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FORLI'
| Forlì: Piazza A. Saffi
| Geografia: altitudine m. 34 s.l.m. superficie comunale kmq. 228 2. Forlì sorge ai piedi dell'Appennino, al margine meridionale della pianura Padana. E' centro di commerci agricoli, zootecnici e anche di industrie, ma l'attività principale è legata al turismo balneare. La stagione ideale per visitare Forlì è l'estate quando la riviera adriatica è piena dl vita e le montagne del Casentino sono raggiungibili.
Monumenti: Rocca di Ravaldino: costruita nel XIV e XV secolo. Palazzo del Municipio rifatto nel XIV secolo. Palazzo Albierini rifatto nel XVII secolo. Rocca di Schiavonia: resti della costruzione quattrocentesca demolita nel XVII secolo. Palazzo del Podestà del 1400.
Musei: Museo delle Ceramiche (c. della Repubblica): collezione di ceramiche romagnole e faentine dal '400 al 1800. Museo Archeologico ed Etnologico (c. della Repubblica). Museo internazionale della Risata (p. Melozzo). Museo del Risorgimento (c. Garibaldi) contenente ricordi della stona risorgimentale cittadina. Pinacoteca Saffi (c. della Repubblica).
| Forlì: Piazzale della Vittoria
| Fiere: Fiera di S. Caterina (novembre). Festa di S. Lucia (dicembre). Premio di Pittura Campigna (settembre). Fiera di S. Pellegrino (maggio). Fiera di Forlì. Mostra Internazionale Attività Agricole (settembre).
Informazioni turistiche: Una Città Ideale (Terra del Sole): Terra del Sole è nata nel 1564. E' una delle poche città italiane che ha una data di nascita precisa: infatti fu fatta costruire per volontà di Cosimo de' Medici di Toscana in quanto voleva farne il centro militare, amministrativo, giudiziario e religioso di tutta la Romagna-Toscana.
Gastronomia: Pappardelle, cappelletti, palle di cotechino, passatelli, salame gentile, salsiccia matta, mignaccio, sfrappole, zuppa inglese, castagnole. Vini: Trebbiano, Albana, Sangiovese, Aleatico di Bertinoro.
Artigianato: stoffe stampate a mano, oggetti in vimini e paglia, ceramiche, legno intagliato, ferri e rami battuti.
| Clicca Qui per visualizzare la Carta Stradale della Provincia di FORLI' edita dalla EURO GeoGrafiche Mencattini srl. T.0575/900010 - Fax 0575/911161 Cerca i migliori Hotel e Ristoranti della Provincia di FORLI'
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Provincia di Forlì-Cesena
| Provincia di Forlì-Cesena |
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 | | Stato: | Italia | | Regione: | Emilia-Romagna | | Capoluogo: | Forlì | | Superficie: | 2.377 km² | | Abitanti: | | | Densità: | 157,6 ab./km² | | Comuni: | Elenco di 30 comuni | | Targa: | FC | | CAP: | 47100, 47010-47043 | | Pref. tel: | 0543, 0547 | | Codice ISTAT: | 040 | | | |  | |
La Provincia di Forlì-Cesena è una provincia dell'Emilia-Romagna di circa 350 mila abitanti, con capoluoghi Forlì e Cesena.Confina a nord con la Provincia di Ravenna, a est con il Mar Adriatico e con la Provincia di Rimini, a sud con le Marche (Provincia di Pesaro e Urbino), a sud e a ovest con la Toscana (Provincia di Arezzo e Provincia di Firenze).Il nome attuale è stato assunto nel 1992, quando fu distaccata l'area che ha costituito la Provincia di Rimini.Precedentemente era denominata semplicemente "Provincia di Forlì" con sigla automobilistica FO. Nel '92, dunque, assunse la denominazione di "Provincia di Forlì-Cesena" [1] mutando poi nel 1998 la sigla automobilistica in FC [2] . La provincia di Forlì-CesenaDal punto di vista amministrativo, la provincia di Forlì-Cesena ha diviso il suo Territorio in due Circondari, quello di Forlì e quello di Cesena; comprende inoltre tre comunità montane: quella dell'Acquacheta, quella dell'Appennino Forlivese e quella dell'Appennino Cesenate. Comuni principali
Forlì - 112.477 abitanti Cesena - 93.857 abitanti Cesenatico - 23.416 abitanti Savignano sul Rubicone - 16.169 abitanti San Mauro Pascoli - 10.395 abitanti Forlimpopoli - 12.223 abitanti
Provincia di ForlìNome della provincia che comprendeva, fino al 1992, i territori di due province attuali: quella di Forlì-Cesena, con capoluogo Forlì, e quella di Rimini. La sigla (ISO 3166-2:IT) era FO. Ne era capoluogo la città di Forlì, attualmente capoluogo della provincia di Forlì-Cesena, avente come sigla FC. |
Comune di Forlì Forlì |
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 | | Stato: | Italia | | Regione: | Emilia-Romagna | | Provincia: | Forlì-Cesena | | Coordinate: | Latitudine: 44° 14′ 0′′ N Longitudine: 12° 3′ 0′′ E | |
| | Altitudine: | 50 m s.l.m. | | Superficie: | 228 km² | | Abitanti: | | | Densità: | 493,32 ab./km² | | Frazioni: | Vedi elenco | | Comuni contigui: | Bertinoro, Brisighella (RA), Castrocaro Terme e Terra del Sole, Faenza (RA), Forlimpopoli, Meldola, Predappio, Ravenna (RA), Russi (RA) | | CAP: | 47100 | | Pref. tel: | 0543 | | Codice ISTAT: | 040012 | | Codice catasto: | D704 | | Nome abitanti: | forlivesi, liviensi | | Santo patrono: | Madonna del fuoco | | Giorno festivo: | 4 febbraio | | | | |
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Forlì (Furlè in romagnolo, Forum Livii in latino) è una città di 112.477 abitanti (anno 2005) della provincia di Forlì-Cesena, della quale è il capoluogo, come già lo era stato, per quasi tutto il XX secolo, della provincia di Forlì, nome sotto il quale era compreso anche il territorio ora facente parte della provincia di Rimini.
Forlì è una città dell'Emilia-Romagna ed in particolare si trova in Romagna, di cui è, come dice Dante nel De Vulgari eloquentia, "meditullium", cioè l'area centrale. Questo primato è anche linguistico anche se in questo caso il forlivese deve spartire questa centralità con il faentino costituendo assieme a quest'ultimo il dialetto romagnolo tipico (anche se fra i due esistono comunque differenze), visto che il romagnolo tende a perdere questa o quella peculiarità a mano a mano che si avanza verso la periferia della Romagna e che la lingua subisce, per ciò, gli influssi delle zone circostanti.
StoriaOriginiLa località dove Forlì sorge fu abitata sin dal Paleolitico, come dimostrano i copiosi ritrovamenti di Monte Poggiolo, con migliaia di reperti datati a circa 800.000 anni fa. La città è poi sorta su un antico insediamento commerciale, chiamato dagli Etruschi "Ficline", sito sulla linea di confine che separava il territorio controllato dai Lingoni da quello dei Senoni. Il nome è di origine romana (Forum Livii): il castrum fu probabilmente fondato nel 188 a.C., secondo antiche leggende da Marco Livio Salinatore, il console che sconfisse il fratello di Annibale, Asdrubale, al Metauro, nel 207 a.C.. Antichità e MedioevoCaduto l'Impero Romano d'Occidente, dopo il breve dominio di Odoacre, fece parte del regno degli Ostrogoti, poi dell'impero di Bisanzio. Rimase bizantina ai tempi dell'invasione longobarda, nel VI secolo, poi fece parte delle donazioni di Pipino il Breve alla Chiesa. Fu protagonista delle vicende del territorio romagnolo durante il Medioevo: il complesso stemma allude a diversi momenti della sua storia: la città ebbe dai Romani lo scudo vermiglio, su cui poi fu posta, in ricordo della partecipazione dei Forlivesi alla Prima Crociata, una croce bianca; un secondo scudo, bianco, attraversato dalla scritta LIBERTAS, testimonia dei periodi in cui la città si erse a repubblica (la prima volta nell'889, l'ultima nel 1405): i colori della città, pertanto, sono il bianco ed il rosso; l'aquila sveva in campo d'oro fu invece concessa da Federico II, per l'aiuto datogli nella presa di Faenza (1241), essendosi Forlì schierata dalla parte dei ghibellini. L'Imperatore elargì alla città, nell'occasione, anche un'ampia autonomia comunale, compreso il diritto di battere moneta. Il passaggio dal libero comune alla signoria fu piuttosto tormentato: emersero, fra gli altri, i tentativi di Simone Mastaguerra, Maghinardo Pagani e Uguccione della Faggiuola, ma il successo nel dominio cittadino arrise alla dinastia della famiglia Ordelaffi, che resse, sia pure con qualche interruzione, la città dalla fine del XIII fino all'inizio del XVI. La Forlì medioevale vide anche la presenza di una fiorente comunità di Ebrei: si ha notizia dell'esistenza d'una scuola ebraica in città fin dal XIII secolo, mentre uno statuto civico forlivese del 1359 ci testimonia la stabilità della presenza degli Ebrei e dei loro banchi. Insomma, Forlì fu un importante centro di affari e di vita culturale ebraica. Da segnalare, a tal proposito, è l'importante congresso dei delegati delle comunità ebraiche di Padova, di Ferrara, di Bologna, delle città della Romagna e della Toscana, nonché di Roma, che fu convocato a Forlì il 18 maggio 1418: vi si presero decisioni sul comportamento (etico e sociale) che gli Ebrei avrebbero dovuto tenere e si inviò una delegazione al Papa Martino V per la conferma degli antichi privilegi e la concessione di nuovi. Età modernaDurante il Rinascimento, la città vantò molteplici intrecci con la storia nazionale italiana: sua signora fu Caterina Sforza, che, vedova di Girolamo Riario (nipote di Papa Sisto IV), sposò, nel 1497, Giovanni de' Medici (detto "il Popolano"), matrimonio dal quale nacque, l'anno successivo, Ludovico (poi Giovanni) detto Giovanni dalle Bande Nere, il famoso capitano di ventura, padre di quel Cosimo I de' Medici che sarà il primo Granduca di Toscana. Caterina, nonostante un'eroica resistenza nella rocca di Ravaldino, in Forlì, fu sconfitta da Cesare Borgia nel piano di espansione dei possedimenti papali in Romagna. Tornata sotto il dominio papale, costituì il centro della Romagna pontificia, tanto che ancora oggi sono in molti ad usare "romagnolo" come sinonimo di "forlivese", anche se ciò non è corretto. Pur tra varie vicissitudini, come il saccheggio operato dagli Austriaci nel 1708, la situazione rimase sostanzialmente immutata in pratica fino all'Unità d'Italia, eccetto che per un breve periodo di indipendenza politica dalla Chiesa attorno al 1797, quando divenne capoluogo del dipartimento del Rubicone nella nuova divisione amministrativa dettata dalle truppe di Napoleone al seguace Regno d'Italia. Tra le leggi imposte dal nuovo codice civile napoleonico c'era la possibilità di divorzio e un cittadino di Forlì ne fece richiesta (prima causa di divorzio a oltre 150 anni dalla legge attuale). Inoltre, i funzionari napoleonici si occuparono di indagare gli usi e costumi delle popolazioni sottomesse, producendo una notevole mole di dati sulle tradizioni popolari di questa parte di Romagna. Un forlivese riuscì a recuperare parte di quelle indagini (per la verità in gran parte provenienti da Sarsina, ma in uso anche a Forlì) e ne pubblicò un testo che è uno dei primi lavori sulle tradizioni romagnole, poi seguito dall'opera del Pergoli verso la fine dell'Ottocento, che si occupò della raccolta di canti anche a Forlì e a San Martino in strada (frazione di Forlì).
Età contemporanea Palazzo delle Poste a Forlì Nella seconda metà del XIX secolo Forlì diventa il "zitadòn" (cittadone) della Romagna: un centro grande rispetto alle altre realtà urbane limitrofe, la cui prosperità deriva dall'agricoltura - molto diffuso il tipico contratto di mezzadria - e dal commercio del sale tramite la via diretta verso Cervia e le sue saline, nonché dal suo posizionamento sulla strategica via Emilia, a metà strada fra Bologna e Rimini. Non mancarono personalità di spicco durante il Risorgimento: Aurelio Saffi, repubblicano mazziniano e Piero Maroncelli, amico di Silvio Pellico e imprigionato come lui per il suo ideale di un'Italia unita e libera da dominazioni straniere o religiose. La città piange i suoi martiri della Grande Guerra, ma è con l'ascesa del Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale che Forlì torna a far parlare di sé. A 15 km dalla città, a Predappio, nasce Benito Mussolini: quando egli diviene prima presidente del consiglio, poi duce, inevitabilmente Forlì gode di una certa fama di ritorno, cominciando a essere presentata nella propaganda ufficiale come "la città del Duce". Durante il regime, Forlì si sviluppò oltre il suo ambito territoriale ed economico tradizionale: le porte e le mura antiche vennero abbattute per lasciar spazio ai nuovi viali delle circonvallazioni e permettere la costruzione di nuovi quartieri all'esterno del pur ampio centro storico; gli architetti del regime si sbizzarrirono nel progettare nuovi edifici e agglomerati corrispondenti al gusto del momento Razionalismo, come ad esempio la nuova stazione ferroviaria, il nuovo palazzo delle Poste e degli uffici statali nella centrale piazza Saffi, viale Benito Mussolini - ora viale della Libertà). Crebbero poi le industrie locali (Forlanini, Mangelli); nel 1936 viene inaugurato l'aeroporto "L.Ridolfi". La città pagò il suo conto di vite umane alla guerra, sopportando inoltre la perdita di inestimabili tesori artistici, come la chiesa di San Biagio o il teatro comunale; anche la Torre civica fu bombardata, per poi venire ricostruita in seguito. Il campanile della Basilica di San Mercuriale venne invece risparmiato dai tedeschi in ritirata, si pensa su precisa richiesta del Duce stesso. Forlì venne liberata relativamente presto, rispetto alle altre zone del Nord Italia: il 9 novembre 1944 le truppe alleate britanniche entravano in città, provenienti da Rimini, con l'appoggio delle brigate partigiane. Primo sindaco della Forlì liberata fu Franco Agosto, cui oggi è dedicato il Parco Urbano, polmone verde urbano sull'ansa che il fiume Montone forma nei pressi di Porta Ravaldino. Forlì è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici e il corraggio delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra la città si è stabilizzata nelle sue attività tradizionali legate al settore agricolo e artigianale, sviluppando una dinamica realtà di piccole imprese artigianali o cooperative. Forlì fu anche teatro di un omicidio targato Brigate Rosse del Partito comunista combattente. Il 16 aprile 1988 (a dieci anni dall'assassinio di Aldo Moro, e proprio pochi giorni dopo la nascita del nuovo governo presieduto da De Mita, che Ruffilli aveva contribuito a creare), assassinarono il senatore Roberto Ruffilli nella sua casa di Corso Diaz, nel rione Ravaldino. vedi anche Storia di Forli/ Fabio Lombardi. - Cesena : Il ponte vecchio, [1996] Evoluzione demograficaAbitanti censiti 
Personaggi illustriSono numerose e varie le personalità di ogni epoca che a Forlì sono nate o vissute per periodi significativi della loro vita; che vi hanno operato in modo degno di nota o che hanno stabilito dei saldi rapporti con la città o i suoi dintorni.
Luoghi d'interessePiazza Aurelio SaffiAi tempi del forum romano, la Piazza Aurelio Saffi era solo un largo spazio ai confini della centuriazione, lungo la via Emilia verso Rimini. Diventa, come è tutt'oggi, luogo centrale della città nel Medioevo, col nome di Campo dell'Abate (il riferimento è all'Abbazia di San Mercuriale, di cui sotto) e poi di Piazza Maggiore. Dopo l'unificazione d'Italia, viene dedicata a Vittorio Emanuele II. Al termine della seconda guerra mondiale, durante la permanenza delle truppe anglo-americane a Forlì (successiva alla liberazione della città dai nazi-fascisti), la piazza è ribattezzata St. Andrew's Square ("piazza di S. Andrea"). Con l'avvento della repubblica, viene intitolata al mazziniano forlivese Aurelio Saffi, celebrato da un apposito monumento, posto al centro della piazza, in sostituzione della precedente colonna della Madonna del Fuoco (spostata in Piazza del Duomo). Il risultato è una piazza che Antonio Paolucci ha definito "uno scenario metafisico alla Giorgio De Chirico". Sul lato a ovest sorge la Residenza comunale, un tempo palazzo degli Ordelaffi, già signori della città; l'edificio è stato notevolmente rimaneggiato nei secoli, la facciata odierna risale ai primi anni dell'Ottocento. Sono notevoli gli affreschi interni.
L'Abbazia di San Mercuriale [1], simbolo di Forlì Sul lato opposto, a nord-est, sorge l'Abbazia di San Mercuriale, il simbolo stesso della città: chiesa di architettura romanica, in mattoni, costruita sul primo luogo di culto cristiano a Forlì; il campanile è famoso per essere uno dei più alti d'Italia, in stile romanico: la stessa foto qui a fianco dà già un'idea dell'altezza di questo campanile, che, nel XIII secolo, era descritto come una delle meraviglie del Regno d'Italia. Il chiostro fu aperto al passaggio pubblico durante il Ventennio, quando architetti e urbanisti del regime fascista ridisegnarono ampie parti della città e della piazza stessa. Particolare è la lunetta sul portale: opera del 1230 che descrive, in due scene, il sonno dei Magi e la loro adorazione a Gesù bambino. Quest'opera può considerarsi il primo presepe scolpito a tutto tondo nella storia dell'arte mondiale.
L'intervento urbanistico degli anni del regime fascista fu piuttosto significativo, in città: per quanto riguarda Piazza Saffi, si può notare nelle costruzioni, verso nord, del Palazzo delle Poste e del Palazzo degli Uffici Statali, all'angolo, quest'ultimo, tra Via delle Torri e Corso Mazzini.
Piazza del Duomo e Piazza Ordelaffi Prefettura in Piazza Ordelaffi Forlì Piazza del Duomo/Piazza Ordelaffi: i due spiazzi contigui sono sovrastati dalla fabbrica del Duomo, già chiesa di S.Croce, la cattedrale cittadina. A nord di piazza Ordelaffi si trova l'imponente palazzo Paolucci-Piazza o Paulucci-Piazza, dal nome delle due antiche famiglie nobiliari già sue proprietarie, ora sede della Prefettura: si tratta di un palazzo del XVII secolo costruito in modo da ricordare il Palazzo del Laterano e il Palazzo farnese, a Roma. Al centro di piazza del Duomo si erge la colonna votiva della Madonna del Fuoco, protettrice della città; fu eretta originariamente in piazza Saffi, da dove fu spostata alla fine dell'Ottocento per lasciar posto al monumento commemorativo del patriota forlivese Aurelio Saffi.
Il Corso della Repubblica, forse la principale strada cittadina, costituisce il ramo della via Emilia verso est interno al centro storico. È la spina dorsale del rione chiamato tradizionalmente "Borgo Cotogni" per un antico insediamento dei Goti (da "Gotogni") che ivi si erano stanziati nel V secolo. Appare come un lungo rettilineo di aspetto moderno, al termine del quale si scorge l'obelisco del monumento ai caduti di piazzale della Vittoria.Vi sorge la barocca chiesa di Santa Lucia, protettrice della vista e festeggiata il 13 dicembre. Vi si affacciano anche la biblioteca e la sede dei principali musei comunali, compresa la pinacoteca nell'imponente palazzo Merenda, già sede dell'antico ospedale cittadino. Forse l'unico complesso realizzato a Forlì da un maestro internazionale dell'architettura è L'Hotel della Città e de la Ville con il Centro Studi Fondazione Livio e Maria Garzanti. È opera dell'architetto milanese Giò Ponti su incarico di Aldo Garzanti. Progettato nel 1953 e terminato nel 1957 è, con i suoi spioventi invertiti, le finestre esagonali, gli spazi aperti ed il respiro fra i corpi, un'icona degli anni '50.
Corso Giuseppe MazziniQuesto corso, via di porticati e negozi, congiunge piazza Saffi con la via Ravegnana (per Ravenna), verso nord, dove un tempo sorgeva la Porta di San Pietro. L'antica chiesa, ora scomparsa, di San Pietro in Scottis, rifugio per pellegrini scozzesi, dà nome al rione "San Pietro". Appena imboccato il Corso, provenendo da Piazza Saffi, si trova, in una via a sinistra, la Torre Numai, ricordo di un'antica famiglia nobiliare. Importante è la chiesa del Carmine, che ospita il convento dei carmelitani: l'ingresso presenta un pregevole fregio in marmo d'Istria, in origine abbellimento dell'entrata del Duomo.
Corso Giuseppe GaribaldiSi tratta del corso più lungo, che da piazza Saffi arriva a Porta Schiavonia e costituisce la parte di via Emilia verso ovest, cioè verso Faenza e Bologna, attraversando la zona più antica della città, dove notevoli palazzi signorili si sono conservati fino a oggi. È la strada più antica della città, attorno alla quale Forlì ha cominciato a svilupparsi. Il nome "Schiavonia", ampliato tutt'ora all'intero rione, deriva dal ricordo degli schiavi forlivesi deportati in Spagna dal barbaro Alarico e liberati dal vescovo Mercuriale. Per magnificare l'epopea risorgimentale, su proposta dell'onorevole forlivese Tito Pasqui, il corso fu poi dedicato a Giuseppe Garibaldi. Il Monte di Pietà (cinquecentesco) Il palazzo Albicini Il palazzo Gaddi, con notevoli affreschi di Felice Giani (sede di alcuni musei comunali: etnografico e del teatro) Il palazzo Reggiani. All'altezza di piazza Melozzo, in corrispondenza della chiesa, già cattedrale, della SS.Trinità - dove sono conservati, oltre all'antica cattedra di S. Mercuriale, i resti del pittore forlivese -, sono state trovate le testimonianze del centro romano: lì sorgeva l'incrocio fra cardum e decumanum maximum. Al termine del corso si arriva a Porta Schiavonia, unico dei quattro ingressi rimasti in piedi: le altre barriere, insieme alle mura medievali, sono state demolite nel 1905 (o bombardate nel '44)per permettere lo sviluppo della rete stradale e la costruzione dei viali di circonvallazione del centro storico; l'aspetto attuale della porta risale al Settecento.
Corso Armando DiazQuesto corso porta da piazza Saffi al piazzale di Porta Ravaldino (porta non più esistente), e al viale dell'Appennino che, verso sud, collega la città a Predappio e Castrocaro Terme, dirigendosi poi a Firenze. È l'asse portante del rione "Ravaldino", nome di origine incerta, ma noto fin dal Medioevo. Esiste, nelle prime colline forlivesi, anche una località chiamata "Ravaldino in Monte". Vicino al centro sorge il palazzo Orsi Mangelli, ora sede centrale del polo universitario decentrato dell'ateneo di Bologna Sempre all'inizio del Corso, si trova il teatro comunale intitolato al drammaturgo forlivese Diego Fabbri. Più avanti, si trova l'interessante chiesa di S. Antonio Abate in Ravaldino, degli inzi del XVIII secolo, che ospita, tra altri bei dipinti e statue lignee, una Visitazione di Marco Palmezzano; si segnala anche un organo di Alessio Verati. Il tratto finale affianca la possente Rocca di Ravaldino, cittadella centrale nel sistema difensivo delle mura medievali già ai tempi degli Ordelaffi e centro di governo, in particolare sotto Caterina Sforza: la Rocca fu il principale teatro dello scontro con le truppe francesi e pontificie di Cesare Borgia.
Altre chiese di ForlìSan Domenico: soppressa per volere di Napoleone nel 1797, la grande chiesa di San Giacomo Apostolo era il fulcro dei domenicani della città, che, già a partire dal Trecento, eressero un convento che, dopo secoli di abbandono, di recente è stato restaurato ed ora accoglie mostre ed esposizioni di livello internazionale. Sta per diventare anche sede della Pinacoteca e dei Musei civici. San Tommaso di Canterbury: chiesa scomparsa in tempi antichi, già nei pressi dell'attuale corso Garibaldi. La parrocchia del Duomo prende il nome di San Tommaso Cantauriense benché la cattedrale sia dedicata a Santa Croce. Santa Maria dei Servi, detta di San Pellegrino: santuario celebre perché ospita le spoglie mortali di San Pellegrino Laziosi protettore contro i tumori. E' stata nominata basilica da Paolo VI. Chiesa del Carmine: a metà strada di corso Mazzini, fulcro del Rione San Pietro, è nota per il bel portale in marmo (secolo XV), opera di Marino Cedrini.Di origine trecentesca, è stata completamente ristrutturata tra il 1735 e il 1746 su progetto di Giuseppe Merenda. Chiesa e Monastero del Corpus Domini antica Chiesa di San Biagio (sconsacrata) Chiesa di S. Antonio Abate in Ravaldino Santa Maria Lauretana
FrazioniBagnolo, Barisano, Borgo Sisa, Branzolino, Bussecchio, Ca' Ossi, Carpena, Carpinello, Casemurate, Caserma, Castiglione, Cava, Collina, Coriano, Durazzanino, Forniolo, Grisignano, Ladino, Magliano, Malmissole, Massa, Ospedaletto, Para, Pescaccia, Petrignone, Pianta, Pieve Acquedotto, Pievequinta, Poggio, Ponte Vico, Quattro, Ravaldino in Monte, Romiti, Roncadello, Ronco, Rotta, Rovere, San Giorgio, San Leonardo in Schiova, San Lorenzo in Noceto, San Martino in Strada, San Martino in Villafranca, San Tomé, San Varano, Vecchiazzano, Villa Rovere, Villa Selva, Villafranca di Forlì, Villagrappa, Villanova Il quartiere RoncoRonco è un quartiere orientale facente parte della quarta circoscrizione del Comune di Forlì. Il quartiere conta 5.421 abitanti ed è lambito dall'omonimo fiume, tra le infrastrutture presenti sul territorio va ricordato l'Aeroporto Civile di Forlì "L. Ridolfi". Conta due parrocchie, un cinema, un albergo, pizzerie, esercizi e centri commerciali, scuole. Fino alla Prima guerra mondiale era il lido di Forlì: sulle rive del fiume i villeggianti potevano fare il bagno contando su veri e propri stabilimenti "balneari". La frazione fu sede di una commenda di ospitalieri ed ora è l'ingresso est della città, lungo la via Emilia. Subito dopo il ponte sul fiume Ronco ci si trova sul lungo rettilineo (viale Roma) che conduce al centro di Forlì. Durante la Seconda guerra mondiale, nel settembre del 1944 la zona dell'Aeroporto fu teatro di esecuzioni da parte dei nazifascisti ai danni di persone di origine ebraica, partigiani, antifascisti. I crateri provocati dalle bombe venivano utilizzati come fosse comuni dopo le esecuzioni. In via Seganti è eretto un cippo alla memoria di molti dei caduti, non tutte le salme infatti poterono essere identificate con precisione. Presso l'aeroporto, sorge il polo aeronautico, composto dall'istituto tecnico aeronautico (ITAER), la facoltà di ingegneria aerospaziale dell'Università di Bologna e la scuola per controllore di volo dell'ENAV. I nomi delle strade ricordano personaggi o fatti legati alla storia del volo, come Francesco Baracca, Icaro, Fratelli Montgolfier, Avieri, Trentesimo Stormo. Il progressivo espandersi delle urbanizzazioni ha reso Ronco una propaggine della città senza interruzioni. Gemellaggi Aveiro, Portogallo Bourges, Francia Chichester, Regno Unito Elektrenai, Lituania Karlsruhe, Germania Peterborough, Regno Unito Plock, Polonia Skövde, Svezia Szolnok, Ungheria
Galleria | | | Rocca di Ravaldino (carceri di Forlì)
| | Abbazia di San Mercuriale
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Cesena| Cesena |
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|  | | Stato: | Italia | | Regione: | Emilia-Romagna | | Provincia: | Forlì-Cesena | | Coordinate: | Latitudine: 44° 8′ 0′′ N Longitudine: 12° 14′ 0′′ E | |
| | Altitudine: | 44 m s.l.m. | | Superficie: | 249,47 km² | | Abitanti: | | | Densità: | 377,11 ab./km² | | Frazioni: | Vedi elenco | | Comuni contigui: | Bertinoro, Cervia (RA), Cesenatico, Civitella di Romagna, Gambettola, Longiano, Meldola, Mercato Saraceno, Montiano, Ravenna (RA), Roncofreddo, Sarsina | | CAP: | 47023 | | Pref. tel: | 0547 | | Codice ISTAT: | 040007 | | Codice catasto: | C573 | | Nome abitanti: | cesenati | | Santo patrono: | San Giovanni Battista | | Giorno festivo: | 24 giugno | | | |
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| «E quella cu' il Savio bagna 'l fianco, così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte, tra tirannia si vive e stato franco» | | (Dante Alighieri) |
Cesena (Zisêna in romagnolo) è una città di 94.078 abitanti situata in provincia di Forlì-Cesena (FC, già FO, quando la provincia si chiamava provincia di Forlì). La città è fondata probabilmente in epoca umbro-etrusca ma è con l'arrivo dei Romani, che scacciano i Galli, che Cesena inizia ad assumere un certo rilievo politico, economico e militare. Con ogni probabilità è nei pressi delle attuali frazioni di Calisese e Casale, dove scorre il Pisciatello (indicato da molti storici come il vero Rubicone) che il 10 Gennaio 49 aC Caio Giulio Cesare dà inizio alla Guerra civile romana (49 a.C.). E' nota come città dei Tre Papi, anche se la definizione è fuorviante, perché diede i natali a due papi (Pio VI e Pio VII) mentre ospitò il vescovado di altri due (Pio VIII e Benedetto XIII). L'etimologia del lemma Cesena (dal latino Caesena) non è ancora stata accertata. Tra le ipotesi più accreditate vanno menzionate le seguenti: diversi studiosi sostengono che l'origine del nome risalga al Torrente Cesuola, che attraversa il cuore della città. Altre fonti ipotizzano che il prefisso caes- rimandi al termine desueto "cesina" (cioè, "terra disboscata"), cui si è aggiunto il suffisso -ena, di origine etrusca. Altri ancora ritengono che Cesena derivi dall'etrusco "Caizna", oppure dal latino "caedo". Città leader nell'ortofrutta europea, è un importante snodo di comunicazione, grazie all'intersezione tra la A14 Bologna-Taranto e la Strada Statale 3 bis Tiberina (tratto della E45) Orte-Ravenna.
GeografiaAdagiata in un'ottima posizione fra le colline del preappennino Tosco-Romagnolo e la pianura padano-romagnola, è situata sulla Via Emilia, circa a 27 km da Forlì, dista una quindicina di chilometri dal mare Adriatico. È bagnata dal fiume Savio.
StoriaCesena è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Cesena è virtualmente una delle capitali culturali del mondo grazie alla presenza della Biblioteca Malatestiana, realizzata nel 1454, che può considerarsi in assoluto la prima biblioteca civica del mondo. La fama della città romagnola è dovuta in parte alla presenza di tre vescovi della città divenuti papi in successione l'un l'altro. Si tratta di Pio VI, Pio VII e Pio VIII. In particolare, i primi due, membri di nobili casate cesenati (i Braschi e i Chiaramonti) "colonizzarono" Roma e consentirono a Cesena di accrescere la propria ricchezza. A Cesena è nato un importante movimento artistico, l'Antropologismo. Evoluzione demograficaAbitanti censiti 
EconomiaImportante centro agricolo (produzione, trasformazione e conservazione di frutta e verdura) e dell'industria alimentare in generale, conta diverse sedi di allevamento avicolo, bovino e suino ed industrie di produzione di generi alimentari di portata internazionale. Nel campo agricolo e alimentare si distinguono in particolar modo le ditte Orogel (surgelati e prodotti conservati in genere) e Amadori (allevamento e produzione di prodotti alimentari). L'economia cesenate, inoltre, può contare sull'apporto d'importanti aziende operanti nel settore industriale, fra le quali la ditta Olidata, produttrice di personal computer ed altri prodotti di alta tecnologia, la società edile Trevi, famosa in Italia e nel mondo per la costruzione d'importanti opere di alta ingegneria (come la biblioteca di Alessandria d'Egitto) ed aggiudicataria del bando per la costruzione del basamento del nuovo World Trade Center di New York, mentre a breve è prevista l'apertura della sede principale di Technogym, ditta leader nel mondo nel campo delle macchine da fitness, attualmente situata a Gambettola, piccolo comune del cesenate. CulturaCesena è sede distaccata dell'Università degli studi di Bologna per le seguenti facoltà: Architettura, Ingegneria (seconda facoltà dell'Ateneo), Psicologia e per alcuni corsi di studio delle facoltà (con sede a Bologna) di Agraria (lauree triennali in Scienze e Tecnologie Alimentari, Viticoltura ed Enologia, Scienze dei Consumi Alimentari e della Ristorazione, lauree specialistiche in Scienze e Tecnologie Alimentari, Scienze Enologiche), Ingegneria (laurea triennale in Ingegneria Edile), Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (laurea triennale e specialistica in Scienze dell'Informazione), Medicina (laurea triennale in Scienze Infermieristiche). Il Santo Patrono di Cesena è San Giovanni Battista la cui festa (più comunemente conosciuta come "Fiera di San Giovanni") si svolge il 24 giugno, attraendo ogni anno migliaia di turisti. MonumentiCesena è una città ricca di arte e storia: fra i vari monumenti cittadini, si ricordano la Rocca Malatestiana, il perimetro della cinta muraria che ancora oggi racchiude il centro storico della città, conservando gran parte dei torrioni e delle porte, la suggestiva piazza del Popolo, con al centro la Fontana di fine Cinquecento denominata "Fontana Masini", l'importantissima Biblioteca Malatestiana (dal 19 maggio 2006 inserita nel Registro Unesco della Memoria del Mondo, primo bene italiano a farne parte), primo edificio al mondo nato e concepito per svolgere la funzione di biblioteca (1454), una biblioteca che già il grande umanista Flavio Biondo riteneva una delle migliori d'Italia, e la basilica benedettina del Monte, che ospita opere pittoriche di notevole valore storico-culturale. Di valore storico-artistico anche il Duomo cittadino, in stile gotico romano, risalente alla fine del 1300, con una cripta che racchiude da secoli le spoglie di san Mauro. La chiesa di Sant'Agostino (edificata su disegno del Vanvitelli) e la chiesta di San Domenico ospitano tele di grande valore e rappresentano le due "vere pinacoteche" di Cesena. Da segnalare è anche il Teatro Bonci, ultimato nel 1846 su progetto dell'architetto Vincenzo Ghinelli; il Bonci si presenta con una facciata in stile neo-classico tipica dei teatri italiani del periodo, pregevoli interni con ampi saloni di ricevimento, cavea con platea e cinque ordini di palchi compreso il loggione; il teatro vanta un'ottima acustica. La contrada Chiaramonti si segnala per la presenza di eleganti ed imponenti palazzi, costruiti o abbelliti nel periodo dei Papi cesenati. Tra gli edifici più rappresentativi di questo percorso si ricordano: Palazzo Ghini, realizzato dall'architetto e pittore mantovano Leandro Marconi; Palazzo Guerrini Bratti, anch'esso decorato da Leandro Marconi; Palazzo Sirotti Gaudenzi, caratterizzato da una facciata neoclassica ed i cui interni sono stati interamente decorati da Felice Giani e Giovan Battista Ballanti Graziani; Palazzo Chiaramonti, acquistato dal papa cesenate Pio VII (Barnaba Chiaramonti) e decorato da stucchi e da affreschi realizzati da Giuseppe Milani. Oltre ai palazzi monumentali presenti nella contrada Chiaramonti, si segnalano: Palazzo Romagnoli (in via Uberti), maestoso edificio seicentesco decorato dal Milani ed oggi sede della biblioteca giuridica "Giovanni Ghirotti"; Palazzo Ghini (in corso Sozzi), progettato nel secolo XVII dall'architetto Pier Mattia Angeloni , sul cui cortile monumentale si affacciano le quattro statue di Francesco Calligari raffiguranti quattro divinità (Cerere, Gloria, Marte e Minerva); Palazzo Masini (in corso Sozzi), ricco di decorazioni pittoriche neoclassiche; Casa Sirotti, ora Biagini (in via Montalti) di antichissima costruzione, nel quale, secondo la tradizione visse anche San Carlo Borromeo. Recentemente, durante dei lavori di scavo, sono stati scoperti nel centro storico dei reperti di epoca romana, fra i quali un mosaico pavimentale in tessere bianche e nere con decorazioni vegetali e libere che, "staccato" dalla sua originaria collocazione ed interamente ristrutturato dagli esperti restauratori della scuola di Ravenna, è attualmente esposto in una sala del palazzo comunale. Altri reperti di epoca romana e medievale, (fondamenta di edifici e strade adiacenti) che si ritengono di notevolissimo valore storico, sono stati rinvenuti nel 2005, durante gli scavi per la costruzione di un parcheggio, nelle immediate vicinanze del centro storico. GastronomiaCesena è nota per la piadina, sorta di pane azzimo piuttosto piatto e di forma circolare. La si può trovare in tutto il territorio cittadino, venduta in particolari chioschi. Può essere servita semplice per accompagnare i pasti, ma è ottima se gustata insieme ad affettati ed insaccati di vario tipo oppure insieme al formaggio squacquerone, con l'aggiunta di rucola. Col medesimo impasto di acqua, farina, sale, strutto e bicarbonato usato per la piadina, vengono fatti anche i crescioni, sorta di calzoni riempiti a piacere coi più vari ingredienti: tipici i crescioni alle erbe, al pomodoro e mozzarella, ai funghi, zucca e patate ecc. Passatelli prima della cottura Diffusa la cultura della pasta all'uovo fatta in casa, particolarmente sotto forma di pappardelle in brodo, cappelletti (in brodo o asciutti, in tal caso serviti al ragù, oppure con panna, formaggio e prosciutto cotto), tagliatelle, lasagne. Altri tipi di pasta tipici del cesenate sono gli strozzapreti, serviti al ragù, ed i passatelli in brodo. Per quanto riguarda i secondi piatti, la parte del leone nella cucina cesenate la svolge il maiale (e' baghèn, in dialetto), del quale non si butta via nulla: grigliate miste, carne ai ferri, arrosti, sono tipici della zona, in particolare di quella collinare. Diffuso l'uso d'insaccati e degli affettati derivati dal maiale, specialmente prosciutto, salame, mortadella, coppa e culatello, accompagnati dalla piadina e da un buon bicchiere di vino rosso. In misura minore è amato dai cesenati anche il coniglio (e' cùnéij), cucinato arrosto, ai ferri, in porchetta o alla cacciatora, ed il pollame in generale, col pollo (e' pol) allo spiedo in primo luogo, oppure al forno o arrosto. Per quanto riguarda la cacciagione, vengono utilizzati nella cucina cesenate, specialmente in collina, cinghiali, lepri, quaglie. È ancora possibile assaggiare in alcuni ristoranti ed osterie del cesenate il piccione, cucinato e servito nei medesimi modi del pollo, mentre diventa sempre più raro, per il mutare dei gusti gastronomici, trovare osterie che servano ancora antichi piatti tradizionali come le rane in umido o le chiocciole (chiamate impropriamente lumache) impanate e fritte o in umido, ma l'usanza rimane viva in molte famiglie e durante alcune feste e sagre. Infine, nonostante il mare Adriatico disti appena 14 km dalla città, nel cesenate non si riscontra una particolare cultura gastronomica marinara, più in voga sulla costa e comunque legata più ad esigenze turistiche che culturali/ambientali. Il dolce tipico del cesenate è la ciambella, sia quella caratteristica col buco, sia quella lunga e piatta (entrambe di solito si gustano inzuppate nel vino), mentre le frappe sono tipiche del periodo di carnevale. Inoltre si produce, nel periodo della festa patronale di S. Giovanni (fine giugno), il caratteristico fischietto di S. Giovanni: un fischietto rosso di zucchero caramellato a forma di oca. Nel cesenate si producono vari tipi di vino, in particolare il Sangiovese, il Trebbiano, la Cagnina, l'Albana ed il Pagadebit. SportCesena è città di sport, tradizionalmente legata al calcio ed al ciclismo, anche se nel passato ha raggiunto oppure occupa tutt'ora posizioni di rilievo nel panorama nazionale o internazionale di basket, calcio a cinque, cricket e motociclismo. la maggiore società calcistica della Città è l'Associazione Calcio Cesena: nella stagione sportiva 2006/2007, sta disputando il campionato di calcio di serie B, ma nel suo passato vanta dieci partecipazioni al Campionato di Serie A ed anche una partecipazione alla Coppa Uefa nel 1976 grazie al sesto posto conquistato in Serie A nella stagione precedente: esso costituisce il risultato di maggior rilievo della Società. Nella stagione 2005/2006 un'altra formazione bianconera, quella del Romagna (già Cesena Calcio a 5), ha conquistato la promozione nel campionato di A1, ma è retrocessa in A2 dopo una sola stagione nella massima serie. Altre formazioni sportive cittadine di rilievo federale (non amatoriali): Baseball: Diamonds Cesena ed Elephans Cesena Basket: Cesena Basket 2005 Rugby: Cesena Rugby Club Calcio a 5: Futsal Torre del Moro Calcio: Ronta FC (Promozione), Borello, San Vittore, Romagna Centro Martorano e Cus Torre Dismano, Nuova Rumagna, Diegaro (Prima Categoria), San Mauro in Valle, Aurora, Atletico San Mauro, Ponte Abbadesse (Seconda Categoria), Gp Vigne, San Carlo, Rubicone (Terza Categoria). Ciclismo: Banca Popolare dell'Emilia Romagna (settore giovanile)
Di grande livello la presenza di Cesena nel basket femminile, soprattutto tra la fine degli Anni Ottanta e l'inizio degli Anni Novanta, quando la Polisportiva Ahena arrivò per cinque volte consecutive a disputare la Finale Scudetto, avendo sempre come squadra avversaria la Pool Comense. La squadra romagnola, allora denominata Unicar Cesena, riuscì ad aggiudicarsi lo Scudetto della stagione sportiva 1989/1990, al termine delle cinque tiratissime partite della Finale. L'ultimo match, in particolare, fu giocato in un Carisport gremito all'inverosimile e deciso sul filo di lana da un tiro da tre punti di Andrea Lloyd. Tra le maggiori artefici della vittoria vanno menzionate anche Catarina Pollini, vero "mostro sacro" del basket femminile italiano, e Clarissa Davis, allora considerata la miglior cestista a livello mondiale. A seguito di questa vittoria, la squadra, denominata Conad Cesena, poté nella stagione successiva giocare la Coppa dei Campioni, conquistandola nella Finale disputata a Barcellona. Lo stesso importantissimo traguardo è raggiunto nel cricket dalla squadra di Cesena che il 27 giugno 1993 si aggiudica la Coppa Campioni. La squadra di basket maschile denominata Carisp Cesena nella stagione 2004/2005 ha conquistato la salvezza in serie B prima di cedere il titolo sportivo a Castrocaro. Il 20 maggio 2004 l'11^ tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Cesena con la vittoria di Emanuele Sella. Territorio QuartieriIl Comune di Cesena è suddiviso in 12 circoscrizioni o quartieri (il termine adottato dallo statuto comunale è quartiere), ognuno dei quali elegge un Presidente ed un proprio Consiglio di Quartiere in concomitanza con le elezioni amministrative cittadine. I dodici quartieri, secondo l'enumerazione adottata ufficialmente dal comune, sono i seguenti: Centro Urbano, Cesuola, Fiorenzuola, Cervese Sud, Oltre Savio, Valle Savio, Borello, Rubicone, Al Mare, Cervese Nord, Ravennate, Dismano. Ogni quartiere è composto da più frazioni o agglomerati urbani.
Zone urbaneAlcuni agglomerati urbani di Cesena hanno storicamente un loro nome proprio, pur non essendo frazione perché inserite, o inglobate nel tempo, all'interno della città. Si tratta di nomi strettamente legati o a qualche caratteristica topologica del luogo o a Parrocchie o Porte di accesso alla città. Sia i nomi che i confini di tali zone cittadine non sono definiti ufficialmente, ma la loro rilevanza storica per Cesena e per i cesenati è non trascurabile. Barriera, Campino (San Rocco), Fiorita, Case Finali, Madonna delle Rose, Ponte di San Martino, Porta Santi, Porta Trova, Sant'Egidio, San Mauro in Valle, Villa Chiaviche, Vigne.
FrazioniAcquarola, Aie, Bagnile, Borello, Borgo delle Rose, Borgo di Ronta, Borgo Paglia, Botteghino, Budrio, Bulgaria, Bulgarnò, Calisese, Calabrina, Capannaguzzo, Carpineta, Casalbono, Casale, Case Castagnoli, Case Frini, Case Gentili, Case Missiroli, Case Scuola Vecchia, Celincordia, Celletta, Diegaro, Formignano, Gattolino, Gualdo, Il Trebbo, Lizzano, Luogoraro, Luzzena, Macerone, Madonna dell'Olivo, Martorano, Massa, Molino Cento, Monte Aguzzo, Monte Vecchio, Montereale, Monticino, Oriola, Osteria di Piavola, Paderno, Pievesestina, Pioppa, Ponte Abbadesse, Ponte Pietra, Pontecucco, Provezza, Rio Eremo, Rio Marano, Ronta, Roversano, Ruffio, Saiano, San Carlo, San Cristoforo, San Demetrio, San Giorgio, San Mamante, San Martino in Fiume, San Matteo, San Mauro in Valle, San Tomaso, San Vittore, Santa Lucia, Sant'Andrea in Bagnolo, Settecrociari, Tessello, Tipano, Torre del Moro, Trebbo, Valdinoce, Villa Calabra, Villa Casone. |
Ultima modifica per la pagina: 15:29, 11 mar 2007. contributors by it.wiki / GFDL
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