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ENNA


Enna: Imponente mole del Castello di Lombardia

Geografia: altitudine m. 931 s.l.m. superficie comunale kmq. 357,2. Enna è distesa su una terrazza a mille metri d'altezza proprio al centro dell'isola, offrendo al visitatore panorami suggestivi. E' centro archeologico e agricolo. I periodi ideali per recarvisi sono la primavera e l'inizio dell'estate per la natura in fiore e per evitare l'eccessiva calura estiva.

Storia: anticamente Enna fu occupata dai Siracusani, dai Cartaginesi e dai Romani. Dal II secolo a.C. la città ebbe un lungo periodo di decadenza. Espugnata dagli Arabi nel '859, cominciò a rifiorire sotto i Normanni diventando uno dei maggiori centri di vita culturale e politica dell'isola. Raggiunto il suo massimo splendore nel XVII secolo, Enna cominciò a decadere, ma con l'Unità d'Itala nel 1860 la città riprese parzialmente il suo vigore.

Monumenti: Rocca di Cerere: resti del tempio omonimo. Castello di Lombardia dell'epoca medievale è stato trasformato in teatro. Torre di Federico II di Svevia del XIII secolo con colonne angolari e volte a ombrello. Palazzo Pollicanni del 1400 in stile catalano con portale barocco e cornici in gotico. Musei: Museo Alessi (p. Mazzini) contenente una raccolta archeologica e numismatica, bronzi, ceramiche e stampe.


Enna: Il Castello di Lombardia visto dalla Rupe della Dea Cerere


 

Fiere: Fiera Zootecnica (settembre). Festa Patronale (luglio). Spettacoli teatrali e musicali (luglio e agosto).

Informazioni turistiche: Il Murale più grande del Mondo (Enna): nel colle di "Cerere Usta", a cento metri di altezza, c'è una cava di tufo abbandonata dove c'è il dipinto murale più grande del mondo. Copre circa 780 metri quadrati di superficie e i colori raccontano le antichissime leggende della terra. Questo murale è stato fatto da Fausto De Marinis dopo sei mesi di lavoro terminato alla fine del '81.

Gastronomia: Ditini, pasta con le sarde, pignolata, ravioli di ricotta al miele, trippa a l'olivitana, farsumauru, pasta 'ncasciata, savoiardi forti.

Vini: Tudia, Amaro Averna.

Artigianato: tappeti, bambole in costume, ricami, tessuti, ceramiche, bisacce, rami sbalzati.

Clicca Qui per visualizzare la Carta Stradale di ENNA e zone limitrofe edita dalla EURO GeoGrafiche MENCATTINI srl. T.0575/900010 - Fax 0575/911161


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Provincia di Enna


Wikipedia:WikiProject/WikiProject/Geografia/Antropica/Province Provincia di Enna
Portale:Portali
Stato: Italia
Regione: Sicilia
Capoluogo: Enna
Superficie:2.562 km²
Abitanti:
174.4262005
Densità:68,1 ab./km²
Comuni:Elenco di 20 comuni
Targa:EN
CAP:94000-94100
Pref. tel:0935, 0934
Codice ISTAT:086
«Che amenità, e natura, il posto dei propri luoghi, di sollievo e piacere estivi, del quale esser conveniente dicono, e anche il frutto abbonda dei giardini, e delle mele è smisurata l'abbondanza!»
(Diodoro Siculo)
«Voglio vedere la patria di Proserpina e sapere perché il diavolo ha preso moglie proprio in quel paese»
(Leonardo Sciascia, Stendhal e la Sicilia)

La Provincia di Enna (Pruvincia di Castruggiuvanni o di Castrianni in siciliano) è una provincia della Sicilia di oltre 177 mila abitanti, con capoluogo la città di Enna. Situata al centro della regione e senza sbocchi sul mare essa confina a nord con la Provincia di Messina, ad ovest con le Province di Palermo e Caltanissetta, ad est con quella di Catania, a sud ancora con Caltanissetta e Catania.

Nonostante l'istituzione piuttosto recente, sancita dal governo Mussolini nel 1926, il territorio della Provincia di Enna è stato unito sin dagli albori della storia del Mediterraneo, allorquando, ancor prima che Roma venisse fondata, come ricorda un artista classico, le città di Henna, l'attuale capoluogo, Agyrion, l'odierna Agira, e Morgantina, di cui restano splendidi scavi, fiorivano in comunione, praticando intensi scambi culturali e commerciali. La provincia si riflette nel passato quale terra del mito, dal ratto di Proserpina che si consumò sul Lago di Pergusa per mano di Plutone, alla fondazione d'Agira in seguito ad una delle fatiche di Ercole, ai cicli delle ninfa Dafne, ma è nel presente la quarta sede universitaria della Sicilia, un territorio ricco di natura (è nota come la provincia dei laghi), ma avanzato anche nel motociclismo con il suo autodromo, e dove è in costruzione il parco divertimenti più grande d'Europa, che aprirà sulle rive del Lago Pozzillo nel 2009.

 Storia

 

 Dal Neolitico alle radici sicule

Istituita lo scorso secolo, la provincia di Enna ha origini ben più remote: il territorio provinciale, infatti, ebbe una grande unità sin dai tempi più antichi, allorquando già si identificava come un'area di comuni interessi ed influenza. La storia di Enna, tra i centri sorti per primi, affonda radici nel Neolitico: nell'8000 a. C., infatti, era stata introdotta la coltivazione dell'ulivo nelle fertili colline attorno al lago di Pergusa, dove sorgevano villaggi con annesse necropoli, alcuni, come quello di Cozzo Matrice, tutt'ora conservatisi. Anche la città vera e propria conserva tracce di insediamenti preistorici, come quelli siti all'interno della Grotta della Guardiola, la maggiore tra le necropoli arroccate sulle pendici del monte su cui sorge Enna. Ma furono i Sicani a popolare stabilmente la zona, dopo esser fuggiti dall'Etna a causa delle eruzioni ed aver fondato proprio nel capoluogo la loro più potente roccaforte militare. A questo popolo, che scelse Enna (chiamata En naan) per rifugiarsi e difendersi dall'incalzare dei Siculi, si deve l'introduzione del culto di Cerere, nota altresì come Demetra, e la conseguente coltivazione del tanto diffuso grano.

 

 Morgantina e l'ellenizzazione della provincia

Press'a poco nello stesso periodo, si svilupparono altri importanti insediamenti, come quello di Morgantina, che quando venne fondata agli inizi del I millennio a. C., per opera dei cosiddetti Morgeti, guidati da re Morges, era ancora un piccolo villaggio indigeno. Alleatasi poi con Siracusa, Morgantina visse vicende di sviluppo, ma in seguito si alleò nella congiura che abbatté l'oligarchia siracusana. La scelta per cui Morgantina tramontò fu di allearsi contro i Romani dalla parte dei Cartaginesi, i quali, sconfitti, non poterono più evitare la distruzione della città, che all'epoca raggiunse una grande fioritura economica, commerciale e culturale, rasa al suolo dalle legioni di Roma e rinvenuta nel Novecento in seguito a fruttuose campagne di scavi.

Enna, intanto, entrava nell'influsso greco (V secolo a.C.) che addusse alla città un periodo di prosperità, durante il quale si assistette a una rinascita commerciale e culturale, e a un impulso forte alle attività agricole. La città batté moneta (esemplari custoditi al Museo Alessi di Enna) d'oro e d'argento, ma cadde nel 397 nel giogo di diverse dominazioni: prima con la tirannide di Dionigi I, poi sotto quella di Agatocle, scacciato tuttavia da Pirro. [1]

 

 I Romani: tra la prima guerra servile e lo splendore di Centuripe

Nel 135 a. C., grazie allo schiavo siriano Euno, scoppiò la prima guerra servile: lo schiavo guidò una rivolta che si estese in pochi anni a tutta l'Isola, e riuscì a regnare su Henna (dove oggi in suo ricordo vi è la statua presso il castello di Lombardia per due anni. I romani attuarono una violentissima repressione e dalle fognature riuscirono a penetrare in cima ad Enna, saccheggiandola e depredandola, per questo condannati da Cicerone, che già visitò la città. La rinascita si ebbe in epoca imperiale con lo status di municipium.

Oltre a Morgantina e al capoluogo, Agira fu senza dubbio un altro centro importante: fondato, secondo la leggenda, da Ercole nel corso di una delle sue 12 fatiche, ma con origini anteriori - già risalenti alla preistoria - diede i natali a Diodoro Siculo, il primo grande storico europeo, fonte di moltissimi avvenimenti antichi.

Piazza Armerina non era ancora stata fondata (vi era tuttavia la sua celeberrima Villa del Casale, la più splendida di Sicilia per i suoi mosaici), mentre Nicosia si fa risalire a tre città del periodo romano: Erbita, Engio e Imachàra [2]. Senza dubbio tuttavia, nel periodo romano fu Centuripe il più fiorente centro della provincia. Nata in età sicula col nome di Kentoripa ed ellenizzato nel V secolo a. C.[3], Centuripe, nota anche per la curiosa forma di stella marina dell'abitato, abbarbicato su un'altura tentacolare, venne a patti con Roma, tra le prime città in Sicilia, nel 263 a.C., guadagnandosi così la più fervida protezione dei romani. Sotto le ali di Roma, cui fu legata dalla cognatio (parentela), Centuripe prosperò e si estese considerevolmente, e fu perciò definita da Cicerone di gran lunga una delle città più grandi e ricche dell'intera Sicilia, riuscì ad avere un console, sotto l'impero di Adriano, e a sviluppare prima una originale arte ceramica, e poi imponenti vestigia monumentali[4].

 

 Il periodo bizantino e arabo

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, di cui faceva parte la Sicilia, i bizantini apportarono una rinascita all'Ombilicus Siciliae: nel 353 d. c., infatti, essi trasferiscono ad Enna la più importante roccaforte militare di Sicilia, restituendole l'antico ruolo perso con l'invasione romana, e vi impiantano un'amministrazione territoriale. Queste scelte faranno della Enna bizantina, come testimonia un'iscrizione araba, una delle più grandi e ricche città siciliane, al punto da guadagnarsi anche l'appellativo di Urbs Inexpugnabilis, già abbozzato da Tito Livio che definì il capoluogo città imprendibile.

La conquista araba della Sicilia fece nascere molti nuovi centri in provincia, a partire da Calascibetta, nata nel IX secolo come un accampamento militare, Qualath-Shibeth, creato sulla rocca antistante Henna per tentare l'assedio della roccaforte bizantina. La città non resistette tuttavia all'ennesimo attacco, e uno scrittore arabo tramanda lo stupore dei conquistatori nel trovare ad Henna tanta prosperità e tanto fervore economico e culturale. Rinominato Qashr-Ianni, castello di Enna, il capoluogo si arricchì di moschee e divenne una delle maggiori città musulmane dell'Isola. Anche Nicosia si sviluppò con gli Arabi: posta alla confluenza delle tre Valli storiche di Sicilia, in questi secoli resistette all'assedio dei Normanni, in quanto a resistente avamposto guerresco.

 

 La conquista normanno-sveva

Finché nel 1087 il suo sovrano non cedette Castrogiovanni al normanno Ruggero, cui succederanno alla guida della città Federico I di Sicilia e Federico II di Svevia. Ma proprio grazie ai Normanni, l'Ennese si arricchì di nuovi, importanti centri: tra questi spicca Piazza Armerina, fondata da Ruggero I col nome di Platia e poi rasa al suolo per volontà di Gluglielo I d'Altavilla, nel 1161, risorse dalle sue rovine e nel corso dei secoli si tramutò in una cittadina vivace ed attiva.

Anche Enna, con gli svevi, rifioriva: venne ricostruito con 20 torri il castello di Lombardia d'impianto sicano e poi arabo, vi si riunì il primo parlamento siciliano per volere di Federico II che risiedette nella torre omonima che si fece innalzare, divenne la 17° città demaniale di Sicilia, requisito che consentì una nuova sessione parlamentare nel Quattrocento.

 

 Dalla dominazione spagnola al 1926

Tra il 1360 e il 1400, con l'inizio della dominazione spagnola, Castrogiovanni mantiene lo status di città demaniale, conservando i privilegi acquisiti fin dal periodo svevo. Nel 1516, con l'avvento al potere di Carlo V, si assiste a una depressione economica e culturale in tutta l'Isola, ed anche in territorio provinciale, che tuttavia, vede crescere a dismisura la popolazione, grazie alle massicce immigrazioni provenienti dalle coste, saccheggiate dai pirati saraceni: Nicosia, per esempio, venne nel Cinquecento assediata dai Turchi, che riuscirono a penetrare fino all'interno. Nonostante tutto, il Cinquecento è il secolo dell'arte per eccellenza anche in provincia, dove in quegli anni operarono grandi maestri come Antonello Gagini e pervenne, proprio a Nicosia, una tela del pittore spagnolo Velazquez. Le carestie e le pestilenze del Seicento, al contrario, imprimono un decremento demografico.

Nel 1700, con l'ascesa dei Borboni, le sorti di Castrogiovanni e del suo territorio precipiteranno: verrà condotta una campagna di ripopolamento dei terreni agricoli che colpirà duramente la città, svantaggiata peraltro in favore della vicina Caltanissetta. Negli altri comuni, invece, la popolazione tende a ristabilizzarsi: Nicosia si attesta a 12.000 ab., mentre il capoluogo sprofonda ai 10.000. Si assisterà inoltre all'erezione di splendide chiese (in quel secolo ad Enna ve ne erano 133, e i preti erano 400) e all'avvio di confraternite e processioni.

Castrogiovanni resusciterà nell'Ottocento grazie all'intensissima attività estrattiva, e recupererà migliaia di unità in termini demografici. Parteciperà attivamente ai moti del 1848 e all'impresa dei Mille, sarà visitata da Giuseppe Garibaldi, nel 1893 vi nascerà il Fascio dei lavoratori. La ripresa della città fu formidabile: dall'Unità d'Italia al 1921 raddoppierà in termini di popolazione, passando da oltre 14.000 a 32.00 ab., record a tutt'oggi imbattuto, e inoltre essa fu rappresentata al Parlamento italiano per 30 anni ininterrottamente, dal 1890 in poi, dall'illustre uomo politico Napoleone Colajanni, pur non essendo ancora capoluogo di provincia.

 

 L'istituzione

Napoleone Colajanni.
Napoleone Colajanni.

La provincia ennese, la cui denominazione ufficiale è Provincia Regionale di Enna, venne istituita con un provvedimento regio il 6 dicembre 1926, (ufficializzato con Regio Decreto n° 1 del 2 gennaio 1927). Enna, denominata allora Castrogiovanni veniva elevata al rango di capoluogo di provincia. La scelta del capoluogo venne motivata con la visibilità raggiunta dalla città anche attraverso l'importante uomo politico ennese ed insigne meridionalista, Napoleone Colajanni ed alla sua vicinanza alla idea fascista di Benito Mussolini. In realtà è più probabile che fu preferita Enna perché questa si contrapponeva politicamente alla vivace Piazza Armerina.

Presidenti della Provincia
Presidenti della Provincia
  • Pietro Scarciglio
  • Giuseppe Tanteri
  • Filippo Lo Giudice
  • Michele Gagliardo
  • Luigi Curcio
  • Luigi Vetri
  • Giuseppe Genovese
  • Salvatore Termine
  • Elio Galvagno
  • Cataldo Salerno

Infatti Piazza pur essendo più importante perché sede di circondario e di diocesi era meno gradita al regime per il locale vescovo Mario Sturzo, fratello di Luigi, (fondatore del Partito Popolare) di chiare posizioni antifasciste. Inoltre la creazione di un secondo capoluogo nel cuore dell'isola avrebbe soppesato l'egemonia di Caltanissetta, sino ad allora indiscusso polo urbano, culturale ed economico di riferimento per la Sicilia centrale. In ogni caso la scelta favorì Enna mutandone sensibilmente il ruolo e l'importanza.

La provincia venne costituita aggregando il circondario di Piazza (oggi Piazza Armerina, smembrato dalla provincia di Caltanissetta) e quello di Nicosia (sino ad allora in provincia di Catania).

Così si creò la prima provincia siciliana priva di sbocco al mare ed interamente interna, citata per l'appunto spesso come la «Provincia del centro della Sicilia».

Il primo prefetto della provincia ennese fu Giuseppe Rogges, nominato direttamente dal duce. A ricordo dell'evento una delle piazze centrali di Enna si chiama piazza VI Dicembre. Nel 2006 ricorre inoltre l'80° anniversario della costituzione della Provincia, celebrato con una serie di mostre, convegni e proiezioni.

 

 Geografia

La provincia, è situata nel cuore della Sicilia: gli studiosi hanno infatti individuato il centro geografico dell'isola proprio nel capoluogo. Pur essendo l'unica entità provinciale della regione a non avere sbocco al mare, essa dispone di un ricco e ben conservato patrimonio naturale, grazie a diversi laghi e boschi, spesso tutelati da apposite riserve naturali.

 

 Rilievi

Calascibetta nei pressi di Enna.
Calascibetta nei pressi di Enna.

Il territorio è prevalentemente caratterizzato da rilievi collinari, ma sono comunque presenti sia montagne che pianure. I rilievi montuosi principali sono i monti Erei, di modesta altitudine, che occupano in particolare la parte centrale e meridionale del territorio ed i Nebrodi a nord, invece di altitudine più considerevole, le cui vette più alte oscillano tra i 1200 m del Monte Altesina e i 1500 m del Sambughetti. Enna, che sorge ad una altitudine superiore ai 900 m sul mare, è il capoluogo di provincia più alto d'Italia, mentre Troina è il comune più alto della Sicilia (oltre 1200 m).

Il territorio in pianura, rientrante nella parte centro-orientale, è costituito principalmente da un'ampia porzione della piana di Catania coltivata ad agrumi, nei pressi della cittadina di Catenanuova. Una vasta conca basso-collinare è inoltre rappresentata dalla Valle del fiume Dittaino, che ha scavato un solco assai profondo che da Enna digrada sino alla pianura, e al cui interno, l'altitudine media di 170-180 m sul livello del mare ha favorito lo sviluppo di attività agricole ed industriali, oltre a rappresentare il maggiore asse viario e ferroviario della Sicilia centrale.

 

 Laghi

Scorcio del Lago Pozzillo
Scorcio del Lago Pozzillo

Nel territorio della provincia vi sono 8 laghi. I bacini sono per la maggior parte artificiali ed a servizio dell'agricoltura. Nei maggiori si pratica la pesca, eccetto a Pergusa, che è sotto vincolo di riserva naturale. Il lago Pergusa situato vicino Enna è l'unico lago naturale della Sicilia, ed è sede di una apposita riserva regionale. Il lago Pozzillo sito in territorio di Regalbuto è con i suoi 150.000.000 di metri cubi d'acqua il maggiore bacino dell'isola ed è chiuso da una imponente diga. È in corso di realizzazione sulle sue rive sorgerà un grande Parco Tematico. Il lago Ancipa (Troina), situato in uno splendido scenario naturalistico a oltre 900 m d'altezza, fornisce prevalentemente acqua potabile alla popolazione della provincia ennese, ma approvvigiona altresì ampi tratti del nisseno[5]. Altri bacini da mensionare sono il lago Nicoletti (Leonforte), dove si praticano svariate attività sportive, il lago di Ogliastro (Piazza Armerina), il lago Olivo (Aidone) ed il lago Morello (Villarosa), questi ultimi in particolare fornitori di acqua per i campi che li circondano.





 

 Lago Pergusa

Scorcio del lago
Scorcio del lago
«Qui sempre son fior,
qui mai non verna:
qui ride il suol di primavera eterna!»
(Ovidio, Metamorfosi)

Posto al centro di una corona di alture che toccano gli 800 m d'altitudine, nel fantastico scenario della Conca Pergusina, si apre il lago di Pergusa, noto sin dall'epoca classica come lago di Pergo, su cui scrissero versi grandi del passato come Ovidio, Claudiano e Cicerone, teatro del mitico Ratto di Proserpina, e recentemente designato tra i "luoghi del cuore" degli italiani in un sondaggio nazionale. Privo di immissari e di emissari, ed alimentato pertanto dalle falde e dalle precipitazioni, il bacino imbrifero, l'unico naturale dell'isola, riveste un'importanza centrale per l'avifauna della Sicilia intera. Nel giuncheto, nel canneto, nella Selva demaniale e nelle verdi colline che circondano il lago, svernano, transitano o risiedono oltre metà delle specie di uccelli di cui si è accertata la presenza in Sicilia. Tra queste, numerose sono quelle rare, come l'Airone rosso, il Falco di palude, la Moretta tabaccata e la Coturnice sicula, oltre alle più comuni frequentatrici, come le folaghe, nitticore, le mignatte, l'alzavola, il mestolone, il fischione, ecc.

Di origine tettonica, riveste un'importanza capitale dal punto di vista naturalistico (è sede di una riserva), poiché si erge a crocevia, nei mesi centrali dell'anno, del 50% degli uccelli migratori che transitano nell'isola, con un'avifauna ricchissima e una flora rigogliosa (giuncheto, canneto, pineta attrezzata e un'area boschiva detta "Selva Pergusina").

 

 Fiumi

I fiumi principali della provincia sono a regime torrentizio e diretti verso foci marine oppure laghi. I più importanti corsi d'acqua, cardini dell'idrografia isolana, sono il Salso, detto anche Imera Meridionale, che nasce nel nisseno e si getta nel Mediterraneo, e il Salso che affluisce nel Simeto in un'area in cui l'erosione dell'acqua ha creato delle pittoresche forre laviche. Altri fiumi da ricordare sono il Dittaino, importante affluente del Simeto, la cui lunga Valle è uno dei punti di riferimento principali per l'antropizzazione della provincia, il Gornalunga, che forma il lago di Ogliastro e confluisce nel Simeto nei pressi della foce, il Morello, che alimenta l'omonimo lago in territorio di Villarosa, e infine il cosiddetto Fiume di Sotto di Troina, che scorre a valle della cittadina da cui prende nome, anch'esso affluente del Simeto.

 

 Riserve naturali

Nome della RiservaCaratteristicheComune/i
Riserva Naturale Speciale Lago di PergusaFu istituita nel 1995 dalla Regione Siciliana come la prima Riserva speciale dell'isola, e poi riconosciuta Sito d'Importanza Comunitaria dall'unione Europea. Divisa nei settori A e B, consta del Lago di Pergusa, di canneto, giuncheto per la nidificazione, pineta attrezzata.Enna
Riserva naturale orientata Monte AltesinaMonte che sfiora i 1.200 m s.l.m., di forma piramidale, sulla cui vetta vi è traccia di un abitato preistorico utilizzato fino al Medioevo, con una querceta e una lecceta, quest'ultima tra le più alte del mondo.Nicosia
Riserva Naturale Sambughetti CampanitoArea montuosa tra le vette del Campanito e del Sambughetti, che, con 1559 m d'altitudine, è il punto più alto della provincia; ospita il bosco della Giumenta, i margi, zone umide dove le acque scorrono a valle, con pozzi, prati inondati, piccole paludi e pittoreschi laghetti di montagna (il più alto a 130 m s.l.m.), che ghiacciano d'inverno. Acquedotto medievale; scala bizantina che sale sulla Rocca Campanito con cerchi di pietrame d'uso medievale. Suggestiva la Grotta dei Nevaioli.Nicosia, Cerami
Riserva Naturale Vallone di Piano della CorteVallone digradante verso la valle del Dittaino, vi cui cresce una fitta e rigogliosa vegetazione a galleria; è attraversata da torrenti e presenta una prateria di aghifoglie, oltre a specie quali la volpe e l'istrice.Gagliano Castelferrato
Riserva Naturale Orientata del Monte Capodarso e della Valle dell'Imera MeridionaleTra le maggiori aree protette dell'Isola, include, in un magnifico ambiente fluviale, le gole di Capodarso, la Grotta delle Meraviglie con cavità inesplorate, i resti di un centro indigeno ellenizzato, con una misteriosa scala antichissima scavata nella roccia di cui non si è compreso il significato.Enna, Pietraperzia,, Caltanissetta
Riserva Naturale Forre Laviche del SimetoIngrottato lavico del fiume Simeto, che sprofonda in un punto a decine di metri, laddove sorge il ponte dei saraceni, più volte ricostruito, ma risalente al I-II sec d.C. Spettacolari gli scenari naturali.Centuripe, Bronte (CT), Adrano (CT), Randazzo (CT)
Riserva naturale Orientata dei Boschi Rossomanno, Grottascura e BelliaIn un vastissimo demanio forestale d'antica origine, creato e mantenuto nel tempo perché ne usufruissero i cittadini di Enna e Piazza, è stato integrato di eucaliptus e piantagioni, e conserva i resti del villaggio medievale di Rossomanno e le cosiddette "pietre incantate".Piazza Armerina, Valguarnera Caropepe, Aidone

Da vedere anche il Parco San Prospero di Catenanuova.

 

 Clima

Il clima è di tipo mediterraneo-continentalizzato. La precipitazioni medie annue sono di circa 500mm [6] e pongono il territorio fra quelli meno umidi in Sicilia.

  • L'inverno, è generalmente caratterizzato da temperature rigide specie nei comuni montani, ma che difficilmente scendono sotto lo zero. La neve caratterizza invece i centri della zona nord (soprattutto Troina) e raramente il capoluogo. Nei monti Sambughetti, Campanito e Altesina le precipitazioni nevose sono frequenti e copiose, rendendole di un certo richiamo per le settimane bianche. Parte della piovosità è concentrata in questa stagione.
  • La primavera e l'autunno sono le stagioni verdi per eccellenza e relativamente soggette alla pioggia (specie l'autunno). In queste periodo infatti gli estesi rilievi collinari si colorano del verde intenso dei campi del grano, e in alcuni tratti lacustri, del candore dei mandorli in fiore.
  • L'estate è un periodo abbastanza siccitoso anche se caratterizzato da un caldo di tipo secco e per questo quasi mai afoso. Le temperature sono generalmente elevate (intorno ai 30° C), ma raramente superano la soglia dei 34° C. Per questo motivo, Enna è sempre stata, sin dall'antichità, una stazione climatica e Pergusa rimane meta privilegiata per le seconde case.

 

 Popolazione

Con 174.000 abitanti, Enna figura tra le 15 province meno popolate d'Italia. La densità demografica risulta anch'essa a livelli assai inferiori rispetto alla media nazionale e regionale, entrambe due volte e mezzo maggiori rispetto a quella della provincia erea, che conta 69 ab./kmq. Il dato è spiegabile sia per il territorio caratterizzato dalla presenza di rilievi irregolari, stretto com'è tra Nebrodi ed Erei e dalla scarsa estensione di superfici pianeggianti che da fattori storico-sociali. Infatti la provincia ha sofferto in passato di un forte flusso migratorio che ha raggiunto l'apice negli anni cinquanta e sessanta del Novecento ed è stato causato da una profonda crisi economica. La popolazione residente ha subito quindi una inversione di tendenza, facendo registrare un saldo positivo sino al 1990, quando si toccarono i 186.000 abitanti. Da allora è ripresa la decrescita. La flessione è stata causata dal calo della natalità e da una relativa ripresa del flusso migratorio [7]. Il calo demografico è stato in parte compensato dai non residenti, fra questi vi sono principalmente gli studenti universitari ed i lavoratori extracomunitari.

 

 Centri principali e sviluppo urbano

La distribuzione demografica, caratterizzata da un forte accentramento della popolazione nei centri urbani a discapito delle campagne, deriva direttamente dalla rifondazione feudale avvenuta di epoca medioevale quando una folta colonia di lombardi al seguito dei conquistatori normanni si stabilirono nel territorio. La popolazione pur essendo modesta è maggiormente concentrata nella parte centrale, fra i centri di Enna, Leonforte e Valguarnera Caropepe e quelli minori di Calascibetta, Villarosa e Catenanuova, dove risiedono circa 80.000 abitanti. Il nord, più isolato per l'insufficienza dei trasporti, registra una popolazione inferiore, pari a quella residente al sud, che tuttavia ha meno centri ma più grossi. Le piccole dimensioni dei comuni, lo scarso traffico locale e pendolare quindi la assenza di città-dormitorio o satellite permette a diversi centri di avere buoni livelli di vivibilità urbana.

 

 Enna

Scorcio del centro storico di Enna
Scorcio del centro storico di Enna

Enna è il capolugo, e con 29.076 ab. è anche il principale centro della provincia, nonché la seconda città della Sicilia centrale.
La città ha un pregevole
centro storico prettamente medioevale. Fra i principali monumenti di Enna spiccano il Castello di Lombardia (il più grande di Sicilia, già residenza dei re prima sicano e in seguito svevo), il Duomo, la Torre di Federico II e ben tre musei: l'Alessi, l'Archeologico e quello della Fede e Tradizione.
La parte di espansione moderna è chiamata
Enna Bassa perché localizzata a valle ed è sede dell'università e delle principali attività commerciali all'ingrosso.
Nella Valle del
Dittaino vi è il Polo Industriale di Enna, il principale della provincia, mentre a Pergusa l'autodromo omonimo rappresenta un polo sportivo internazionale.

 

 Piazza Armerina

Piazza Armerina, con 21.038 ab., è la seconda città dell'ennese; forte di un grande richiamo turistico, datole principalmente dalla Villa del Casale ma altresì dal suo pregevole centro storico barocco e normanno, fino al 1926 era al centro di un circondario che fu in seguito aggregato alla nascente provincia. Cittadina d'impianto normanno-medievale, l'antica Piazza è alquanto dinamica come punto di riferimento per i centri minori che sorgono attorno ad essa, ma non svolge un ruolo d'attrazione interprovinciale sennonché è sede di una vasta diocesi.

Il municipio di Nicosia
Il municipio di Nicosia

 

 Nicosia

Nicosia, con 14.752 ab., è la "capitale" del nord della provincia con un centro-storico ricco di opere d'arte. Purtroppo la città è afflitta da carenze infrastrutturali che ne pregiudicano le comunicazioni ed è in attesa che la Strada Nord-Sud verrà completata. Nella cittadina, hanno sede diverse istituzioni pubbliche di livello ed è inoltre sede di diocesi. Da alcuni anni si sta cercando di valorizzare il ricco patrimonio naturalistico.

 

 Leonforte

Leonforte, con 14.046 ab., e la seconda città della zona centrale della provincia ed ha stretti rapporti di pendolarismo con il capoluogo. È sede di un ospedale e di una caserma dei vigili del fuoco. Fondata dalla famiglia nobiliare dei Branciforte nel XVII secolo possiede un discreto patrimonio artistico (fra cui una fonte artistica) e patrimonio naturalistico.

 

 Altri centri

  • Barrafranca - 13.003 abitanti
  • Troina - 10.072 abitanti
  • Valguarnera Caropepe - 8.642 abitanti
  • Agira - 8.351 abitanti
  • Regalbuto - 7.743 abitanti
  • Pietraperzia - 7.312 abitanti

 

 Trasporti

La provincia di Enna è attraversata da alcuni degli snodi principali della viabilità regionale, e rappresenta il più importante collegamento viario tra la Sicilia orientale, quella centrale e quella nord-occidentale. Gli assi di grande comunicazione che la percorrono, infatti, costituiscono la via più rapida di connessione tra Palermo e Catania, le due maggiori aree urbane dell'isola, assorbendo un'utenza ampissima. Particolare importanza svolge la Valle del Dittaino, solcata dall'autostrada A19, dalla S.S.192 e diverse provinciali e dalla ferrovia della Sicilia centrale, a tutt'oggi un asse viario di rilevanza fondamentale per i collegamenti tra le due aree, orientale ed occidentale, della Sicilia.

 

 Rete stradale

Lo svincolo di Enna della A19.
Lo svincolo di Enna della A19.

Il territorio è attraversato in larga parte dall'autostrada A19, che tagliandolo quasi a metà, costituisce la spina dorsale della viabilità della provincia. Essa conta in provincia 5 svincoli, ai quali si innestano una serie di strade statali: la Strada Statale 121 Catanese tra Palermo e Catania, che s'innerva nella zona centro-settentrionale della provincia, con tratti assai trafficati; la Strada Statale 192 della Valle del Dittaino che inizia ad Enna per Catenanuova e Catania; la Strada Statale 117 Centrale Sicula, anch'essa iniziante ad Enna per Nicosia a nord, non del tutto completa, che prosegue verso sud con la Strada Statale 117bis Centrale Sicula, e infine la Strada Statale 561 Pergusina Enna-Pergusa. Le statali svolgono, delle quali tre, d'importanza viaria e geografica notevole, s'irradiano dal capoluogo, assolvono principalmente alla funzione di collegamento fra i centri più grandi specie per i pendolari e soprattutto verso il capoluogo. Le strade provinciali, allacciandosi alle statali svolgono un ruolo fondamentale nella viabilità locale pur non essendo sempre in buone condizioni, ma rappresentano una delle più capillari ed estese reti sicule, diramandosi per oltre 1500 km di lunghezza.

 

 Rete ferroviaria

La ferrovia Palermo-Catania, che attraversa tutta la provincia ennese da ovest ad est, ha alcuni scali ferroviari tra i più importanti dell'intera linea, sia per il traffico passeggeri, con le stazioni di Enna, Catenanuova e Villarosa, quest'ultima sede di un originale museo ferroviario, che per quello merci, con l'importante terminale di Dittaino che, servendo il Polo Industriale di Enna assicura numerosi collegamenti diretti, in 20 ore, con l'interporto di Bologna.

Vi si trovano inoltre alcuni tratti ferroviari delle FS oggi dismessi : uno dalla stazione di Motta Sant'Anastasia, attraverso il territorio di Centuripe al centro ennese di Regalbuto, oggi utilizzato solo nel primo tratto fino a Schettino, per tradotte merci; uno tra Dittaino, Valguarnera Caropepe e Piazza Armerina, a scartamento ridotto, smantellato alla fine degli anni sessanta, la cui sede è stata in parte utilizzata per la strada a scorrimento veloce per Piazza Armerina e in parte è in corso di riadattamento a pista ciclabile attrezzata (che, terminata, sarà il più grande circuito del genere in Sicilia); e un'altro, che era molto pittoresco a cremagliera, che dalla stazione di Dittaino si inerpicava fino ad Assoro e Leonforte, anch'esso chiuso e smantellato.

 

 Economia

L'economia dell'ennese storicamente è stata sempre legata alla agricoltura e alla attività mineraria. L'agricoltura ha origini remote. Infatti già in epoca romana la Sicilia era definita come il granaio di Roma ed il grano arrivava soprattutto dai vasti campi dell'entroterra fra cui proprio l'ennese ed il nisseno. Dopo la caduta di Roma, arrivò la crisi e l'economia si risollevò solo con l'introduzione del sistema feudale attuato da Normanni. Tuttavia, come diversi altri territori non riuscirà più ad affrancarsi dal feudo per secoli ed il latifondismo, pur essendo stato legalmente abolito nel 1815, costituì di fatto il principale freno alla crescita sino alla riforma agraria del XX secolo. L'attività mineraria delle numerose e importanti solfare e giacimenti di sali potassici, che fornivano gran parte dello zolfo prodotto dalla Sicilia fu fonte di reddito di sussistenza per la popolazione, con oltre 130 miniere sparse sul territorio, ma anche a causa delle tremende condizioni di lavoro ebbe gravi effetti sociali. Dal secondo dopoguerra la popolazione ha subito una contrazione dovuta al copioso flusso di migratorio a causa delle difficoltà economiche specie fra gli anni cinquanta e sessanta del novecento. Tutto ciò è stato causato soprattutto dall'isolamento di una provincia che ha vissuto la propria centralità nella regione paradossalmente come uno svantaggio anziché come una opportunità. Nel 1962 il presidente dell'Eni Enrico Mattei ottenuta la licenza per l'estrazione del metano nei pressi di Gagliano Castelferrato aveva promesso proprio un piano di importanti investimenti per dare lavoro alle genti del territorio. L'idea di Mattei era quella di creare a Gagliano una sorta di sinergia tra il tessile e chimica [8]ma quasi fatalmente, egli perì proprio nel viaggio aereo di ritorno da Catania a Milano. Il polo tessile che nacque solo successivamente, finì nel nulla già alla fine degli anni '90.

Oggi, con la chiusura della miniera di Pasquasia (fu la maggiore in Sicilia) e di quella di Floristella-Grottacalda nei pressi di Valguarnera Caropepe dove Luigi Pirandello ambientò Ciàula scopre la luna l'attività estrattiva non costituisce più un settore rilevante. Pur essendo mutate le prospettive del cuore di Sicilia i problemi storici del territorio, costituiti dalla disoccupazione e dalla carenza idrica continuano a bloccarne lo sviluppo. Oggi si registra ancora una forte disoccupazione, superiore alla media nazionale, un fenomeno purtroppo comune nel sud Italia ed accentuato in alcune aree dell'ennese. La disoccupazione che si aggirava intorno al 32% ancora nel 1999, negli ultimi anni ha fatto registrare una inversione di tendenza e pur essendo alta è attestata intorno al 22% [9]. Il reddito medio pro-capite è di circa il 67% rispetto al valore nazionale. La crisi idrica è invece dovuta principalmente alla difficile orografia del territorio, che richiederebbe forti investimenti mirati per una corretta gestione delle risorse idriche data la presenza di prolungati periodi siccitosi [10], ed alla inefficienza della rete distributiva. Rispetto alle altre province siciliane, quella di Enna soffre in misura limitata delle infiltrazioni mafiose e la microcriminalità non è una emergenza così come in altre aree del paese.

 

 Agricoltura, allevamento e pesca

Le arance, prodotto tipico di Catenanuova
Le arance, prodotto tipico di Catenanuova

Le attività agricole sono in provincia le più rilevanti. Le aziende agricole registrate sono circa 5.000 ed in buona parte hanno dimensioni elevate rispetto al contesto regionale ma sono spesso limitate alla conduzione familiare. [11] Inoltre sono diverse le imprese operanti nell'indotto agricolo. Oltre la metà della superficie territoriale risulta coltivata anche se in larga parte nella coltivazione estensiva del pregiato grano duro. Altre colture importanti sono quelle riguardanti l'olivo per la produzione di olio di oliva e del mandorlo. Nella piana di Catenanuova, si trovano aranceti ed inoltre, si produce uva da tavola e da vino e lo zafferano ma si tratta di produzioni marginali. [12].

Fra le specialità del territorio vi è la Pesca tardiva di Leonforte e la Fava larga di Leonforte.

Nella provincia si pratica l'allevamento di bovini,suini ed ovini. L'allevamento tradizionale della provincia era costituito dal tipico allevamento estensivo, quindi fondato sl pascolo brado e transumante, siccome le mandrie miste di bovini e caprini, con la scorta di numerosi cavalli, trascorrevano l'inverno sui monti Nebrodi per scendere nella valle del Dittaino dopo la mietitura, dove i pastori si assicuravano le stoppie dagli agricoltori, consentendo ai propri animali di vivere di paglia fino all'aratura degli stessi terreni. Le grandi mandrie miste costituivano singolare visione di un mondo pastorale dalle radici millenarie .[13]. L'allevamento moderno tende sempre di più alla stabilità e alla dipendenza dalle risorse foraggere di una identica proprietà.

 

 Industria ed energia

In provincia si è sviluppato modello di imprese di tipo medio-piccolo. Alla camera di commercio risultano registrate circa 8.000 aziende mentre vi sono circa 7.000 unità locali produttive. Gli occupati dell'industria sono in tutto meno di 20.000 e la maggioranza delle imprese opera nell'edilizia [14] , settore in forte espansione soprattutto ad Enna Bassa. Inoltre, importante è la manifattura artigianale e le attività industriali legate al settore del legname, dei mobili e dei fiammiferi nell'area nord della provincia, il tessile è stato sviluppato in diverse aziende tra Valguarnera Caropepe e Gagliano Castelferrato, con un polo che dà lavoro a 1.000 operai oltre all'indotto, mentre tra Regalbuto e Centuripe sorge un complesso di industrie chimiche, attive nella lavorazione della gomma e nella produzione di attrezzature subacquee.
La più importante area industriale della provincia è il
Polo Industriale di Enna (o del Dittaino) dove sono presenti più di 30 aziende operanti nei settori tessile, alimentare ed hi-tech.

In provincia è in crescita la produzione di energia eolica, grazie alla centrale di Nicosia, ed è in fase di costruzione una centrale che produrrà energia dalle biomasse unica nel sud Italia.

 

 Terziario

Negli ultimi decenni, l'economia dell'Ennese ha seguito una netta tendenza alla terziarizzazione, soprattutto nel capoluogo, dove la presenza degli uffici amministrativi, del commercio, del governo, e dell'università, generano una prevalenza della classe impiegatizia.

Anche se rilevante, l'importanza del turismo ha subito una contrazione in termini di occupati dell'indotto. Infatti alcuni centri pur di livello internazionale come Piazza Armerina sono troppo legati al turismo di tipo «mordi e fuggi». Essendo poco sviluppata la opportunità data dal turismo le strutture ricettive non sono diffuse come nel resto della regione e la permanenza media nelle strutture ricettive non supera i 2,4 giorni. L'area a nord della provincia, e soprattutto Troina, Nicosia e Sperlinga, sta godendo di positivo risveglio del turismo, costituito in prevalenza da viaggiatori europei.

 

 Progetti in corso

La provincia di Enna è interessata da alcuni significativi progetti di sviluppo già giunti in fase avanzata: la realizzazione del Campus Universitario di Enna, il cui progetto è già stato finanziato dall'INAIL per 78 milioni di euro, e il cui inizio dei lavori è in corso[15]; l'apertura del Parco Tematico di Regalbuto, un mega-parco divertimenti da 600 milioni, di cui cinque sesti privati, per cui è già iniziato l'esproprio dei terreni sulle rive del lago Pozzillo, dove si stanno costruendo 2 grandi hotel, due aree di pre-parco, un campo da golf, 9 aree di attrazione tematiche oltre a cinema, discoteche e ristoranti.[16] Oltre a questa grande impresa per il turismo, è in corso la ristrutturazione della Villa del Casale con 25 milioni di provenienza provinciale e regionale, con i quali si completerà il recupero dei mosaici e si risistemerà totalmente l'esterno, con la costruzione di un centro commerciale e di parcheggi. Inoltre, per quanto concerne il settore secondario, 20 imprenditori cinesi hanno richiesto l'acquisto di 50 ettari di terreno nel Polo Industriale di Enna, per impiantarvi show room, uffici ed attività industriali.[17] Ingenti finanziamenti statali, approvati con la Legge Finanziaria 2007, consentiranno il rifacimento della rete stradale provinciale per investimenti di 150 milioni, e delle reti idriche e fognarie di tutta la provincia, per ulteriori 130 milioni.[18]

 

 Cultura

 

 Istruzione

In provincia sono presenti istituzioni scolastiche di tutti gli ordini e gradi. Massimo polo è il capoluogo dove si trovano quasi tutte le scuole secondarie. Istituti scolastici di secondo livello si trovano inoltre a Piazza Armerina, Agira, Aidone, Barrafranca, Catenanuova, Centuripe, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia, Piazza Armerina, Regalbuto, Troina e Valguarnera Caropepe.

 

 Università

L'Università Kore (UKE), fondata nel 2004 è la quarta università della Sicilia. È l'unico ateneo siciliano nato dopo l'Unità d'Italia, e rappresenta una importante occasione di sviluppo per Enna tramite anche l'indotto da essa generato. Frequentata da 10.000 studenti, è stata visitata da tre Presidenti della Repubblica: Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi e Francesco Cossiga. È la nona università italiana per percentuale di studenti provenienti da fuori provincia (71% contro il 38 medio degli altri atenei siciliani) rappresentanti peraltro di tutte e 20 le regioni italiane[19] Ha corsi distaccati a Piazza Armerina (Scienze del Turismo) e a Nicosia (Agraria).

Lu signuri di li fasci a Pietraperzia
Lu signuri di li fasci a Pietraperzia

 

 Folklore e fede

Il folklore e la cultura popolare si manifestano nel territorio ennese durante tutto il corso dell'anno. Si va dal popolare Carnevale di Regalbuto alle numerose feste patronali, fra le quali va ricordata la Madonna della Visitazione il 2 luglio ad Enna, la Madonna delle Vittorie ed il noto il Palio dei Normanni a Piazza Armerina, il 13 e il 14 luglio, San Prospero martire dalla penultima all'ultima domenica di settembre a Catenanuova.

Enna è sede del Concorso Internazionale per musicisti e cantanti lirici Francesco Paolo Neglia e del Concorso letterario Nino Savarese; anche a Leonforte e a Catenanuova si svolgono Premi letterari di rinomanza regionale.

La Settimana Santa è molto sentita in provincia dove si tengono diverse manifestazioni religiose affidate a delle storiche confraternite.

Ad Enna si tiene la manifestazione più importante, con ben 15 confraternite a sfilare il Venerdì Santo lungo le vie cittadine. A Pietraperzia sempre il venerdì santo si svolge il rito del Signore delle Fasce, dove i fedeli reggono un nastro di diverso colore che confluisce assieme a centinaia di altre fasce in un grande crocifisso, retto dai confrati e portato in processione; anche la Pasqua di Catenanuova è molto sentita.

La processione della Madonna il 2 luglio ad Enna
La processione della Madonna il 2 luglio ad Enna
Festa patronale di San Prospero martire a Catenanuova
Festa patronale di San Prospero martire a Catenanuova
PeriodoRicorrenzaCittà di
2 gennaioFesta di San SilvestroTroina
11 gennaioFesta del Ringraziamento a San FilippoAgira
10/11/12 febbraioSfilate in maschera di CarnevaleNicosia
12 febbarioSfilata carri allegorici del Carnevale regalbuteseRegalbuto
19 marzoFesta e tavolate in onore di San Giuseppe (pomeriggio)Enna, Leonforte, Barrafranca, Catenanuova, Centuripe, Pietraperzia
MarzoSagra della Cassatella di AgiraAgira
Venerdì delle PalmeProcessione dell'Ecce Homo con via Crucis (tarda sera)Catenanuova
Domenica delle PalmeSacra rappresentazione vivente della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo (tardo pomeriggio)Catenanuova
Dal Lunedì al Giovedì SantoSettimana Santa di Enna con processioni al Duomo della città ogni ora delle 15 confraterniteEnna
Venerdì SantoSolenne Processione delle 15 Confraternite con i confrati "incappucciati"Enna
Venerdì SantoProcessione del Venerdì Santo del Signore delle fascePietraperzia
Venerdì SantoProcessione del Venerdì SantoTutti i comuni
Domenica di PasquaProcessione "A paci" ("La pace") incontro tra Cristo Risorto e la Vergine Maria (tardo pomeriggio)Enna, Catenanuova
Domenica di PasquaProcessione dei SantoniAidone
1 aprileFesta di San MicheleNicosia
AprileSagra della ricottaCenturipe
28 aprileMadonna della città Vecchia di PiazzaPiazza Armerina
1 maggioFesta e Processione di San Filippo NeroAidone
12 maggioU Signuri du Lacu (Il Signore del Lago), Processione in barca nel Lago di PergusaEnna, Villaggio Pergusa
12 maggioMadonna dei CalderaiEnna
MaggioFiera di PrimaveraEnna
12 maggioSagra della PrimaveraAssoro
22 maggioFesta di Santa Rita da Cascia (pomeriggio)Catenanuova
1/2 giugnoFesta di San Silvestro e Corteo StoricoTroina
13 giugnoFesta di Sant'Antonio di Padova (pomeriggio)Catenanuova
GiugnoCortili e Balconi FioritiPiazza Armerina
Giugno/LuglioInfiorata della Scalinata di Via Li VolsiNicosia
Luglio/AgostoStagione motoristica e automobilistica dell'Autodromo di PergusaEnna, Villaggio Pergusa
Luglio/AgostoRappresentazioni teatrali greche e classicheTeatro Greco di Morgantina
Luglio/AgostoRassegna Regionale di Pittura "Assoro Arte"Assoro
2 luglioFesta di Maria SS. della Visitazione, con Processione della Nave d'Oro e sparo di mortaretti e fuochiEnna
8 luglioFesta della MontagnaNicosia
AgostoPalio Nicosiano e Sagra del BiscottoNicosia
1/5 agostoAltari in onore della MadonnaNicosia
4 agostoFesta di San GiuseppeNicosia
8/9/10 agostoFesta di San GiacomoVillarosa
12/13/14 agostoPalio dei NormanniPiazza Armerina
15 agostoFesta della Madonna delle Vittorie, Patrona della DiocesiPiazza Armerina
SettembrePremio Internazionale di Musica "Francesco Paolo Neglia"Enna
SettembrePremio Letterario "Città di Leonforte"
1 settembreSagra della salsicciaCalascibetta
8 settembreFesta della Madonna della CatenaVillarosa
dalla penultima all'ultima domenica di settembreFesta Patronale di San Prospero martire e Maria SS. delle GrazieCatenanuova
6 ottobreSagra della pesca tardiva di LeonforteLeonforte
seconda domenica di ottobre"Il Parco in Festa" (tutto il giorno presso il Parco S. Prospero sito in C.da Censi, degustazione di prodotti tipici, carne alla brace, bande musicali, mostre)Catenanuova
10 novembreFesta della Madonna dell'UlivoEnna
8 dicembreFesta dell'Immacolata Concezione (pomeriggio)Catenanuova
12 dicembreSagra della Cuccia, dolce tipico di Santa LuciaPietraperzia
13 dicembreFesta di Santa Lucia (pomeriggio)Catenanuova
24 dicembrePresepe vivente con attori e comparseAgira
Natale/CapodannoSagra del Buccellato, dolce natalizio sicilianoNicosia

 

 Gastronomia

La provincia, essendo un territorio peculiare all'interno della Sicilia, ha sviluppato nei secoli una tradizione culinaria particolarmente ricca e varia, influenzata dal succedersi di dominazioni passate.
In particolare, si segnalano le storiche produzioni locali, alcune delle quali divenute popolari anche a livello nazionale. Tra di esse, nel campo dei
formaggi abbiamo il piacentino ennese, piacentinu ennisi in siciliano, speziato con pepe e colorato dal tipico zafferano; specialità centuripina è inoltre la ricotta locale, mentre tra i prodotti agricoli, le specialità di Leonforte, dove si coltivano le prelibate pesche tardive e la fava larga. Ad Enna, nelle colline pergusine, si ha l'olio d'oliva extravergine Colline Ennesi, per cui è stato richiesta la concessione del marchio DOP, di cui già si fregia, invece, il Pan Dittaino, prodotto anche integrale ed nelle varietà condite con olive, con pomodori secchi e con cipolle e commercializzato anche oltre l'ambito regionale .
La
pasticceria è comunque il maggiore punto di forza, con un piatto famoso come la cassatella di Agira, molto nota nella Sicilia orientale e centrale, farcita di un impasto di cacao, mandorle ed altri ingredienti. Il buccellato siciliano è servito in una varietà locale; a Villarosa prodotta la mostarda essiccata.

Antipasti e contorniPrimi piattiSecondi piattiDolciFrutta
Piacentino ennese (formaggio)Pasta incasciataInvoltino di vitelloCassatella di AgiraPesca tardiva di Leonforte
Ricotta di CenturipePasta con mollicaCarne in brodoBuccellatoFava larga di Leonforte
Olio extravergine di oliva Colline Ennesi (marchio DOP in fase di riconoscimento)Biscotto di NicosiaCaldarroste
Pan Dittaino (marchio DOP)Mostarda essiccata di Villarosa

 

 Dialetto

Il siciliano, nella variante metafonetica centrale [20] ma con alcune peculiarità locali è diffuso in provincia dove comunque forte ed importante è una comunità di ceppo gallo-italico introdotta dopo la riconquista normanni.

Piazza Armerina, uno dei centri Lombardi
Piazza Armerina, uno dei centri Lombardi

I Normanni infatti, intorno al XI secolo avviarono un grosso processo di feudalizzazione delle terre per lo sfruttamento delle notevoli superfici sino ad allora incolte. A questo scopo molti territori vennero ripopolati da diverse migliaia di coloni detti comunemente «lombardi» (più precisamente Langobardi) provenienti soprattutto dal Monferrato. Essi arrivarono ad ondate migratorie: la prima avvenne al seguito della regina Adelasia, moglie del gran conte Ruggero; una seconda e più imponente avvenne durante il regno di Guglielmo I ed una ulteriore si ebbe sotto il regno di Federico II. Le popolazioni mantennero inalterati per secoli usi, costumi, tradizioni e l'idioma. Si vennero ad affermare due parlate: da un lato il dialetto di ceppo gallo-italico, definito il vernacolo, tanto simile alla parlata francesizzata dell'Italia nord-occidentale ma assolutamente diverso rispetto al siciliano e dall'altro una particolare forma linguistica siciliana usata solo nei rapporti con le genti non lombarde. Oggi i principali centri lombardi sono proprio in provincia: Piazza Armerina, Aidone, Nicosia e Sperlinga. La parlata inoltre caratterizza San Fratello e Novara di Sicilia nel messinese e mantiene alcune tracce nella fonetica di Randazzo, Paternò, Caltagirone e San Michele di Ganzaria nel catanese.

Sino al XVII secolo era inoltre presente una etnia greca che costituiva un forte comunità soprattutto a Nicosia, ma di cui oggi rimangono solo alcune tracce nella fonetica locale e nelle denominazioni.

 

 Miti e leggende

La storia di Enna e della sua provincia è arricchita dal mito. La più importante leggenda a cui alcuni dei più grandi classici hanno dedidati i propri versi è il Ratto di Proserpina. La bella fanciulla Proserpina, Persefone o Kore, figlia di Cerere - dea delle messi adorata ad Enna e in tutto il mondo pagano - coglieva i fiori in riva al Lago di Pergusa, Plutone, re dell'Ade, vedendola se ne innamora ed emerge da una grotta rapendola e trascinandola con sé nell'oltretomba. Cerere, nonostante sia anch'ella una dea dell'Olimpo, dovette faticare ed interpellare perfino Zeus affinché il re degli inferi non si persuadesse a trattare. che spiega l'origine delle stagioni.

Il ratto di Prosepina di Luca Giordano
Il ratto di Prosepina di Luca Giordano

L'accordo tra Giove e Plutone stabilì che Proserpina potesse tornare sulla terra con sua madre per 6 mesi l'anno, e con la sua venuta i campi fiorivano e sbocciava la primavera, mentre al termine dell'estate il mondo tornava nel lungo letargo della cattiva stagione. Un mito, quello del Ratto, cui la provincia di Enna deve la sua stessa esistenza, ragion per cui ad esso e e alle divinità che ne sono coinvolte la città ha dedicato, fino al XXI secolo, la sua università Kore, sale pubbliche, auditorium.

In sua memoria, la Rocca di Cerere, sottostante il Castello di Lombardia, dove fino al 1000 vi erano le vestigia del grandioso tempio di Cerere, con le magnifiche statue trafugate dal governatore romano Verre, che fu denunciato da Cicerone in persona e processato.
Altri miti cui la Terra del Mito per eccellenza è legata sono quello di
Ercole e Iolao, che racconta della fondazione della cittadina di Agira, storico luogo patrio del grande Diodoro Siculo, per mano dell'eroe Ercole; quello della ninfa Ciane che si oppose al rapimento di Proserpina, e infine quello di Dafni, cui le ninfe insegnarono la pastorizia e Pan impartì la musica.


 

 Turismo

«In Grecia si possono soltanto ammirare in silenzio i resti di una civiltà morta per sempre; qui invece sembra che quanto si racconta degli Antichi resti attuale»
(Autore francese)
Pianta della Villa
Pianta della Villa

 

 Siti archeologici

 

 La Villa Romana del Casale

La Villa Romana del Casale, inserita nel 1997 dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanità per la sua unicità e rilevanza architettonica e artistica, è una villa imperiale tardo-romana portata alla luce in una serie di scavi succedutisi dalla ultima metà dell'Ottocento e ancora in corso, nei pressi di Piazza Armerina, non lontano da Enna. La Villa è celebre nel mondo per i suoi mosaici, che, occupando oltre 3000 mq di superficie, rappresentano la maggiore testimonianza d'arte musiva romana che si abbia ai nostri giorni. Il complesso monumentale è diviso in quattro grandi aree: l'ingresso coi resti dell'arco trionfale a tre arcate e cortile a ferro di cavallo; il vasto corpo centrale, che ruota attorno al peristilio dotato di vasca monumentale; il peristilio minore e i vani circostanti, ed infine il complesso termale, che riceveva acqua da un apposito acquedotto.

«Le fanciulle in bikini» noto mosaico della Villa del Casale
«Le fanciulle in bikini» noto mosaico della Villa del Casale

Tra i capolavori più noti, i mosaici degli Eroti Pescatori, della Piccola Caccia, quelli figuranti nell'immenso Corridoio della Grande Caccia e nella Basilica, di Ulisse che vince Polifemo, il Combattimento tra Eros e Pan, e quelli, diventati un cult, delle Ragazze in Bikini, della Lotta tra Ercole e i Giganti e i mosaici del Circo Massimo di Roma.
Sono oltre 5000.000 i turisti, provenienti da tutto il mondo, che visitano annualmente la Villa, per il cui completo restauro sono già stati stanziati da Provincia e Regione oltre 20 milioni di euro.

 

 Morgantina

Importante sito archeologico è inoltre l'antica città di Morgantina (III secolo a.C.), nel comune di Aidone, a 14 km da Piazza Armerina, con il teatro antico recentemente rivalutato e reso oggetto di manifestazioni e spettacoli. Da qui provengono la Venere di Morgantina, attualmente nel Paul Getty Museum di Los Angeles, in California, un tesoro ("Tesoro di Morgantina"), costituito da 15 pezzi d'argento, e il vaso di Eufronio, di cui sono in corso le trattative per la restituzione. Altri reperti sono custoditi nel "Museo archeologico di Aidone".

Morgantina, uno dei siti archeologici meglio preservatisi della Sicilia, svela nelle sue pietre millenarie, venute alla luce da pochi decenni nei pressi di Aidone, a sud di Enna, oltre mille anni di storia, dalla sua fondazione come villaggio indigeno alla sua distruzione, passando per l'epoca di massimo splendore, raggiunta nel III sec. a.C. con l'ellenizzazione. a quei tempi, lo sparuto villaggio fiorì e assurse al ruolo di uno dei più potenti centri della Sicilia interna. Oggi, tra gli scavi tuttora in corso, spiccano il Teatro Greco restaurato e funzionante in estate, l'Ekklesiasterion, la Cittadella coi mosaici greci.


 

 Altri siti archeologici

Altri siti di un certo interesse sono:

  • la necropoli di Realmese a Calascibetta, con 300 tombe a grotticella e quella di Cozzo matrice, sulla conca pergusina;
  • le terme di Centuripe, il Museo Civico di Centuripe e l'antistante Tempio degli Augustali, e le terme di Troina.
  • il sito di Cozzo Matrice, sede dell'antico santuario di Kore (Proserpina), che conserva inoltre tracce di un'antica officina, di costruzioni arcaiche e i resti di una necropoli rupestre.
  • il Fondaco Cuba di Catenanuova.

 

 Castelli

Scorcio della Cittadella del Castello di Lombardia ad Enna
Scorcio della Cittadella del Castello di Lombardia ad Enna

L'ennese è stato definito spesso anche come la «Provincia dei castelli» per la particolare ricchezza di manieri del territorio. Il capoluogo, che sin dalla fondazione dei Sicani circa tremila anni fa venne pensata subito come una munita roccaforte militare è definita come l'Urbs Inexpugnabilis. Oggi Enna possiede due importanti manieri: il Castello di Lombardia e la Torre di Federico II.
A
Sperlinga, si trova la storica fortezza che fornì rifugio agli Angioini durante la guerra del Vespro nel XIV secolo. Il castello è stato ricavato nella nuda roccia come l'analoga fortezza di Gagliano Castelferrato dove amava soggiornare Federico III. Altre importanti fortificazioni medioevali sono i castelli di Nicosia, Aidone, Pietraperzia e Piazza Armerina.

 Musei

Nella provincia di Enna sono presenti diversi musei, che espongono collezioni d'arte ed archeologiche. Ad Enna sono quattro i musei più importanti: il Museo Alessi, il Museo Archeologico, il Museo della Fede e Tradizione ed il Museo della Sicilia in 3D. L'Alessi custodisce migliaia di monete antiche, il Tesoro del Duomo, con opere d'oro e vari gioielli d'epoca barocca ed inoltre oggetti risalenti alla prima guerra servile scoppiata proprio in città contro i Romani. Il Museo Archeologico di Enna, nel barocco Palazzo Varisano che ospitò Giuseppe Garibaldi, offre una panoramica a 360° dell'archeologia provinciale, con reperti provenienti da numerosi siti, tra cui Morgantina è il più famoso. Sempre a Enna vi sono il Museo della Fede e della Tradizione, annesso all'antica Chiesa di San Leonardo, con ceramiche di Caltagirone raffiguranti i momenti salienti della Settimana Santa ennese ed il Museo Multimediale della Sicilia in 3D.

A Piazza Armerina si trova il Museo Diocesano, ed è in costruzione un Museo Archeologico, mentre ad Aidone, nell'ex Convento dei Benedettini, ha sede il Museo Archeologico di Morgantina, che esibisce diversi reperti (tra cui vasi, ceramiche, utensili) provenienti dai vicini scavi archeologici. A Centuripe nel'area archeologica e nei pressi del Tempio degli Augustali, si trova il Civico Museo Archeologico, che conserva numerose statue, busti, vasi di fattura romana.

Il museo più originale è quello di Villarosa esso infatti è dedicato alla ferrovia. Chiamato Museo Ferroviario dell'Arte Mineraria e della Civiltà Contadina di Villarosa, espone delle collezioni su un treno d'epoca ed ha permesso di mantenere un certo flusso di passeggeri nella stazione cittadina. A Nissoria e Villapriolo vi sono musei etnoantropologici e ad Assoro si trova la casa musealizzata del pittore Elio Romano ad Assoro.

 

 Chiese

Per approfondire, vedi la voce Chiese e conventi di Enna.

La provincia è ricca di chiese di elevato valore sotto il profilo artistico-architettonico, in prevalenza risalenti al Basso Medioevo, dal Trecento all'età barocca. Tra le più importanti da segnalare, figurano sicuramente le quattro basiliche. Il Duomo di Enna è la principale: eretto nel Trecento per volere della moglie di Federico III d'Aragona, la regina Eleonora d'Angiò, fu originariamente una chiesa gotica, anche se un crollo che sovvenne nel Cinquecento portò a una ricostruzione in chiave normanna, sveva e poi barocca. Fusione di stli diversi, il Duomo di Enna è famoso per la sua campana, la più grande di Sicilia, situata dentro un'imponente torre campanaria cui si accede da una grande scalinata, per il suo pregevole soffitto ligneo, per la barocca Porta del Giubileo e per il ricchissimo Tesoro di ori e pietre preziose. La Cattedrale di Piazza Armerina è una chiesa normanna tra le più maestose della Sicilia, la cui celebre cupola verde svetta sulla cittadina rappresentandone oramai quasi un'icona. A Nicosia si trova l'altra Cattedrale, dal sublime campanile in stili diversi e con un notevole chiostro con cortile. Assoro, inoltre, ospita un'antica basilica a cinque navate, ambiente immenso e austero, poco noto dai turisti, consacrato al culto di S. Leone, il papa originario della provincia di Enna. Anche a Troina, infine, nella parte più alta della cittadina, sorge una cattedrale degna di nota; costruita nella seconda metà dell'XI secolo per volere del Granconte Ruggero, e rimaneggiata in epoca barocca, la chiesa possiede una torre campanaria a quattro ordini e sporge su un vasto panorama che sconfina nel profilo dell'Etna.
Da ricordare infine le Chiese di S. Michele Arcangelo, S. Francesco d'Assisi, Papardura, S. Cataldo e Montesalvo ad Enna, Fundrò e S. Anna a Piazza Armerina, e S. Maria Maggiore, con un quadro di
Velazquez, a Nicosia.

 

 Sport

 

 Automobilismo sportivo

L'Autodromo di Pergusa, il più importante circuito del Mezzogiorno
L'Autodromo di Pergusa, il più importante circuito del Mezzogiorno

Tra gli impianti sportivi, spicca l'Autodromo di Pergusa, nel capoluogo, un circuito automobilistico ovale della lunghezza di 4950 m in senso ororario che cinge il Lago Pergusa, con 10 curve a destra e 6 a sinistra, e le varianti Piscine, Proserpina, Schumacher e Zagaria, un rettilineo di partenza lungo 300 m, cui si aggiungono 34 box di 80 mq ciascuno ed un paddock ampio 20.000 mq. Sono queste le cifre principali dell'Autodromo di Pergusa, il fiore all'occhiello delle strutture agonistico- motoristiche della Sicilia. Altre strutture di cui l'Autodromo dispone sono le tribune centrali coperte di 4.000 posti a sedere e quelle su pit-lane, il cinema-arena, le sale stampa, l'eliporto, i bar e gli impianti periferici.
Un grande complesso pensato nel
1951 dall'allora Amministrazione comunale di Enna, che fece partire i lavori di disegnamento di una pista sulla carcassa di una stradella pre-esistente, attorno al Lago di Pergusa. Dopo alterne vicende, nel 1961 la pista fu pronta al gran debutto col 2° Gran Premio di Formula 1 dell'anno, che si disputò il 27 agosto; in seguito, si corsero a Pergusa i Gran Premi di Formula 2 (il Gran Premio di Enna), di Formula 3000, i numerosi campionati nazionali e regionali, i rally annuali e, punto clou, il Ferrari Day del 1997, quando Michael Schumacher diede spettacolo in eurovisione, riuscendo a polarizzare oltre 100.000 appassionati provenienti da numerose regioni d'Italia nel piccolissimo Villaggio Pergusa[21].
Ma la storia dell'Autodromo di Pergusa non è affatto finita: a seguito del ritiro delle licenze dalle federazioni internazionale e nazionale
FIA e CSAI, avvenuta nel 2004 per l'esigenza di adattare il circuito agli ultimi standard di sicurezza, è in corso l'esproprio di 24.000 mq di terreni per avviare i lavori necessari alla realizzazione di una nuova uscita di sicurezza, oltre all'impiantazione di sistema di videosorveglianza a circuito chiuso ed altre opere minori, finanziati dal CONI per 3,5 milioni di euro e che avranno il via nel 2007 per rientrare nella stagione motoristica dell'anno.

 

 Atletica e sport

Sono inoltre diversi gli impianti ordinari che servono le più disparate attività sportive, che si accentrano ad Enna e nei centri più grossi o più distanti dal capoluogo. Da ricordare la pista di atletica leggera di Enna Bassa che lavori di ristrutturazione stanno trasformando in un centro di importanza regionale, con le tribune e le corsie di gara ampliate, una palestra di riscaldamento muscolare, ed altre strutture annesse.

Tra le società sportive, in Serie A giocano due squadre di pallamano, l'Heanna del capoluogo e il Regalbuto della cittadina lacustre; la maggior parte dei team calcistici milita al contrario in Eccellenza (maggiore campo è lo Stadio Generale Gaeta di Enna), mentre migliori posizioni hanno le squadre di altri sport come la pallavolo.

Importanti attività acquatiche si svolgono nei laghi Nicoletti e Pozzillo, due dighe che, per le loro caratteristiche, come la grandezza e la versatilità, fanno della provincia il leader regionale per l'intensità e la qualità delle gare di sci nautico, canoa, surf e altri sport lacustri, oltre alla pesca praticabile sulle rive di una decina di invasi. Si svolgono regolarmente sul Nicoletti e sul Pozzillo raduni e campionati regionale in varie attività acquatiche.

La caccia, infine, è possibile nell'Ennese grazie alla presenza di numerose riserve apposite, preferite dai cacciatori siciliani per la ricchezza della selvaggina presente.

Vista parziale di Sperlinga
Vista parziale di Sperlinga

 

 Amministrazioni

La provincia è costituita da 20 comuni.

  • Agira
  • Aidone
  • Assoro
  • Barrafranca
  • Calascibetta
  • Catenanuova
Leonforte
Leonforte
  • Centuripe
  • Cerami
  • Enna
  • Gagliano Castelferrato
  • Leonforte
  • Nicosia
  • Nissoria
  • Piazza Armerina
  • Pietraperzia
Mistretta, tra i comuni interessati a passare alla provincia di Enna
Mistretta, tra i comuni interessati a passare alla provincia di Enna
  • Regalbuto
  • Sperlinga
  • Troina
  • Valguarnera Caropepe
  • Villarosa

Questa lista potrebbe subire cambiamenti perché da alcuni anni una decina di comuni nebroidei della Provincia di Messina hanno manifestato la volontà di avviare l'iter per aggregarsi alla provincia. L'allargamento, darebbe lo sbocco al mare alla provincia con i comuni di Santo Stefano di Camastra, Tusa e Caronia. [22].

 

 Personalità

  • Napoleone Colajanni (nonno) - storico parlamentare nazionale per decenni e leader politico
  • Nino Savarese - famoso narratore
  • Sant'Elia di Enna - santo
  • San Felice da Nicosia - santo
  • Diodoro Siculo - primo storico delle civiltà occidentali

 

 Bibliografia

  • Un telegramma cambiò la storia. «La Sicilia», 6 dicembre 2006, 15.
  • Pergusa, storia di un autodromo. «La Sicilia», 26 ottobre 2001/«Enna On Line», n. 22 settembre 2006, 3.
  • Note di regia. «Enna Provincia», dicembre 2006, 20-21.
  • Enna e provincia, Guida verde Touring Club Italiano, Milano 2001.
  • Enna: città museo, Giovanni Montanti, Il Sole Editrice.
  • Poesie e proverbi nella parlata Galloitalica di Aidone di Gaetano Mililli, Bonfirraro Editore.
  • Il meglio tempo - I fasci nella Sicilia interna di Enzo Barnabà, edizioni Il Lunario, Enna, 1998.
  • Momenti di lotta e conquiste dei minatori ennesi di Mario Mangione.

 

 

Enna

Wikipedia:WikiProject/Progetto geografia/Antropica/Comuni Enna
Stato: Italia
Regione: Sicilia
Provincia: Enna
Coordinate:
Latitudine: 37° 34′ 0′′ N
Longitudine: 14° 16′ 0′′ E
Mappa
[1]
Altitudine:931 m s.l.m.
Superficie:357 km²
Abitanti:
28.47631-12-04
Densità:81 ab./km²
Frazioni:Enna Bassa, Pergusa, Borgo Cascino, Calderari, 
Comuni contigui:Agira, Aidone, Assoro, Calascibetta, Caltanissetta (CL), Gangi (PA), Leonforte, Piazza Armerina, Pietraperzia, Santa Caterina Villarmosa (CL), Valguarnera Caropepe, Villarosa
CAP:94100 94010
Pref. tel:0935
Codice ISTAT:086009
Codice catasto:C342 
Nome abitanti:ennesi 
Santo patrono:Maria SS. della Visitazione 
Giorno festivo:2 luglio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
«Era quello il centro più imponente, più esteso, più ricco che i Bizantini possedessero in quelle contrade!»
(Iscrizione araba)

Enna (fino al 1926 Castrogiovanni, Castrianni in siciliano) è un comune di 29.072 abitanti, capoluogo della provincia omonima e nota come il Capoluogo di Provincia più Alto d'Italia, per via dell'altitudine del centro abitato che tocca i 970 m s.l.m..

Vista della città da nord
Vista della città da nord

La città è inoltre celebre sotto i motti di Urbs Inexpugnabilis, come i romani la definirono per la sua imprendibilità, Ombelico di Sicilia, grazie alla sua centralità geografica rispetto all'Isola, e Belvedere di Sicilia, per le superbe vedute panoramiche che da qui si hanno su gran parte della regione.

Dopo un passato glorioso che la vide, già da oltre tre millenni orsono, roccaforte privilegiata per sicani, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi e aragonesi, Enna vive oggi un periodo di rinnovato sviluppo e accresciuto prestigio sul piano nazionale ed internazionale, grazie principalmente alla sua moderna università, al suo Autodromo di Pergusa in cui si disputarono numerosi gran premi della Formula 3000 e della Formula 2 (Gran Premio di Enna), ed al suo polo industriale, leader in tutta l'Italia centro-meridionale in materia di produzione di energia attraverso lo sfruttamento delle biomasse, ma grazie altresì alle grandiose tracce che una storia lunga e fiorente vi hanno impresso, che si rivelano nel suo castello, nelle sue torri, nei suoi quartieri più antichi e nel centro storico ricco di grandi chiese, pregevoli palazzi ed eccezionali belvederi.

 

 Geografia

 

 Territorio

Enna sorge in cima a un imponente altipiano che svetta sulla valle del Dittaino a 948 m d'altitudine, avente forma di V dolce o, secondo altre interpretazioni, di piramide mozzata, nel centro geografico della Sicilia. Fa parte della catena dei monti Erei, rilievi calcarei e arenacei non assai sviluppati in altezza che costituiscono la maggiore presenza orografica della provincia ennese.

Il versante settentrionale del monte è assai ripido e ha un maggiore dislivello rispetto agli altri, ragion per cui è ammantato da un ampio bosco. Quello meridionale, invece, è notevolmente urbanizzato, poiché costituisce un importante passaggio tra la città alta e quella bassa, che si sviluppa ai piedi dell'altopiano.

Il comune di Enna rientra tra i primi 30 comuni più estesi d'Italia: il suo territorio occupa infatti una superficie di 357,14 kmq, la porzione centro-occidentale della Provincia, costituiti prevalentemente di rilevi aventi altitudine estremamente variabile, compresa tra la minima di 230 m s.l.m. e la massima di 990 corrispondente alla cima del monte su cui sorge la città e ove aveva sito l'acropoli antica.

Circa 10 km a sud del centro storico si trova il lago Pergusa, a 677 m s.l.m, caratterizzato da un bacino endoreico, importante luogo di sosta e svernamento per decine di specie di avifauna attorno alle cui rive si snoda l'omonimo circuito automobilistico, il più importante dell'Italia meridionale.

Per quanto concerne i fiumi, quelli che scorrono nel territorio di Enna hanno principalmente carattere torrentizio, se si escludono il Dittaino,affluente del Simeto ed il Salso o Imera meridionale. Enna è comunemente suddivisa in due "macro-aree", Enna Alta ed Enna Bassa, cui si aggiunge Pergusa, pur essendo una frazione. Tutte e tre sono aree urbane nettamente separate dal punto di vista geografico.

 

 Enna Alta

Scorcio del centro storico visto dalla Torre Pisana
Scorcio del centro storico visto dalla Torre Pisana

Enna Alta (spesso detta semplicemente Enna) sorge su un monte tra i 940 e i 970 m d'altitudine; essa fu a lungo, fino al primo dopoguerra, l'unico insediamento urbano del capoluogo ereo, ed ha origini millenarie.

Enna alta ha forma approssimata di una sorta di freccia triangolare: nel settore orientale vi è il quartiere Lombardia che prende nome dall'omonimo castello, il più imponente della Sicilia, non lontano dal Duomo di Enna, dai Musei Alessi, Archeologico e della Fede e Tradizione.

Il centro storico si snoda lungo Via Roma, con le sue ampie e belle piazze - tra cui notissimo è il belvedere che offre vedute uniche - pullulanti di boutique e negozi alla moda, le numerose chiese e diversi monumenti, oltreché le principali istituzioni ed enti (provincia, comune, prefettura, teatro, banche e assicurazioni, genio civile).

A sud vi sono le aree urbane più basse rispetto al centro storico, vale a dire Valverde, il quartiere più antico, ricchissimo di caratteristiche viuzze strette e tortuose, pittoreschi bagli e ponti carezzati da uno dei tramonti più spettacolari dell'isola, e Fundrisi, d'altrettanto fascino e sapor d'antico.

Il Monte è il quartiere più moderno, ed è attraversato dai Viali Diaz e IV Novembre, che si incrociano con Via Libertà (terminale della centralissima Via Roma) in uno dei più trafficati quadrivi della città. Da segnalare: la Torre e la Villa di Federico II, la Chiesa di Montesalvo con l'obelisco che indica il centro geografico della Sicilia, lo Stadio Comunale. In questa area, un tempo occupata da un bosco con i roveri più meridionali al mondo, dei quali rimane un unico esemplare in Via Cavalieri di Vittorio Veneto, su una motta naturale sorge la ottagonale Torre di Federico II, un importante monumento svevo di notevolissima fattura.

 

 Enna Bassa

Enna Bassa è anche detta Sant'Anna perché attorno al nucleo originario vertente sulla chiesetta di Sant'Anna, si sono recentemente sviluppati quartieri residenziali, ampi viali, aree commerciali all'ingrosso, uffici e attività varie, anche grazie alla notevole spinta propulsiva rappresentata dall'Università Kore di Enna, che ivi ha sede. Sorge sulle dolci colline a valle di Enna sul versante sud, ad un'altitudine inferiore ai 700 m. Enna Bassa è uno degli snodi viari più rilevanti della Sicilia interna, giacché vi si incrociano tre strade statali e una provinciale, e detiene inoltre un ruolo d'eccellenza nei servizi universitari e nel settore edile, grazie al boom demografico che la interessa dagli anni novanta.

 

 Pergusa

Pergusa è la maggiore frazione della città, e dista 10 km dal centro; ha una popolazione residente assai ridotta, circa un migliaio di abitanti, tuttavia vi è sviluppatissima l'edilizia di villeggiatura. Infatti, a Pergusa si concentrano la gran parte degli hotel, dei bed and breakfast e degli agriturismi di Enna, molti abbracciano il lago in un magnifico scenario paesaggistico, molto apprezzato dal turismo che verte su questa rinomata località.

La Riserva Naturale Speciale Lago di Pergusa, che ingloba il piccolo abitato del villaggio, è la più importante della Sicilia centrale, e vanta una ricchissima avifauna che sverna, transita o risiede nell'area faunisticamente più importante dell' Isola. La Riserva comprende il bacino del Lago Pergusa, di 1,8 kmq, e un'ampia area che lo circonda, ospitante la Selva Pergusina, frequentata pineta attrezzata, il giuncheto e altre aree di spiccato pregio naturalistico.

 

 Trasporti

A19 Catania-Palermo, uscita di Enna.
A19 Catania-Palermo, uscita di Enna.

Enna, essendo situata nel cuore dell'Isola, riveste un ruolo di primo piano nelle vie di trasporto dell'entroterra siciliano. Sono oltre 146 le autolinee dirette attive tra Enna e innumerevoli città della Sicilia, dell'Italia peninsulare e settentrionale, della Francia e della Germania, in gran parte gestite dalle due maggiori compagnie siciliane d'autotrasporti, ambedue aventi sede ad Enna per la strategica posizione, la SAIS Autolinee e la Interbus.

Ciò è possibile anche poiché la città è servita da diversi assi di comunicazione terrestri d'importanza nazionale o regionale. È infatti raggiungibile con l'autostrada A19 Palermo-Catania (E932), il cui svincolo per Enna detiene il record del viadotto più lungo della Sicilia. Nei pressi dello svincolo si trovano le stazioni di servizio ed aree di sosta e soccorso sanitario di Sacchitello e Mulinello. L'accesso è fuori dall'abitato, in fondovalle; per raggiungere la città alta e quella bassa si possono imboccare la strada statale 117 bis o altre strade provinciali. Il territorio di Enna è attraversato altresì dalla predetta strada statale 117 bis, che funge da scorrimento veloce per Caltanissetta e per Catania, e da numerose strade provinciali, tra cui la Sp1 che assicura gran parte del traffico tra Enna alta ed Enna bassa.

Enna è inoltre attraversata dalla linea ferroviaria Catania-Palermo, allacciata a sua volta con Caltanissetta ed Agrigento. Sono presenti due stazioni passeggeri, di cui quella centrale si trova 3 km a valle del centro storico, ed una per stoccaggio e carico delle merci, a Dittaino.

Sono 6 le principali linee di autotrasporto pubblico urbano attive ad Enna. Di queste, 1 percorre soltanto le vie del centro, mentre altre 4 collegano quest'ultimo ad Enna Bassa ed 1 al Villaggio Pergusa.

 

 Clima

Scorcio di Piazza Vittorio Emanuele avvolta nella nebbia.
Scorcio di Piazza Vittorio Emanuele avvolta nella nebbia.

Il clima di Enna è assai speciale: se, infatti, l'altitudine superiore ai 900 m sul livello del mare, imporrebbe un clima continentale, il fatto di trovarsi in Sicilia, a poche decine di chilometri dal mare oltreché a una latitudine relativamente bassa, implicano un tempo climatico particolare e raro. Anzitutto, bisogna differenziare Enna alta (posta fino a 970 m s.l.m.) da Enna Bassa e Pergusa (700-750 m s.l.m.): sovente la temperatura a Enna alta è inferiore di 2-3° C. L'inverno è piuttosto rigido, con temperature comunque quasi sempre sopra lo zero anche se di poco, ed è caratterizzato da precipitazioni abbastanza copiose, soprattutto piovose (ormai nevica sempre meno, di norma 2 volte l'anno).

La nebbia caratterizza l'autunno soprattutto ad Enna alta, mentre a Enna bassa essa è più rara e meno intensa. La primavera è abbastanza fresca, con temperature superiori ai 10-15° C, mentre in estate la continentalità climatica si manifesta con le alte temperature (sopra i 25-30° C), ma che raramente degenerano in afa e, normalmente, sono perfette per il flusso turistico e per la villeggiatura che vede, in provincia, la "capitale" in Pergusa: grazie al Lago Pergusa, l'unico propriamente naturale della Sicilia, il clima è più fresco e temperato, e la maggior parte degli ennesi ha una villa o una seconda casa nei pressi del lago, attorno al quale si sviluppano il già citato autodromo oltre a numerosi hotels, bed and breakfast, agriturismi e ristoranti. Il comune di Enna è inserito nella fascia climatica E: vale a dire che è consentito l'utilizzo di impianti di riscaldamento per un massimo di 14 ore dal 15 ottobre al 15 aprile.

 

 Storia

La Rocca di Cerere, legata al culto di Cerere ai tempi dei Sicani
La Rocca di Cerere, legata al culto di Cerere ai tempi dei Sicani
«Qui sempre son fior,
qui mai non verna,
qui ride il suol di primavera eterna!»
(Ovidio)
«Gli abitanti di questa città sembran tutti sacerdoti della dea Cerere»
(Marco Tullio Cicerone)
«Lassù, nella sua solitudine, questa città sembra incurante del suo passato»
(Roger Peyrefitte)

Enna ha origini incerte antecedenti all'influsso greco risalenti al XIV secolo a.C.: un villaggio, una necropoli e un tempio risalenti al Neolitico sono stati rinvenuti sui colli attorno al Lago di Pergusa, ed in particolare sul colle detto di Cozzo Matrice. Diversi latri insediamenti nascono attorno l'età del rame e quella del bronzo sulle colline che circondano l'altura ennese, tra essi in parte già indagati, i centri anonimi di Capodarso, Juculia, Contrada Rossi. Un insediamento di una popolazione indigena, da alcuni identificata con i sicana sarebbe agli albori della presenza umana sul monte che, però, a causa della continua utilizzaione urbana, non ha sinora consentito grandi ricerche nell'ambito pre e protostorico. Nel XI secolo a.C. genti che possono essere identificate con il popolo siculo,si stabilirono sull'altura. Questa presenza viene tra l'altro, confermata dalla permanenza di un dialetto arcaico fortemente caratterizzato da aspetti tipici del siculo come la presenza di una K senza alcun segno di palatalizzazione e della U mai iotacizzata. Da recenti ritrovamenti, il primo insedimento può porsi durante l'età del rame lungo la vallata del Torcicoda, il torrente che scaturisce dai pendi meridionali della città e che da sempre rappresenta la principale via di penetrazione verso l'altipiano.

Durante la dominazione greca la polis ceratemente aveva già il toponimo Henna che parrebbe di origine preindoeuropea e che, nonostante diverse ipotesi appare del tutto incomprensibile dal punto di vista etimologico. Era rinomata in tutta la Sicilia per il tempio e il culto di Demetra, la Cerere dei romani. Nel 396 a.C. passò in mano ai siracusani, nel 212 a.C. ai romani. Durante la prima guerra servile 139 - 132 a.C. fu governata dallo schiavo siriano Euno che partendo da questa acropoli conquistò l'intera Sicilia orientale.

Dopo la dominazione romana, Henna diventò un fiorente centro bizantino dell'isola e successivamente arabo. Da questi ultimi fu ribattezzata Qastr Jani, poi Castrogiovanni. Nella sollevazione antiangioina del Vespro siciliano, la città ebbe un grande ruolo e riuscì per qualche tempo a divenire libero comune con istituzioni repubblicane. Con l'arrivo dei sovrani angioini lo spirito indipendentista cittadino venne sopito non di rado nel sangue ma fu proprio uno degli aragonesi, Federico III, a fare di Enna un centro fiorente e rinnovato da decine di monumenti in gotico catalano che ancor oggi caratterizzano il centro storico. Sotto spagnoli e Borboni la città entrò in decadenza anche per le frequenti carestie. Benito Mussolini la costituì capoluogo di provincia ripristinando l'antico nome di Enna nel 1926. Nel 2004 è diventata il quarto polo universitario siciliano.

 

 Popolazione e demografia

Il municipio di Enna, sede del Teatro Garibaldi
Il municipio di Enna, sede del Teatro Garibaldi

Nonostante la popolazione censita nel 2001 risultasse di 28.983 abitanti, quella effettivamente residente al 2006 è ben superiore. Indipendentemente dal fisiologico progresso demografico in corso, infatti, la presenza dell'università incrementa il dato: gli studenti residenti sono infatti lievitati ad oltre 9.000, e dunque innalzano il numero di abitanti a quasi 40.000.

L'evoluzione demografica registratasi a partire dal 1861, e per quasi un ventennio, denota il dato della popolazione a circa 14.000 abitanti: Castrogiovanni era un piccolo centro di limitata influenza economica, se non su un ristretto circondario. Il boom dell'attività mineraria legata al gigantesco indotto dello zolfo, trasformò la città in pochi anni, facendola pressoché raddoppiare sino al 1901.

La tendenza positiva culminò nei 31.879 ab. del 1921, anche se il primo decennio fascista decretò un decisivo crollo, che ricondusse la popolazione alla soglia dei 22.000 ab. L'inesorabile picchiata demografica fu tuttavia rimarginata da un evento inatteso, cioè l'erezione a capoluogo di provincia che sopravvenne nel 1926 e reinstaurò il trend positivo, che nel secondo dopoguerra tornò ai livelli precedenti al fascismo, stabilizzandosi.

Dagli anni settanta agli anni ottanta, un lieve calo della popolazione conseguì a un impoverimento dell'economia, con la chiusura delle miniere di zolfo e di vari uffici, finché nel decennio successivo non si ebbe una nuova crescita, anche da associarsi all'espansione di Enna Bassa e dell'università, grazie alla quale nel 2001 è stato registrato il picco storico del numero di residenti, dopo quello del 1921. Il trend rimane positivo nelle rivelazioni annuali.

Abitanti censiti


 

 Monumenti

Grazie alla sua lunga storia, Enna può vantare un patrimonio monumentale tra i più ampi e vari della regione, e alcuni tesori artistico-architettonici di un certo pregio. La maggior parte dei luoghi d'interesse sorge lungo l'asse viario della via Roma, che percorre tutto il centro storico della città. Parte da piazza Neglia, dove sorge la chiesa di san Tommaso, e, passando per le cinque piazze più grandi di Enna Alta, finisce al castello di Lombardia, il monumento più importante.

Castello di Lombardia, particolare della Torre Pisana.
Castello di Lombardia, particolare della Torre Pisana.

 

 Castello di Lombardia

Il castello di Lombardia sorge sul terreno in cui, nel V secolo a.C., venne edificato un santuario dedicato a Cerere. Sostituito da un castrum sotto i bizantini, sotto i normanni si trasformò in castello. Il nome deriva dai fanti lombardi che lo occuparono al seguito della regina Adelaide del Monferrato, moglie di Ruggero I di Sicilia.

Delle 20 torri iniziali, la Torre Pisana è la meglio conservata. In passato sono stati rinvenuti degli oggetti e dei resti molto interessanti; dal 2000 al 2002 si è ripreso a scavare per scoprire ulteriori reperti archeologici, ma ancora non è disponibile un museo che esponga tutti i ritrovamenti.

Vi si gode un panorama che va dal mar Tirreno al canale di Sicilia, abbracciando tutta la Sicilia centro-orientale. Oggi è la meta turistica principale della città. In estate vi si svolgono concerti e spettacoli teatrali, presso il recinto di San Nicola o degli Armati che può ospitare fino a 5000 persone.

Non lontano dal castello sorge la Rocca di Cerere che, per la sua posizione in direzione del sole nascente sin dal primo insediamento del XIV secolo a.C., fu un luogo di culto che divenne anche parte integrante del vicino santuario. È lo sperone est di Enna, e da qui si gode di un panorama mozzafiato.

 

 Torre di Federico II

Questa torre ottagonale venne fatta costruire dall'imperatore Federico II sui probabili resti del teatro greco. La sua forma ottagonale che ricalca il modello orientale del sacro Tempio di Gerusalemme fa pensare che venisse utilizzata per la rosa dei venti. In ogni caso era una torre di difesa per controllare quel versante della città di Enna ch'era esposto ad eventuali assalti dei nemici. Questa torre sorge in cima a una collinetta alberata.

 

 Duomo

Particolare del presbitero destro del Duomo, in stile barocco
Particolare del presbitero destro del Duomo, in stile barocco

Il Duomo di Enna è uno dei maggiori esempi di architettura ecclesiastica medievale presenti in Sicilia: costruito nel Trecento e profondamente rinnovato circa due secoli dopo, presenta imponenti colonnati corinzi, tre navate e tre absidi, pregiate tele e lampadari, e una maestosa facciata con torre campanaria, che svetta su tutta la città, la cui campana è di mole impressionante in proporzione alla grandezza della città.

Esso rappresenta probabilmente la massima espressione artistica della provincia, grazie alla grandezza, alla vastità e alla pregevolezza delle opere custodite, tra cui affreschi del Borremans, e all'affascinante fondersi di stili diversi, come il portale laterale barocco. Il Duomo è, infine, il culmine delle spettacolari celebrazioni della suggestiva Settimana Santa di Enna.

 

 Porta di Janniscuru

La porta di Janniscuru è l'unica rimasta delle 6 antiche porte di accesso alla città edificata nel periodo arabo-normanno, porte poste lungo le mura di cinta (che in più epoche furono erette) attorno all'urbs inexpugnabilis e di cui oggi rimane lieve traccia sulle pendici del monte. Le altre porte caddero in rovina o furono abbattute quando Enna fu eretta capoluogo di provincia per ampliare le strade di accesso alla città.

La Porta di Janniscuru si trova nel quartiere di Fundrisi, lontano dal circuito turistico ordinario del capoluogo, ma una recente riqualificazione dell'area ha migliorato notevolmente l'accessibilità della porta, che, restaurata, si presenta massiccia e ha un arco a tutto sesto largo 2-3 m; la Porta di Janniscuru è collocata in uno dei punti paesaggisticamente più esaltanti di Enna, ed è circondata dalle grotte con necropoli che si arroccano sul monte.

 

 Santuario di Papardura

Il santuario di Papardura è una chiesa arroccata su un'area rocciosa ricca di grotte, alcune visitabili. Presenta un prospetto austero, con rosone, ma all'interno la sua ricchezza decorativa è da considerarsi una delle migliori espressioni del barocco nella Sicilia centrale. Nella piccola chiesetta, infatti, sono concentrati un soffitto ligneo intarsiato, le dodici statue degli Apostoli, numerose tele e affreschi del Borremans, pittore fiammingo, e meravigliosi stucchi realizzati da un maestro palermitano del Seicento.

 

 Musei

Monete romane
Monete romane
  • Situato in locali in stile gotico-catalano, traccia dell'impianto trecentesco originario del Duomo, il Museo Alessi espone alcune collezioni di una certa ricchezza, tra cui si segnalano la sezione numismatica, con 4.000 monete greco-romane, alcune collezioni appartenute a famiglie nobili e il Tesoro della Chiesa Madre, che custodisce un vasto ventaglio di pezzi d'oreficeria siciliana, come la celebre Corona della Madonna in oro tempestato di diamanti.
  • Il Museo Archeologico Regionale di Enna, fondato negli anni 1980, conserva numerosi reperti rinvenuti in diversi siti archeologici della Sicilia interna, tra cui alcuni noti in ambito internazionale, come la città indigena ellenizzata di Morgantina o la celeberrima Villa del Casale di Piazza Armerina.

 

 Evoluzione architettonica e urbana

Il Palazzo Chiaramonte su Piazza Vittorio Emanuele.
Il Palazzo Chiaramonte su Piazza Vittorio Emanuele.

La città di Enna, avendo origini remotissime, ha avuto una interessante evoluzione architettonica. Poco o nulla si sa della struttura urbana originaria datale dai sicani, che si arroccarono sulla montagna fuggendo dai siculi che incalzavano da sud; il primo nucleo del Castello di Lombardia fu probabilmente eretto in questa epoca.

Sempre in questo periodo, sulla Rocca di Cerere venne eretto il prestigioso Tempio dedicato alla dea delle messi, pregevole edificio marmoreo di cui parlò Cicerone, che custodiva 4 preziose statue trafugate dal pretore Verre nel 77 d.C. e una scalinata ancora attraversabile che conduce ai resti dell'ara sacrificale. Il grande sviluppo che Henna conobbe coi greci è corrisposto a uno sviluppo urbano-architettonico di cui rimane scarsa traccia, giacché i romani, per prendere Henna (che definirono Urbs Inexpugnabilis) operarono stragi, incendi e devastazioni. Ancora visibili sono le antichissime mura di cinta su alcuni costoni del monte.

Poche tracce rimangono dell'Alto Medioevo, mentre dopo il Mille, nel pieno della propizia dominazione araba, si costruì una splendida moschea su quella che è oggi la Chiesa di San Michele, innanzi al Duomo, e si verificò un boom edilizio. Presso i normanni e poi oltre, Castrogiovanni si configurò come una deliziosa cittadina medievale, con uno splendido Duomo gotico, numerose e belle torri di difesa, casupole in pietra, viuzze strette e tortuose, un gigantesco Castello, la Torre di Federico, e alcune chiese; l'epoca rinascimentale e barocca, tra il XVI e il XVIII secolo, mutarono profondamente il volto della città: numerose, magnifiche chiese barocche vennero innalzate, e le antiche torri di difesa vennero trasformate in campanili, come ancor oggi si può vedere. Il Castello cadde in rovina mentre una fiorente e magnifica architettura religiosa impreziosiva d'arte la città.

Arte barocca ad Enna, scorcio del soffitto ligneo del Duomo.
Arte barocca ad Enna, scorcio del soffitto ligneo del Duomo.

Vennero costruiti palazzi baronali, splendidi edifici barocchi, e la città si espanse considerevolmente in tutto il versante centrale e orientale dell'altipiano, mentre in quello occidentale, più aspro e climaticamente rigido, vennero confinati i contadini deportati dal feudo di Fundrisi. Intanto, nascevano, nel Settecento, le 7 porte romane per l'accesso alla città. Con l'Ottocento, moltissime torri, chiese, monumenti, porte e lo stesso Castello caddero in rovina e alcuni scomparvero, mentre i più poveri asportavano le loro pietre per costruire case ovunque ci fosse posto: tutto l'altipiano fu presto edificato con antiche casette caratteristiche.

Dopo il 1927, con l'inattesa erezione a capoluogo di provincia e tutte le conseguenze del caso (crescente importanza economico-sociale, trasferimento di numerosi uffici, dipartimenti provinciali, aziende cui fa capo un vasto territorio, la visita di Re Vittorio Emanuele II e quelle del Duce Benito Mussolini), interi quartieri coi loro pregevoli edifici, chiese e beni, le viuzze medievali e le antiche porte vennero rasi al suolo per far posto a moderni palazzi, a strade rette e ampie, a piazze e così via. Enna perse così la sua essenza medievale, che conserva ancora solo in alcuni rioni estremamente suggestivi. L'area del Monte (versante ovest) venne in gran parte travolta da moderne costruzioni e condomini, nasceva il nucleo originale di Enna Bassa e Pergusa; frequentemente vecchi edifici furono abbattuti per tutto lo scorso secolo.

Oggi, Enna si configura come una città che ha ancora notevolissime tracce del passato, che permangono nel centro storico, che segue il corso di Via Roma, nel quartiere di Fundrisi, di Valverde e Spirito Santo (quasi del tutto intatti, pittoreschi e suggestivi) anche se, nell'insieme, i quartieri propriamente "antichi" occupano una superficie ridotta rispetto all'intera area urbana (il 40% approssimativamente considerando la città alta, il 25% circa includendo Enna Bassa e Pergusa).

 

 Cultura

 

 Università

L'Università Kore di Enna è la più giovane fra le università siciliane, poiché fondata nel 2005, 200 anni dopo la fondazione dell'Università di Palermo, è l'unico istituto universitario fondato in Sicilia dopo l'Unità d'Italia. Al momento, sono circa 8500 gli studenti iscritti, provenienti da tutta la Sicilia. Istituita dal ministro Letizia Moratti, vi collaborano o hanno collaborato Marcello Pera, Giuliano Amato, Franco Battiato e numerose altre personalità accademiche e governative dell'area mediterranea, in special modo autorevoli esponenti dei governi di Malta, Cipro e Tunisia e le relative università. Visitata da tre Presidenti della Repubblica (nell'ordine cronologico, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi e Francesco Cossiga), è presieduta dal prof. Cataldo Salerno, mentre rettore è l'ex ministro Salvo Andò.

 

 Appuntamenti

La statua quattrocentesca della Vergine, in processione il 2 luglio sulla nave d'oro
La statua quattrocentesca della Vergine, in processione il 2 luglio sulla nave d'oro

La patrona di Enna è Maria SS. della Visitazione che si festeggia il 2 luglio: in tale ricorrenza un gruppo di persone scalze portano, a spalla, la nave d'oro con la statua della Madonna per le vie della città. La statua della Madonna è adornata con gioielli d'oro offerti da persone devote nell'arco di secoli. Altro appuntamento è l'ultima domenica di Agosto con la festa della Madonna di Valverde.

Importantissimo appuntamento sono i festeggiamenti della Settimana Santa di Enna che hanno come culmine la solenne processione del Venerdì Santo, unica in Italia, durante la quale migliaia di confratelli incappucciati percorrono le vie della città creando un'atmosfera suggestiva e irreale.

 

 Principali eventi fissi

  • Settimana Santa di Enna
  • Festa Patronale di Maria SS. della Visitazione il 2 luglio
  • Torneo Internazionale della Musica (TIM), semifinali e finali dal 2007
  • Festeggiamenti del Signuruzzu du Lacu (Signore del Lago) sul Lago Pergusa
  • Festa della Madonna di Valverde
  • Stagione motoristica dell'Autodromo di Pergusa
  • Stagione concertistica e convegnistica dell'Università Kore di Enna
  • Stagione teatrale del Teatro Garibaldi
  • Fiera di Maggio
  • Fiera di Settembre
  • Fiera del Bestiame
  • Mercato del Martedì
  • Mercatino rionale di Via Mercato S. Antonio

 

 Sport

 

 Impianti sportivi

Vista delle tribune dell'Autodromo
Vista delle tribune dell'Autodromo

La città vanta moderni impianti sportivi, rispetto alle sue modeste dimensioni. A Pergusa ha sede infatti il più importante circuito automobilistico dell'Italia meridionale, l'Autodromo di Pergusa, sede di numerose competizioni regionali, nazionali e internazionali, tra le quali le più prestigiose rimangono il Ferrari Day celebrato con la partecipazione di Michael Schumacher e di altri campioni, e di numerosi gran premi di Formula 2 e di Formula 3000 noti come il Gran Premio di Enna. Lungo 4,9 km, l'anello d'asfalto corre attorno al lago pergusino tracciando un ovale tra i più impegnativi; dispone, tra l'altro, di 39 box.

Sempre Pergusa ospita le tre piscine scoperte del Comune, che ogni estate le apre al flusso di diverse migliaia di cittadini e turisti; un campo di calcio e svariati di calcetto. Enna Bassa possiede invece la grande Piscina Comunale coperta; il Campo e la pista di Atletica leggera, corsa e ciclismo, che lavori di ristrutturazione renderanno la più moderna della Sicilia; il Palazzetto dello Sport, che verrà sostituito nel 2009 da uno più grande, attigua al Campus Universitario, con quasi 4.000 posti a sedere. Campi di tennis, pallavolo, bowling, bocciodromi e altre strutture sportive si trovano ad Enna alta, sede tra l'altro dello Stadio Generale Gaeta di Enna.

 

 Società sportive

L'unico team sportivo cittadino a giocare attualmente in Serie A è la squadra di pallamano maschile Haenna. Fino all'estate del 2006 in Serie A era presente pure la squadra di pallamano femminile, la De Gasperi Enna, che ha vinto lo scudetto nel 1999 e nel 2002 (unica squadra siciliana ad aver conquistato due scudetti), ma che è fallita per una gestione societaria poco attenta. A livello calcistico, Enna non vanta una splendida tradizione (solo alcune stagioni in Serie C). In base agli investimenti ed alle prospettive, i recenti risultati dell'Enna Calcio sono di tutto rispetto, nonostante militi in Eccellenza. L'attuale dirigenza ha infatti puntato tutto sui giovani, riuscendo a creare un assortito gruppo che si è tolto non poche soddisfazioni. Il campo dell'A.S. Calcio Enna è lo Stadio Generale Gaeta, mentre le formazioni giovanili disputano le proprie partite nell'impianto di Pergusa.

 

 Ambiente

Il canneto di Pergusa in primo piano con uno scorcio del lago sullo sfondo.
Il canneto di Pergusa in primo piano con uno scorcio del lago sullo sfondo.

Diversi sondaggi nazionali identificano in Enna la città più vivibile della Sicilia, il più recente dei quali è quello condotto da Legambiente per il 2006 (Ecosistema Urbano), che conferma, pur ponendo la città in fondo la classifica nazionale, le dà il primato regionale negli indici di pressione ambientale e il grande divario con gli altri otto capoluoghi, assai più in fondo alla classifica. Ad Enna alta sono presenti tre ville verdi, la Villa di Torre di Federico ospitante la torre ottagona di periodo svevo, la Villa Pisciotto che prende nome dalla porta antica che ivi costituiva l'accesso alla città, e un ampio atrio verde all'interno del Castello di Lombardia. Enna Bassa, invece, ha un impianto urbano molto più arioso, e i complessi condominiali sono separati da strisce verdi, che dominano il paesaggio.

Enna dista 5 km dalla Riserva Naturale Speciale di Pergusa, uno dei punti focali della natura siciliana, ospitante la Selva Pergusina (area forestale) e l'unico lago naturale della Sicilia interna, dal quale transita la maggior parte dell'avifauna migratoria isolana. È in progetto la realizzazione di un Parco urbano (che sarà progettato in collaborazione con gli studenti dell'UKE), al cui interno si collocherà il nuovo Palazzetto dello Sport della Provincia: quello attuale si sta dimostrando inadeguato alle crescenti attività che interessano il capoluogo, dunque ne sarà realizzato uno nuovo, molto più grande, moderno e all'avanguardia.

Nell'ambito di Euroflora, la manifestazione a carattere internazionale dedicata al verde che ha una cadenza quinquennale, inaugurata a Genova, la Provincia Regionale di Enna, in concorso con un progetto di riqualificazione ambientale, ha ottenuto il premio Città per il verde 2006, giunto alla sua settima edizione. Il progetto, messo a punto dall'assessorato provinciale Territorio ed Ambiente, diretto dall'ingegnere Giuseppe Colajanni, collaborato dal responsabile del servizio, Giuseppe Vitale, interessa una serie di iniziative di riqualificazione e fruizione ambientale, in uno scenario naturalistico di grande suggestione.

 

 Gastronomia e prodotti locali

Enna è ricca di prodotti gastronomici tipici, che per la loro raffinata peculiarità hanno riscosso e continuano ad avere un lodevole successo come specialità d'élite nel panorama alimentare nazionale. Tra i più famosi, si segnalano:

  • Il Pan del Dittaino, che si fregia del prestigioso marchio comunitario DOP, prodotto artigianalmente.
  • Il piacentino ennese, particolarissima qualità di formaggio impreziosita dall'aggiunta dello zafferano, che gli conferisce gusto e colorazione inconfondibili e noti in ambito nazionale.
  • La cassatella di Agira, prelibato dolce di pasta di frolla a mezzaluna ripieno di un impasto di cacao, mandorla tritata, scorza di limone ed altri ingredienti.

 

 Economia

Particolare del monumento a Mazzini nella piazza accanto al Duomo
Particolare del monumento a Mazzini nella piazza accanto al Duomo

Enna, che nei decenni passati fu un centro agricolo e minerario di primaria importanza, ospitando la miniera di Pasquasia, leader regionale nell'estrazione dello zolfo, oggi sta sviluppando il settore turistico - che dispone di Pergusa oltreché del vasto patrimonio monumentale e culturale del capoluogo, del folklore e degli anfratti reconditi in cui si respira l'atmosfera di un'altra epoca - e il terziario, oltre ad alcune attività industriali e artigianali nell'area industriale del fiume Dittaino.

 Turismo

Per le sue innegabili bellezze artistiche, architettoniche, paesaggistiche e naturalistiche, oltreché per la centralità sia nella geografia che nell'asse viario della Sicilia, Enna potrebbe divenire uno dei punti focali del turismo isolano; oggi la città è vertice di un turismo "mordi e fuggi" assai sviluppato, anche se il turismo di permanenza media o lunga si concentra prevalentemente in estate o durante la rinomata Settimana Santa di Enna.

Nel 2004 quasi 70.000 turisti hanno soggiornato ad Enna, su 190.000 a livello provinciale. Sono da potenziare le strutture ricettive (10 hotel di cui 3 a Enna Alta, 1 a Enna Bassa e 6 a Pergusa, numerosi agriturismi e bed and breakfast) che, nonostante offrano metà dei posti letto alberghieri presenti in provincia, non sono ancora sufficienti. Particolarmente prospero e di capitale importanza nel contesto pluriregionale del Mezzogiorno è il turismo congressuale, di cui Enna rappresenta uno dei massimi vertici in Sicilia.

 

 Industria

Veduta dal Belvedere di Enna, con Calascibetta in primo piano
Veduta dal Belvedere di Enna, con Calascibetta in primo piano

Da alcuni decenni, all'interno del Polo Industriale di Enna nella valle del fiume Dittaino, si svolgono importanti attività di carattere industriale e artigianale. Nell'Area di Sviluppo Industriale (ASI), infatti, operano decine di ditte che producono le merci più varie, tra cui si ricordano quelle alimentari, grazie al grande successo riscosso dal Pan Dittaino, dal caffè, dalla pasta e così via. Il Polo Industriale ennese è inoltre di importanza capitale per quanto concerne l'energia alternativa: vi sono in costruzione 2 impianti di biomasse e in progetto una centrale ad energia solare.

Gemellaggi

  • Mancomunidad de la Costa del Sol Occidental
  • Kastoria
  • Gharb

 

 Personalità

  • Napoleone Colajanni
  • Napoleone Colajanni (nonno)
  • Sant'Elia di Enna
  • Beato Girolamo De Angelis
  • Nino Savarese

 

 Galleria fotografica

Vedute della città

Monumenti e chiese

Il panorama

Pergusa

 

 Voci correlate

  • Monti Erei
  • Dittaino

 

 Bibliografia

  • Enna e provincia. Laghi, torri e castelli. Morgantina, Piazza Armerina. La villa romana del Casale. Touring Club Italiano, 2001. ISBN 8836518516
  • Maria Concetta Di Natale. I monili della Madonna della Visitazione di Enna. Il Lunario.
  • Carmelo Severino. Enna. La città al centro della Sicilia. Gangemi, 1996. ISBN 8874486812
  • Anna Maria Corradini. Enna: storia e mitologia attraverso le fonti classiche. Papiro.
  • Di Matteo; Barbagallo; Guarnaccia; Castellucci. Enna. «Ciao Sicilia - What's on», 1989.
  • Emilio Barbera; Gino Fabio. Dove nasce la primavera. Le riserve naturali in provincia di Enna. Città Aperta Edizioni, 2001.
  • Ultima modifica per la pagina: 00:58, 3 apr 2007. contributors by it.wiki / GFDL

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