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VERCELLI

Fontana di Piazza Roma

Geografia: altitudine m. 7 s.l.m. superficie comunale kmq. 79,9. Vercelli sorge nella pianura Padana sulla riva destra del fiume Sesia. E' grande centro agricolo e industriale: infatti è il più grande mercato europeo del riso. I periodi migliori per visitare la provincia sono l'estate quando le vallate sono ricoperte di verde e i laghi sono pieni del colore dei fiori e l'inverno per gli impianti sciistici.

Storia: Nell'epoca medievale, Vercelli passò un periodo di decadenza a causa di continui saccheggi. Si riprese, invece, nell'età comunale estendendo il suo dominio. Coinvolta successivamente nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini, la città passò sotto i Visconti nel XIV secolo. Ceduta poi ai Savoia fu attaccata dai Francesi e in seguito occupata dagli Spagnoli. Tornata ai Savoia fino al XVIII secolo venne poi unita alla Francia. Con la Restaurazione e con le vicende risorgimentali fu annessa al Regno d'Italia.

Monumenti: Castello d'Epoca Medievale: fu sede dei duchi di Savoia. Palazzo dell'Arcivescovato del XII secolo. Casa Tizzoni del XV secolo con facciata decorata in cotto. Casa Centori del '400 con cortile bramantesco e finestre con ornamento in cotto.

Musei: Pinacoteca Borgogna (v. Borgogna) raccolta di dipinti di artisti piemontesi, dell'Italia centrale e dei Paesi Bassi. Museo Camillo Leone (v. Verdi) raccolta di documenti riguardanti lo sviluppo della storia e cultura locale. Museo dei Coleotteri (Varallo).

Fiere: Festa dei Lupini (aprile). Giro Aereo della Provincia di Vercelli (maggio-giugno). Fiera e Festa Patronale di S. Eusebio (luglio). Sagra del Riso e Mostra di Attività Economiche (settembre). Trofeo Nazionale De Reghe Thesauro: gara di tiro a segno di tutte le armi (marzo).

Informazioni turistiche: Palio dei Buoi Corridori (Caresana): Ogni anno, l'ultima domenica di Aprile, per la festa di S. Giorgio, a Caresana si tiene un'originale manifestazione dove coppie di buoi legati a carri a quattro ruote percorrono un tragitto di 200 metri dove la funzione del fantino e del pubblico è cosa essenziale.

Gastronomia: Panissa, brodera, ris e chichi, ciboreia, machet, bicciolani.

Vini: Gattinara, Boca, Bramatezza, Ghemme, Vino bianco del Verbano.

Artigianato: vasellame in peltro, ferro battuto.

Clicca Qui per visualizzare la Carta Stradale della Provincia di VERCELLI edita dalla EURO GeoGrafiche Mencattini srl. T.0575/900010 - Fax 0575/911161

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Provincia di Vercelli


Wikipedia:WikiProject/WikiProject/Geografia/Antropica/Province Provincia di Vercelli
Portale:Portali
Stato: Italia
Regione: Piemonte
Capoluogo:Vercelli
Superficie:2.088 km²
Abitanti:
176.90930-06-06
Densità:84,9 ab./km²
Comuni:Elenco di 86 comuni
Targa:VC
CAP:13100, 13010-13060
Pref. tel:015, 0161, 0163
Codice ISTAT:002

La Provincia di Vercelli è una provincia del Piemonte di oltre 176 mila abitanti.

Confina a nord con la Provincia del Verbano Cusio Ossola e con la Svizzera (Canton Vallese), a est con la Provincia di Novara e con la Lombardia (Provincia di Pavia), a sud con la Provincia di Alessandria, a ovest con la Provincia di Torino, la Provincia di Biella, e con la Valle d'Aosta.

 

 Storia

Dopo il Decreto Rattazzi (R.D. n°3702 del 23/10/1859) che aveva assegnato Vercelli alla Provincia di Novara, i Vercellesi, da sempre abituati ad essere capoluogo, reagirono male; definirono la cosa un "dispetto democratico". Arrivarono fino al punto che nessun vercellese doveva più adoperarsi nei pubblici uffici, finché non fosse resa loro "meritata giustizia". Le proteste (appoggiate soprattutto dal giornale "La Sesia") andarono avanti per quasi settant'anni, finché una fredda sera del dicembre 1926, il 22 con esattezza, al segretario comunale di Vercelli giunse un telegramma da Roma, firmato da Mussolini in persona, che recava:

«Oggi su mia proposta il Consiglio dei ministri ha elevato codesto Comune alla dignità di Capoluogo di Provincia. Sono sicuro che col lavoro, colla disciplina e colla fede fascista codesta popolazione si mostrerà sempre meritevole della odierna decisione del Governo fascista»
(Benito Mussolini)

Fu istituita, dunque, con la riforma delle circoscrizioni provinciali disposta da Benito Mussolini nel 1927 come Regio Decreto N° 1 del 2 gennaio, per scorporo dalla provincia di Novara i circondari di Vercelli, Biella, Borgosesia e la val d'Ossola. Parte del territorio provinciale è incluso nella Riserva naturale regionale Baragge - Bessa - Area attrezzata Brich Zumaglia - Mont Prève.

Vercelli festeggiò questa conquista con cui si separava da Novara, salvo poi accorgersi che Mussolini aveva suddiviso i confini in maniera un po' superficiale, assegnando a Vercelli anche la val d'Ossola. Accortisi dell'errore mandarono un telegramma al ministero, che prontamente corresse l'errore.

Infine Andreotti nel 1992 istituì la Provincia di Biella staccando il circondario omonimo, portando la provincia ai confini odierni.

 

 Geografia e trasporti

La provincia di Vercelli, perlomeno per com'é definita oggi, si suddivide grossomodo in tre aree geografiche: 'Le Grange', ovvero le enormi distese risicole a sud del segmento Ferro-Stradale "Padana Superiore"; 'La Baraggia', ovvero l'area compresa fra la Padana Superiore e l'imbocco della Val Sesia, e la stessa Val Sesia.


Nel mezzo delle Grange, nel comune di Trino, vi é una delle maggiori centrali nucleari italiane, in disuso ovviamente per l'obbligo di legge del 1986, costando allo stato, da ferma e improduttiva, circa 1.500 miliardi di vecchie lire ogni anno, di solo mantenimento.

La provincia di Vercelli è attraversata da tre autostrade: la A4 Milano-Torino, la bretella Santhià-Ivrea, che collega la A4 con la Torino-Aosta e la A26 Voltri-Sempione, che attraversa il territorio vercellese da sud a nord per un breve tratto a sud del capoluogo, passando poi nella vicina provincia di Novara.

Ferrovie

  • Torino-Milano, attraversa orizzontalmente la provincia, passando per Vercelli e Santhia;
  • Vercelli-Mortara, staccatasi dalla Milano Torino alla periferia del capoluogo si dirige verso Mortara, uscendo subito dalla provincia, sfiorando la Provincia di Novara con la stazione dismessa di Vinzaglio;
  • Vercelli-Casale, esce dalla città e si dirige verso sud, entrando poi in provincia di Alessandria, saltando il Po;
  • Santhià-Biella, esce dalla cittadina e si dirige verso la provincia di Biella in un percorso spesso parallelo alla statale 143.
  • Santhià-Arona, che da Santhià passa per Rovasenda, ove incrocia la passante Novara-Biella, e infine saltata la Sesia entra in provincia di Novara, dirigendosi verso Arona;
  • Novara-Varallo, da Novara, entra in provincia di Vercelli a Borgosesia, e termina a Varallo 20 Km più su.

 

 Turismo

La Valsesia è la zona della provincia di Vercelli maggiormente interessata dalle attività turistiche, grazie alla presenza del Sacro Monte di Varallo.

Un forte richiamo è costituito anche dal fiume Sesia, uno dei più importanti corsi d'acqua in Italia per gli sport fluviali, e ad alcune località sciistiche, in particolare Mera e Alagna Valsesia.

 

 Comuni principali

  • Vercelli - 44.967 abitanti
  • Borgosesia - 13.755 abitanti
  • Santhià - 9.283 abitanti
  • Gattinara - 8.506 abitanti
  • Crescentino - 7.843 abitanti
  • Trino - 7.806 abitanti
  • Varallo Sesia - 7.400 abitanti

 

 

Vercelli

Stub Comuni

Questa voce fa parte dei comuni della regione Piemonte ancora da sviluppare: ampliala seguendo le linee guida del progetto Comuni.


Wikipedia:WikiProject/Progetto geografia/Antropica/Comuni Vercelli
Stato: Italia
Regione: Piemonte
Provincia: Vercelli
Coordinate:
Latitudine: 45° 19′ 0′′ N
Longitudine: 8° 25′ 0′′ E
Mappa
[1]
Altitudine:130 m s.l.m.
Superficie:79 km²
Abitanti:
44.96731-12-04
Densità:569 ab./km²
Frazioni: 
Comuni contigui:Asigliano Vercellese, Borgo Vercelli, Caresanablot, Desana, Lignana, Olcenengo, Palestro (PV), Prarolo, Salasco, Sali Vercellese, San Germano Vercellese, Villata, Vinzaglio (NO)
CAP:13100
Pref. tel:0161
Codice ISTAT:002158
Codice catasto:L750 
Nome abitanti:vercellesi 
Santo patrono:Sant'Eusebio 
Giorno festivo:1° agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Portale:Portali

Vercelli (Vërsèj in piemontese) è un comune di circa 45 mila abitanti, capoluogo dell'omonima provincia.

Stemma, gonfalone, onorificenze

 Stemma

Lo stemma è formato da una croce rossa su scudo bianco. Sostenuto da due foglie d'alloro si legge sul nastro Potius Mori Quam Foedari ovvero Meglio Morire che Tradire

 

 Onorificenze conferite alla città

La città di Vercelli è la 22a tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i motti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918.

 

 Storia

Situata lungo un importante asse viario dell’economia antica diretto al valico del San Bernardo, la città di Vercelli (Vercellae) si sviluppò come centro urbano da un preesistente abitato celto-ligure in seguito all’occupazione romana risalente ai primi decenni del II secolo a.C. La definitiva vittoria dei romani sugli altri popoli della zona si tenne nel lontano 101 a.C., quando l’esercito guidato dal console Mario sconfisse in battaglia la potente tribù germanica dei Cimbri ai Campi Raudii. Nel 49 a.C. i vercellesi ottennero la piena cittadinanza romana e il centro, divenuto municipium, si arricchì di strade, monumenti, bagni pubblici, acquedotto, teatro e anfiteatro. Tra il I e il II secolo d.C. la fioritura del centro urbano proseguì senza sosta. Successivamente però, nei secoli III e IV l’importanza acquisita andò decadendo e le fortune legate a Vercelli declinarono in concomitanza con quelle dell’Impero Romano.
Per quanto riguarda la religione, il
Cristianesimo giunse in età costantiniana, e precisamente nel 313 d.C. Il primo vescovo, consacrato nel 345 da papa Giulio I che in seguito divenne anche patrono della città, fu Sant'Eusebio. Seguirono poi le varie invasioni barbariche degli Unni e dei Borgognoni di Gundobaldo.
Del periodo tardo antico e alto medioevale si hanno poche e incerte notizie. Dal VI al VIII secolo la città rimase sotto il dominio
longobardo e successivamente passò sotto la guida dei Franchi. Da ducato, Vercelli passò e contea e di fatto venne amministrata dai suoi vescovi. Dopo anni di incertezze, Vercelli si alleò con i milanesi e partecipò alle vicende della Lega Lombarda fino alla vittoriosa Battaglia di Legnano.
Nel XIII secolo si affermò progressivamente il regime comunale che diede il via al periodo più prospero di tutta la storia della città che aveva ottenuto il controllo sul territorio compreso tra le
Alpi, il Po, la Sesia e la Dora. Nel 1219, per volere del cardinale Guala Bicheri iniziarono i lavori per la realizzazione dell’Abbazia di Sant’Andrea e cinque anni dopo nacque l’ospedale attiguo. Nel contempo il comune promosse l’istituzione della prima università degli studi del Piemonte e il 10 luglio 1243, Vercelli fu la prima città in tutta la penisola ad abolire la servitù della gleba.
A seguito delle lunghe lotte tra
Guelfi e Ghibellini, capeggiati rispettivamente dagli Avogadro e dai Bicheri-Tizzoni, il comune passò al dominio straniero e nel 1335 Vercelli perse per sempre la sua autonomia politica. Sotto il dominio dei Visconti si registrò un periodo di relativa tranquillità finché nel 1427 la città andò sotto al ducato di Savoia e si immiserì rapidamente. Nonostante ciò Vercelli fu uno dei maggiori centri culturali del Piemonte rinascimentale. Nel 1704 si verificò l’ultimo assedio da parte dell’esercito del duca di Vendome durante la guerra di successione spagnola ma il trattato di Ultrecht del 1713 segnò il ritorno ai Savoia. Durante il periodo napoleonico Vercelli conquistò il titolo di capoluogo del Dipartimento della Sesia e fu unita allo stato francese. Dopo la restaurazione dello Stato Sabaudo, risalente al 1814, i vercellesi parteciparono ai moti liberali del 1821 e alle lotte risorgimentali. Poi fu la volta delle Guerre d’Indipendenza che portarono gravi danni alla città. Dando uno sguardo alla storia del secolo scorso, è doveroso ricordare i momenti della lotta partigiana e la situazione disastrosa dopo la Liberazione. Ma con la rinascita degli anni ’50 e le vicissitudini più recenti, Vercelli tornò alla tranquillità e l’agricoltura si trasformò grazie alla crescente meccanizzazione dei mezzi di lavorazione. Tutt’oggi, per la provincia delle terre d’acqua, la coltivazione di riso rappresenta una vera e propria ricchezza che caratterizza il paesaggio rurale e si pone come fattore trainante dell’economia della zona.

 

 Arte e Cultura

Vercelli è una delle più importanti città d'arte del Piemonte. Il suo centro storico conserva numerose case torri medievali e antichi palazzi rinascimentali e barocchi, ma la città è nota soprattutto per la celebre Basilica di Sant'Andrea, capolavoro del Romanico-Gotico nel Nord Italia, e per i suoi importanti musei come il Museo Camillo Leone e soprattutto il Museo Borgogna, la più importante pinacoteca della regione dopo quella della Galleria Sabauda di Torino). Vercelli è inoltre un vivace centro culturale in quanto sede della più antica università del Piemonte risalente al ‘200.

 

 Altro

Vercelli è una delle tappe della Via Francigena, cammino di pellegrinaggio per Roma. Si trova una menzione di Vercelli (XLIII Vercel. - numero di tappa, da Roma) nel 990, nella descrizione dell’itinerario di Sigerico. Viene citata anche nella Divina Commedia (Inferno).

Vercelli è gemellata con Arles (Francia)

 

 Evoluzione demografica

Abitanti censiti

  • Ultima modifica per la pagina: 20:34, 22 mar 2007. contributors by it.wiki / GFDL

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