoca spagnola la città si trasformò in un vero e proprio cantiere a cielo aperto, per le tante opere civili e religiose, che privati, clero, congregazioni ecclesiastiche, si danno da fare per erigere; in un crescendo di opere sempre più belle ed importanti.
Una tremenda epidemia di peste funestò Lecce nel 1656. Migliaia furono le vittime, la tradizione narra che dopo tanta attesa avvenne il miracolo per intercessione di Sant'Oronzo, che così fu proclamato patrono della Città.
Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
Monumenti
L'anfiteatro Romano
Questo è un monumento nazionale italiano. Per maggiori informazioni, consulta l'elenco specifico.
Veduta della Basilica di Santa Croce con l'adiacente Palazzo dei Celestini
Particolare della facciata di S. Croce
Palazzo dei Celestini, sede della Provincia di Lecce
Un tipico altare barocco in pietra leccese, chiesa S. Francesco della Scarpa Situato nella centralissima Piazza Sant'Oronzo, ne resta l'arena, le gradinate inferiori e parte delle mura esterne.
Costruito nel II sec. d.C., misurava circa 102m x 83m e riusciva a contenere oltre 25.000 spettatori; in epoche successive fu sotterrato e sovrastato da altri edifici. Nel 1901, però, durante gli scavi per la costruzione della sede locale della Banca d’Italia, fu portato alla luce grazie alla determinazione di Cosimo De Giorgi, il quale considerò la scoperta come: “uno stemma nobiliare trovato per caso frugando fra le carte di famiglia e del quale non conoscevamo l’esistenza”.
L’edificio, costruito in pietra leccese, era in gran parte rivestito da marmi non sempre bianchi ma anche artisticamente lavorati ed era arricchito di decorazioni, ora conservate presso il Museo di Lecce. All’interno, l’altezza dei gradoni sedili aumenta man mano che si sale verso gli ordini più alti per rendere ben visibile l’arena da qualsiasi punto della cavea. A seconda della loro importanza, le strutture esterne furono rivestite con materiali più o meno nobili: rivestimenti marmorei o intonaco. Purtroppo, non si sa con precisione né colui che fece edificare l’Anfiteatro, né l’epoca esatta a cui esso risale. Quasi tutti gli studiosi che si sono interessati di ciò, attribuiscono l’edificazione ad Adriano in epoca augustea. Nel 1938, però, durante la sistemazione dell’Anfiteatro, venne alla luce un’iscrizione con la menzione di Traiano, oggi, però, scomparsa. Dell’ Anfiteatro, è stato possibile portare alla luce solo una porzione, a causa della sua estensione, che comprende Piazza Sant’Oronzo, la chiesa di Santa Maria delle Grazie ed alcuni edifici circostanti. Grazie ad un decreto del Re d’Italia, Vittorio Emanuele III, su proposta dell’onorevole Bernabei, l’Anfiteatro è stato dichiarato Monumento Nazionale.
Basilica di Santa Croce
Il monumento simbolo del barocco leccese è la Chiesa di Santa Croce, costruita a cavallo di due secoli dal 1549 al 1695 su disegni di G. Riccardi. Il prospetto è strutturato secondo un complesso programma iconologico; spicca nel riquadro centrale lo stupendo rosone con un susseguirsi di cherubini, fogliame e melograne. L'interno ha tre navate, con un pregevole soffitto ligneo a lacunari sia nella navata centrale che nel transetto. Nonostante la frequenza e l'eleganza degli ornamenti, l'interno è comunque sobrio e conserva l'impronta rinascimentale. Particolare attenzione merita l'altare di san Francesco di Paola (1614) opera di F. A. Zimbalo.
Duomo
Da ammirare anche il duomo, tra i più belli d'Italia, costruito una prima volta nel 1144, poi nel 1230. Su richiesta dell'arcivescovo di Lecce, Luigi Pappacoda, il duomo fu completamente ristrutturato negli anni tra il 1659-70 da Giuseppe Zimbalo a cui si deve anche l'attigua torre campanaria alta 70 metri circa e suddivisa in 5 piani con finestre molto slanciate; termina con una loggia ottagonale. Precedentemente a tali restauri l'area del duomo risultava "chiusa" infatti vi era un entrata chiusa, dove oggi vi è l'entrata nella Piazza del Duomo divenuta dopo tali lavori accessibile.
Ss. Nicolò e Cataldo
Fondata nel 1180, in epoca normanna, dal penultimo re normanno Tancredi. Nel 1716 venne rifatta la facciata, adornandola di numerose statue, conservando il bel portale. L'interno a tre navate presenta archi a sesto acuto e una cupola nel mezzo della navata centrale. Gli affreschi alle pareti sono del XV,XVI e XVII sec.
Palazzo dei Celestini
Un tempo sede di un convento dei Celestini, ora sede dell'Amministrazione Provinciale. È situato accanto alla Basilica di Santa Croce.
Chiesa S. Francesco della Scarpa
La chiesa di S. Francesco della Scarpa, si trova appena all'inizio del centro storico leccese, di fronte alla stazione ferroviaria. Tale chiesa viene anche denominata "la chiesa senza facciata" infatti a differenza delle sfarzose chiese barocche leccesi, tale chiesa a causa di lavori ottocenteschi a "perso" la sua facciata, che oggi si inserisce nel colonnato del ex convitto Palmieri. Purtroppo per tale motivo la chiesa è sconosciuta a molti. All'interno si rivela un vero e proprio gioeiello infatti, a differenza dell'obliterata entrata, l'interno risulta di una certa imponenza, la pianta e a croce greca, precedentemente era a croce latina; cronologicamente la parte più antica dovrebbe essere del 200'-300', a testimonianza di ciò vi sono alcune scritte sui muri interni. Una leggenda narra che qui abbia riposato S. Francesco d'Assisi di ritorno dalla Palestina, una volta giunto il momento della partenza si narra che i leccesi tennero una sua scarpa in ricordo del Santo, da qui il toponimo di S.Francesco della Scarpa. Vi sono anche alcune epigrafi di cui una probabilmente di una tomba medievale, le altre seicentesche e ottocentesche. Di particolare pregio anche alcuni altari barocchi, e una statua di notevole grandezza in pietra leccese di S. Giuseppe. Oggi la chiesa dopo numerosi restauri ha in parte recuperato l'antico splendore dopo anni di oblio, risulta consacrata e in determinati periodi e usata per mostre d'arte, per conto del museo Sigismondo Castromediano.
Musei
- Museo Provinciale "S. Castromediano"
- Museo Missionario Cinese e di Storia Naturale
- Museo Provinciale delle Tradizioni Popolari "Abbazia di Cerrate"
- Pinacoteca d'Arte Francescana
Istruzione
Lecce è sede di una prestigiosa università, che negli ultimi anni si è segnalata per la presenza di un polo scientifico all'avanguardia a livello nazionale e internazionale. In particolare, notevoli sono i risultati raggiungi dal Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie, uno dei più avanzati al mondo e affiliato al CNR.
Sport
La principale squadra di calcio della città è l'Unione Sportiva Lecce, che ha disputato la stagione 2005-2006 nel massimo campionato italiano e i cui colori richiamano quelli della provincia, e cioè il giallo ed il rosso. Il club gioca nello Stadio "Via del Mare" e milita attualmente in Serie B.
Lecce è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1998 (24 maggio): 8^ tappa, vinta da Mario Cipollini
- 2003 (10 maggio): 1^ tappa, vinta da Alessandro Petacchi
Personaggi illustri
Città gemellate
Murcia, Spagna (dal 2002)
Skopje, Macedonia (dal 2005)
Ostrów Wielkopolski, Polonia (dal 2006)
Voci correlate
- Barocco leccese
- Università del Salento
- Salento
- Dialetto salentino