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VITERBO


Viterbo: Piazza del Plebiscito

Geografia: altitudine m. 326 s.l.m. superficie comunale kmq. 406,3. Viterbo è situata ai piedi dei Monti Cimini, contornata da una fertile vallata, nel nord del Lazio. Rappresenta una delle più belle zone d'ltalia, ricca di storia e di paesaggi, di monti e di laghi con un aspetto ancora selvaggio. Le stagioni migliori per visitare Viterbo sono la primavera e l'estate per poter scoprire le meraviglie che riserva la culla degli antichi Etruschi.

Monumenti: Fontana Grande del XIII secolo. Quartiere Medievale: conserva
molte testimonianze architettoniche del XIII secolo. Palazzo degli Alessandri risalente al 1200 con grande arco ribassato e balcone. Palazzo Papale in stile gotico del XIII secolo con scalinata e loggia duecentesca sulla facciata.

Musei: Museo Civico (p. Crispi) comprendente sezione archeologica e pinacoteca.


Viterbo: Piazza della Rocca

Fiere: Corteo Storico di S. Rosa: sfilata con costumi dal '200 all'800 (settembre). Mostra dell'Antiquariato nel palazzo dei Papi (ottobre-novembre). Trasporto della Macchina di S. Rosa (settembre).

Informazioni turistiche: Sasso Naticarello (Soriano nel Cimino): Presso la faggeta di Soriano nel Cimino c'è il Sasso Naticarello, un grosso masso, di 8 metri di lunghezza e 7 metri di larghezza, quasi sospeso nell'aria. Questo grande sasso è da secoli, sopra un immenso dirupo e può essere fatto tremare anche da un bambino, ma nonostante ciò non cade.

Gastronomia: Imbracata, castagnole, minestra di ceci e mosciarelle, maccheroni con le noci, pangiallo, ravioli con la ricotta.

Vini: Aleatico, Greghetto, Est!Est!Est!, Canaiola, Colli Etruschi

Artigianato: legno tornito, ceramiche, terraglie, vasellame, bigiotteria, lavori in cuoio, lavori in peperino, ricami, ferri battuti e rami sbalzati.

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Provincia di Viterbo


Wikipedia:WikiProject/WikiProject/Geografia/Antropica/Province Provincia di Viterbo
Portale:Portali
Stato: Italia
Regione: Lazio
Capoluogo:Viterbo
Superficie:3.612 km²
Abitanti:
299.8302005
Densità:83,0 ab./km²
Comuni:Elenco di 60 comuni
Targa:VT
CAP:01100, 01010-01039
Pref. tel:0761, 0763, 0766, 06
Codice ISTAT:056


 

La Provincia di Viterbo è una provincia del Lazio di circa 300 mila abitanti.

Confina a nord-ovest con la Toscana (Provincia di Grosseto e Provincia di Siena), a nord-est con l'Umbria (Provincia di Terni), a est con la Provincia di Rieti, a sud con la Provincia di Roma, a ovest con il Mar Tirreno.

 

Storia

È stata istituita con la riforma di Riordino delle Circoscrizioni Provinciali di Mussolini, Regio Decreto n°1 del 2 gennaio 1927, e ampliata ulteriormente dei comuni di Montalto di Castro, Monterosi, Nepi, Oriolo Romano, Sant'Oreste e Tarquinia con Regio Decreto n°2735 del 2 dicembre 1928.

 

Comuni principali

  • Viterbo - 60.537 abitanti
  • Civita Castellana - 16.072 abitanti
  • Tarquinia - 15.910 abitanti
  • Montefiascone - 13.102 abitanti
  • Vetralla - 12.459 abitanti

 

Comune di Viterbo

Wikipedia:WikiProject/Progetto geografia/Antropica/Comuni Viterbo
Stato: Italia
Regione: Lazio
Provincia: Viterbo
Coordinate:
Latitudine: 42° 25′ 7′′ N
Longitudine: 12° 6′ 34′′ E
Mappa
[1]
Altitudine:326 m s.l.m.
Superficie:406,28 km²
Abitanti:
60.25431-12-05
Densità:148,30 ab./km²
Frazioni:Fastello, Grotte Santo Stefano, Sant'Angelo, Monterazzano, Bagnaia, La Quercia, San Martino al Cimino
Comuni contigui:Bagnoregio, Bomarzo, Canepina, Caprarola, Celleno, Civitella d'Agliano, Graffignano, Marta, Monte Romano, Montefiascone, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Tuscania, Vetralla, Vitorchiano
CAP:01100
Pref. tel:0761
Codice ISTAT:056059
Codice catasto:M082
Nome abitanti:viterbesi
Santo patrono:Santa Rosa , San Lorenzo martire
Giorno festivo:4 settembre , 10 agosto
Comune
Posizione del comune nell'Italia



Viterbo (VT) è una città di circa 60.000 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia. Conosciuta in tutto il mondo come la Città dei Papi, è situata al centro della provincia, a ridosso dei monti Cimini e molto vicina al Lago di Bolsena soprattutto, ma anche a quello di Vico.

Netta la differenza urbanistica fra il centro storico di stampo prettamente medievale e la periferia caratterizzata da palazzi di concezione moderna.

Appena fuori del centro di Viterbo ci sono le rinomate Terme dei Papi e la sorgente termale del Bullicame, nonché la necropoli etrusca di Castel d'Asso.

 

Storia

Il Leone stemma di Viterbo
Il Leone stemma di Viterbo

Si hanno tracce di insediamenti neolitici ed eneolitici e qualche segno etrusco nella lontana storia di Viterbo, ma molti storici sono portati a credere che nel periodo etrusco l'insediamento non raggiungeva lo stato di vicus, a differenza degli storici quattrocenteschi che supponevano una tetrapoli etrusca fuorviati dalla sigla FAVL che secondo loro era formata dalle iniziali di quattro quartieri (Fanum, Albanum, Vetulonia, Longula). Più possibile che dopo la conquista romana divenne un accampamento, chiamato Castrum Herculis per la presenza in loco di un tempio dedicato all'eroe mitologico (il leone simbolo di Viterbo deriva da questo aneddoto). Un personaggio molto importante di Viterbo fu: Beata Rosa da Viterbo. Ella visse nella città tra il 1233 e il 1251. Questa è detta Santa Rosa anche se non lo è. Nella città ha compiuto, secondo la legenda, numerosi miracoli, facendo del bene ai viterbesi. Morì a solo 18 anni e ora a lei è stata dedicata la "festa di Santa Rosa" il 3 settembre in cui viene portata la "macchina" ovvero un'enorme statua di cartongesso portata la sera del tre settembre da dei facchini devoti a Rosa. Rosa non essendo santa non è la patrona di Viterbo. La città medievale tuttavia trae origine da un "castrum", una fortificazione longobarda posta al confine tra i loro possessi nella Tuscia e il ducato bizantino di Roma: il castello è ricordato nella donazione di Sutri tra i possessi che Liutprando promette alla Chiesa nel 729, Desiderio (756-772) vi si ritira da Roma, che aveva rinunciato ad attaccare. Dell' 852 un documento papale che riconosce il Castrum viterbii proprietà delle terre di San Pietro, mentre Ottone I annovera il castello tra i possessi della Chiesa.

Nel sec. XI, l' incremento demografico contribuì alla nascita di nuclei abitativi fuori dal castrum, e, attorno al 1090, a un primo tratto di mura; nel 1099 la scelta dei primi consoli sancisce il passaggio a istituzioni comunali. È il XII secolo il periodo in cui Viterbo, libero comune, si assicura il possesso di numerosi castelli: in tal senso la protezione di Federico I (presente nella città nel 1162) , e il suo riconoscimento del comune viterbese, conferisce legittimità alla sua politica di espansione. Nel 1172 viene distrutta la città di Ferento il cui simbolo (una palma) viene aggiunto a quello di Viterbo (il leone) emblema tutt'ora vigente, attorno al 1190 viene assediata Corneto, l'imperatore attacca Roma con l'esercito viterbese. Il "districtus" del comune aumenta considerevolmente.

Ulteriore elemento che accresce il prestigio e l'importanza politica di Viterbo, è la sua elevazione a cattedra vescovile nel 1194 ai danni di Tuscania, la cui precedente predominanza nella Tuscia romana viene meno. All'inizio del XIII secolo la città viene inserita nell'orbita papale, soprattutto con il disegno di Innocenzo III, che tentò di costituire uno stato territoriale: Viterbo nel 1207 ospitò il Parlamento degli stati della Chiesa. Tuttavia la città, insofferente per la presenza papale invocò la protezione di Federico II: si apre così fino al 1250 circa un periodo di lotte interne tra guelfi (la famiglia dei Gatti) e ghibellini (i Tignosi).

Il fallito assedio degli imperiali nel 1243, e il successo dei Guelfi sancisce per la seconda metà del XIII secolo la definitiva politica filo-papale: la famiglia dei Gatti monopolizza le cariche municipali e i pontefici scelgono Viterbo come sede papale dal 1270 circa. In questo periodo Viterbo raggiunge il suo massimo splendore, economico, come centro posto lungo vie di comunicazione importanti, e architettonico, con l'edificazione di edifici pubblici municipali, torri, chiese nel fiorire dello stile gotico che i cistercensi avevano inaugurato nel luogo con l'Abbazia di S. Martino al Cimino.

L'esilio avignonese dei papi contribuì alla decadenza della città e al riaprirsi delle lotte interne. L'effimera ricostituzione del Patrimonio di S. Pietro del cardinale Egidio Albornoz, non impedì ai nobili Gatti e ai prefetti di Vico di imporsi, con istituzioni ormai di tipo signorile, a Viterbo.

Viterbo nel 1867 con la colonna garibaldina Acerbi fu testimone della sfortunata Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma conclusa a Mentana il 3 novembre con la sconfitta di Garibaldi da parte dei pontifici e francesi. Notizie sulla Campagna nel viterbese presso il Museo Nazionale di Mentana, www.musementana.it.

L'età moderna per Viterbo è un periodo di scarsa vitalità, economica e culturale: dal XVI secolo segue le sorti dello Stato della Chiesa e tramonta del tutto la vocazione internazionale che aveva assunto nei secoli del basso medioevo.

 

Evoluzione demografica

 

Arte

Il centro di Viterbo offre numerosissime oltre che importanti opere d'arte. La più famosa è certo il Palazzo dei Papi, costruito fra il 1255 e il 1266 sul colle di San Lorenzo per proteggere il pontefice, con la celebre loggia formata in un solo lato da sette archi sorretti da esili colonnine binate che si intrecciano formando una elegante trabeazione.

Accanto al Palazzo dei Papi sorge anche il Duomo cattedrale, dedicato a San Lorenzo. Poco distante da piazza del Duomo si estende il vecchio quartiere medievale, conservato quasi integro, di San Pellegrino. Interessante anche la Piazza del Plebiscito, meglio conosciuta dai Viterbesi come "Piazza del Comune" dove ha sede il Municipio e la Prefettura. A lato del Corso, la Chiesa di Santa Rosa, edificata su una piccola altura accanto alla casa della patrona di Viterbo. Degni di menzione anche la Piazza della Rocca, Piazza Fontana Grande, il Castello della Bella Galliana vicino alla Porta Faul, le mura con le 2 porte principali (Porta Romana e Fiorentina). Antichissima è la chiesa di San Silvestro.

Fuori dal centro ma sempre nel territorio comunale importantissima è la Necropoli di Castel d'Asso, la prima ad essere scoperta cronologicamente, e si suppone a suo tempo la più vasta. A due chilometri da Viterbo, uno dei più notevoli esempi di arte rinascimentale italiana: la Basilica della Madonna della Quercia, primo monumento nazionale viterbese; sulla facciata maestosa si possono ammirare tre lunette di Andrea della Robbia, all'interno della chiesa pitture di fra Bartolomeo della Porta, soffitto a cassettoni della navata centrale, progettato da Antonio da Sangallo il giovane, tempietto di Andrea Bregno. Nella frazione di Bagnaia, importantissima è Villa Lante.

Particolari della città sono anche le numerose gallerie sotterranee, scavate più o meno clandestinamente che mettono in comunicazione il sottosuolo per quasi tutta l'area coperta dal Centro Storico, utilizzate come cantine; vennero sfruttate durante le grandi guerre per nascondere la popolazione inerme durante gli attacchi aerei.

 

Cultura

 

Stemma

Stemmi della città sul Palazzo comunale
Stemmi della città sul Palazzo comunale

«D'azzurro, alla palma naturale e fiorita di rosso; attraversata da un leone d'oro coronato, destropassante e guardante, sopra una campagna d'oro, appoggiato di branca anteriore destra su di un globo d'azzurro centrato e crociato d'oro, e cantonato delle lettere F. A. V. L. dello stesso, e tenente con la branca medesima uno stendardo di rosso, attraversato da una croce d'argento cantonata di quattro chiavi dello stesso, e sormontato in asta dall'aquila bicipite d'oro.»
Le lettere dello stemma corrispondono ai 3 castelli originari, dalla cui unione Viterbo sarebbe nata: Fano, Arbano e Vetulonia [1]

 

Citazioni

Di Viterbo è Marcello Mastroianni, che nel film "Una giornata particolare" di Ettore Scola incarna la figura di un giornalista perseguitato dal regime fascista.

 

Tradizioni e feste

  • 4 settembre festa di Santa Rosa, com-patrona della Città. La sera precedente avviene il trasporto della Macchina di Santa Rosa, imponenente costruzione votiva trasportata dai Facchini di Santa Rosa. La Macchina è alta 28 metri sopra la spalla dei facchini e raggiunge quindi circa 29,50 metri da terra. Viene rinnovata di solito ogni cinque anni; quella attuale (fino al 2007), che è stata battezzzata «Ali di Luce», è stata progettata dall'Arch. Raffaele Ascenzi e costruita da Contaldo Cesarini nel 2003.

 

Le vie di comunicazione

  • Le infrastrutture della viabilità di questa città non si sono sviluppate adeguatamente nel corso del tempo. Collocata strategicamente tra Firenze e Roma, lungo il tracciato della Cassia, la città di Viterbo rinunciò volontariamente ad accogliere nel proprio territorio l'autostrada A1 e la linea ferroviaria veloce, che furono così spostate verso Orte. Ad oggi i tempi di percorrenza via treno tra Roma e Viterbo sono di circa 1 ora e 40 minuti per 80 chilometri di percorso. Tuttavia, è stato realizzato un raccordo a doppia corsia con il casello autostradale di Orte, in procinto di essere prolungato fino a Civitavecchia, collegando così la città portuale, Viterbo, Terni e Rieti. Per cui la città, più che con la capitale, ha preferito un migliore collegamento con la vicina Umbria.

 

Amministrazione

  • Comune: Centralino 0761 3481
  • Classificazione climatica: zona D, 1989 GR/G
  • Fa parte della Comunità Montana "Monti Cimini".

 

Galleria fotografica

(cliccare per ingrandire)

 

  • Ultima modifica per la pagina: 02:13, 1 apr 2007. contributors by it.wiki / GFDL

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