Provincia di Grosseto |
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 | | Stato: | Italia | | Regione: | Toscana | | Capoluogo: | Grosseto | | Superficie: | 4.504 km² | | Abitanti: | | | Densità: | 48,4 ab./km² | | Comuni: | Elenco di 28 comuni | | Targa: | GR | | CAP: | 58100, 58010-58055 | | Pref. tel: | 0564, 0566 | | Codice ISTAT: | 053 | | | |  |
La provincia di Grosseto è la provincia che occupa interamente l'estremità meridionale della Toscana e, per estensione territoriale, risulta essere la più vasta della regione; con poco meno di 220 mila abitanti, è una delle province italiane con la più bassa densità di abitanti per Km². Confina a nord-ovest con la provincia di Livorno, lungo la fascia costiera, e con la provincia di Pisa, nell'area delle Colline Metallifere sud-occidentali; a nord e ad est il territorio è diviso dalla provincia di Siena prima dalle Colline Metallifere sud-orientali, poi da un tratto del fiume Ombrone e dalla parte terminale del suo affluente, il fiume Orcia, ed infine dal cono vulcanico del Monte Amiata; a sud-est il confine con la provincia di Viterbo (Lazio) è segnato lungo la fascia costiera dall'ultimo tratto del torrente Chiarone, mentre nelle zone interne il limite tra le due province risulta essere meno definibile. A ovest, la provinica di Grosseto è bagnata dal Mar Tirreno, dove include nel proprio territorio le isole meridionali dell'Arcipelago Toscano: l'Isola del Giglio, l'Isola di Giannutri e le Formiche di Grosseto. GeografiaIl Monte Amiata (1738 mt) stesso si trova nella parte orientale della provincia, sul confine con quella di Siena. La pianura costiera, un tempo area paludosa, malsana e malarica, è stata bonificata a partire dal Settecento per volontà dei Lorena, granduchi di Toscana. Un tempo gran parte della pianura tra Grosseto e Castiglione della Pescaia era occupata dal lago Prile, di cui rimane oggi traccia nell'area palustre della Diaccia Botrona. Il fiume Ombrone è il corso d'acqua principale e sfocia ad estuario a sud della città di Grosseto, in località Bocca d'Ombrone; fiumi secondari che attraversano la provincia sono l'Albegna e il Fiora, che sfocia però in territorio laziale. All'estremità meridionale del territorio provinciale si trova il Lago di Burano, un bacino lacustre costiero. La laguna di Orbetello si è creata in seguito alla formazione di due cordoni di sabbia ("tombolo della Giannella" e "tombolo della Feniglia", che unirono l'antica isola dell'Argentario alla terraferma, trasformandola in promontorio: lo specchio di mare tra l'Argentario e la precedente linea di costa (in corrispondenza di Orbetello), chiuso dai due tomboli si è trasformato nell'attuale laguna. ClimaLa provincia di Grosseto gode di un clima mediterraneo, soprattutto lungo la fascia costiera e sulle isole dell'Arcipelago. Le temperature medie di gennaio variano tra i 3°C dell'area sommitale dell'Amiata e i 9-10°C della costa e delle isole; in luglio le differenze dei valori medi risultano minori con 21°C sulla vetta del Monte Amiata e 24°C lungo la fascia costiera e nelle pianure interne, dove però a causa delle carattische più continentali del clima è molto elevata l'escursione termica diurna. Le precipitazioni, concentrate soprattutto nei mesi autunnali e nel periodo di transizione tra inverno e primavera, si aggirano mediamente attorno ai 500 mm annui sulle isole e nella zona dei Monti dell'Uccellina e dell'Argentario; lungo la restante fascia costiera e nelle pianure corrispondenti i valori sono inferiori ai 600 mm annui, mentre man mano che si procede verso l'interno i valori tendono ad aumentare fino a toccare e superare i 1000 mm annui nella zona del Monte Amiata e sui rilievi più elevati delle Colline Metallifere. Lungo la fascia costiera e nella relativa area pianeggiante sono molto frequenti prolungati episodi siccitosi che nel tempo stanno causando una vera e propria condizione di aridità. Tra questi, è da annoverare l'annata del 2003 quando, in alcune zone della fascia costiera, si sono registrati meno di 40 giorni con precipitazioni di almeno 1 mm. Lo stesso anno, nell'area dei Monti dell'Uccellina e del Parco naturale della Maremma, si è verificata una sequenza di ben 125 giorni consecutivi senza pioggia dal 22 aprile al 25 agosto, quando si è avuto il passaggio nelle ore serali di un fronte temporalesco atlantico che ha interrotto il lunghissimo periodo siccitoso. L'eliofania (durata del soleggiamento), grazie alle caratteristiche orografiche e microclimatiche, raggiunge sulle isole e lungo tutta la fascia costiera valori prossimi ai massimi assoluti dell'intero territorio nazionale italiano e presenta mediamente valori minimi nel mese di dicembre di circa 4 ore giornaliere e valori massimi nei mesi di giugno e luglio con oltre 11 ore giornaliere: il valore medio annuo supera le 7 ore al giorno. Nelle tabelle sottostante sono riportati i valori medi delle località di Marina di Alberese e di Porto Santo Stefano. | Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
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| Temperatura massima media (°C) | 13 | 14 | 17 | 18 | 22 | 26 | 30 | 29 | 27 | 21 | 15 | 13 | 20,4 |
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| Temperatura minima media (°C) | 3 | 3 | 5 | 7 | 10 | 15 | 18 | 17 | 15 | 11 | 6 | 3 | 9,4 |
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| Piogge (mm) | 45 | 47 | 42 | 45 | 32 | 19 | 11 | 29 | 44 | 69 | 87 | 67 | 537 |
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| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
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| Temperatura massima media (°C) | 13 | 14 | 15 | 17 | 22 | 25 | 28 | 27 | 25 | 21 | 15 | 13 | 19,5 |
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| Temperatura minima media (°C) | 7 | 8 | 9 | 11 | 15 | 18 | 20 | 20 | 18 | 14 | 9 | 8 | 13,1 |
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| Piogge (mm) | 45 | 49 | 43 | 38 | 23 | 14 | 8 | 25 | 38 | 69 | 78 | 67 | 497 |
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Aree protette La spiaggia di Marina di Alberese nel Parco naturale della Maremma Parco Naturale della Maremma si trova sulla costa, attorno ai Monti dell'Uccellina. Riserve biogenetiche Tomboli di Follonica, di Poggio Spedaletto e di Scarlino (tutte e tre a 5-10 km da Follonica) e della Diaccia Botrona presso Castiglione della Pescaia, anche questa lungo la costa. Riserva Naturale La Pietra, Riserva Naturale Torrente Farma e la Riserva Naturale Belagaio, nell'entroterra, a nord di Roccastrada. Riserva Naturale Monte Penna nella zona orientale, presso Castell'Azzara Riserva Naturale del Monte Labro nel versante sud dell'Amiata (Arcidosso,Roccalbegna) Parco Faunistico del Monte Amiata, anch'esso nel versante sud dell'Amiata, presso Arcidosso e Roccalbegna. Oasi di protezione di Orbetello, Riserva Naturale Laguna di Orbetello di Ponente e Riserva Naturale Duna Feniglia presso Orbetello. Riserva Naturale Lago di Burano presso Capalbio L'isola di Giannutri e una parte dell'isola del Giglio fanno parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.
StoriaIl territorio della provincia di Grosseto ebbe una propria autonomia amministrativa a partire dal 1766, nel Granducato di Toscana, come "Provincia Inferiore Senese", istituita per volere del granduca Pietro Leopoldo. Successivamente, fu denominata "Compartimento Grossetano". Nel 1860 furono ceduti alla provincia di Pisa i comuni della Val di Cornia (ex territori del Principato di Piombino) assunti nel 1834, costituiti da Piombino, Campiglia Marittima , (comprendente allora anche il territorio di San Vincenzo), Suvereto, Sassetta e Monteverdi Marittimo. I primi quattro passarono poi, nel 1925, alla provincia di Livorno. Nel 1970 una piccola porzione del territorio del comune di Piombino(provincia di Livorno) passò a quello di Follonica. EconomiaIl territorio della provincia di Grosseto è stato riconosciuto per primo come distretto rurale dall'Unione Europea, vista la vocazione all'agricoltura e l'elevata qualità dei prodotti. A livello artigianale prevale la logica della piccola-media impresa, anche a livello familiare, che risulta significativa nei principali centri urbani; la grande industria è presente soltanto nel distretto del Casone tra Follonica e Scarlino. La principale risorsa per la provincia è tuttavia costituita dal turismo che, nella stagione estiva, fa addirittura decuplicare la popolazione presente. Quello balneare, grazie alla bellezza dei luoghi e al clima favorevole durante tutto l'anno, risulta essere l'elemento trainante del settore; a questo va aggiunto quello di natura culturale (aree archeologiche e centri storici medievali), quello rurale che può contare su un elevatissimo numero di agriturismi e quello montano che interessa la zona del Monte Amiata. Negli ultimi anni si è incrementato notevolmente anche il turismo enogastronomico che può contare sulla carne bovina di razza maremmana, sulla cacciagione, sull'olio e, soprattutto sul vino. Nel territorio della provincia di Grosseto ritroviamo la denominazione Maremma Toscana IGT e, tra le DOC, il Morellino di Scansano, il Montecucco, il Monteregio di Massa Marittima, il Parrina, il Capalbio, il Sovana, il Bianco di Pitigliano e l'Ansonica Costa dell'Argentario. Tra i vitigni a bacca rossa il più diffuso risulta essere il Sangiovese, ma negli ultimi anni, grazie ad ingenti investimenti, vengono prodotti molti super tuscans grazie anche all'impiego di Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Alicante e Petit Verdot (quest'ultimo vitigno nell'area in prossimità della costa riesce a dare ogni anno ottimi risultati grazie all'intenso soleggiamento, alla costante ventilazione e alle temperature elevate durante la fase vegetativa). Tra i bianchi prevalgono su tutti il Trebbiano, il Vermentino e l'Ansonica nell'area dell'Argentario e all'isola del Giglio (quest'ultimo per maturare necessita le condizioni climatiche tipiche di questa zona con intenso soleggiamento, temperature elevate e precipitazioni scarse o assenti durante la fase vegetativa). Comuni principaliGrosseto - 77.500 abitanti Follonica - 21.505 abitanti Orbetello - 14.946 abitanti Monte Argentario - 12.937 abitanti Roccastrada - 9.302 abitanti
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Grosseto Grosseto |
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 | | Stato: | Italia | | Regione: | Toscana | | Provincia: | Grosseto | | Coordinate: | Latitudine: 42° 46′ 20′′ N Longitudine: 11° 6′ 32′′ E | |
| | Altitudine: | 10 m s.l.m. | | Superficie: | 474,46 km² | | Abitanti: | | 77.500 (circa) | dicembre 2006 |
| | Densità: | 163 ab./km² | | Frazioni: | Marina di Grosseto, Principina a Mare, Montepescali, Braccagni, Istia d'Ombrone, Batignano, Alberese | | Comuni contigui: | Campagnatico, Castiglione della Pescaia, Gavorrano, Magliano in Toscana, Roccastrada, Scansano | | CAP: | 58100 | | Pref. tel: | 0564 | | Codice ISTAT: | 053011 | | Codice catasto: | E202 | | Nome abitanti: | Grossetani | | Santo patrono: | San Lorenzo | | Giorno festivo: | 10 agosto | | Visita il Portale Italia |
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Grosseto è una città della Toscana di 77.500 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia. È il capoluogo situato più a sud tra quelli della Toscana. GeografiaLa città, è posta circa 12 km dal mare (Marina di Grosseto), al centro di una pianura alluvionale denominata Maremma Toscana, risultato delle bonifiche apportate dai Lorena (XVIII - XIX secolo) e dal governo fascista (anni Venti e Trenta). A poca distanza dalla città si trova la località di Roselle, famosa per gli scavi che hanno riportato alla luce resti della civiltà etrusca. Incomplete da tempo rimangono, invece, le terme con acqua sulfurea che scendono da Saturnia e dal Monte Amiata. La città è sfiorata a sud dal fiume Ombrone (161 km), che nasce presso S. Gusmè, nel versante sud-orientale dei Monti del Chianti e, dopo un corso molto articolato, sfocia all'interno del Parco Naturale della Maremma, presso Principina a Mare. Dista 71 km da Siena, 133 da Livorno, 140 da Firenze, 150 km dall'Aeroporto di Fiumicino e 180 da Roma. Il Mar Tirreno, invece, lo si può trovare ad appena 12 km dalla città, a Marina di Grosseto, oppure, più o meno alla stessa distanza, a Principina a Mare. ClimaIl clima della città di Grosseto è mitigato dalla vicinanza del mare e presenta estati calde ma ventilate dalla brezza marina di ponente ed inverni non particolarmente freddi. Le precipitazioni sono piuttosto contenute e concentrate soprattutto nel periodo autunnale. Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano presso Alberese. | Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
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| Temperatura massima media (°C) | 13 | 14 | 17 | 18 | 22 | 26 | 30 | 29 | 27 | 21 | 15 | 13 | 20,4 |
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| Temperatura minima media (°C) | 3 | 3 | 5 | 7 | 10 | 15 | 18 | 17 | 15 | 11 | 6 | 3 | 9,4 |
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| Piogge (mm) | 45 | 47 | 42 | 45 | 32 | 19 | 11 | 29 | 44 | 69 | 87 | 67 | 537 |
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Il toponimoDiversi autori nel corso dei tempi, hanno variamente chiamato il capoluogo della provincia grossetana designandola il più delle volte come Grossetum altre Crassetum, mentre taluni la denominarono Rosetum. In ogni caso, le scritture più vetuste e più genuine, le bolle dei pontefici Innocenzo II del 1138, di Celestino II del 1143 e di Clemente III del 1188 indicarono chiaramente essere il vero nome Grossetum. Inoltre, gli antichi Grossetani, per dimostrare la loro origine etrusca, assunsero ad emblema un grifone, mitico animale alato già in auge presso gli Etruschi; lo posero più tardi sopra uno scudo rosso per significare il partito ghibellino da essi costantemente seguito, e finalmente più tardi ancora (nel 1328) lo armarono di una spada per ricordare la eroica difesa della loro città compiuta nel settembre di quell'anno contro Lodovico il Bavaro. Questi l'aveva cinta d'assedio con un esercito, ma i grossetani l'avevano respinto e sbaragliato dopo ben 4 giorni di battaglia. Storia"Città forte. Non grande, ben murata e difesa da sei bastioni e da una rocca, con due sole porte, una che guarda la terraferma, l'altra, dalla quale si esce verso il mare"
Così il Repetti apre nel suo dizionario cartografico della Toscana l'illustrazione della città. Non pochi sono i cenni storici e le numerose vicende che hanno contraddistinto ed accompagnato la crescita di Grosseto da villaggio a città. Le origini di Grosseto risalgono all'alto Medio Evo. Gli sporadici ritrovamenti più antichi effettuati in alcuni punti della città non sono sufficienti a provare un'origine etrusca o romana. Sin dall'agosto 803 la chiesa di San Giorgio e molti suoi beni vennero dati in anfiteuse ad Ildebrando degli Aldobrandeschi, i cui successori furono conti della Maremma grossetana sino alla fine del XII secolo. Iniziò così il "dominio" degli Aldobrandeschi, con cui la città raggiunse la sua maggior potenza. Un dominio vero e proprio che permise ai grossetani nel 1137, tanta era l'indipendenza del loro governo dai vicari imperiali, di non arrendersi e venire assediati dalle truppe tedesche calate in Maremma con il duca Arrigo di Baviera. Data assai importante è quella del 1138 che segnò il trasferimento a Grosseto della sede vescovile di Roselle. Mentre si profilavano le prime idee di comune, la città prestò nel 1151 giuramento a Siena, con la quale nei primi del XII secolo stipulò accordi per la dogana del sale. Nel 1222 gli Aldobrandeschi concessero ai cittadini la facoltà di nominare un podestà, tre consiglieri e i consoli. Nel giubilo generale l'atto di obbedienza fatto ai senesi venne ripudiato. L'invio di 3000 uomini da Siena e certe "buone maniere" ristabilirono nel settembre del 1244 fedeltà e obbedienza. Siena sostituì così gli Aldobrandeschi fermi restando i privilegi imperiali. Ospite di Grosseto fu nel 1224 l'imperatore Federico II la cui fama di mecenate e di uomo di cultura fece "approdare" in questa terra nobili e poeti di ogni parte d'Italia. Mentre guelfi e ghibellini si facevano guerriglia, e sebbene preso dalle lettere e dalla poesia Federico lI riuscì a smascherare la congiura di Capaccio ordita da Pandolfo di Pasanella. Dopo la serena parentesi Umberto e Aldobrandino Aldobrandeschi, morto il padre Guglielmo, cercarono di riconquistare ai senesi i domini perduti; gli eserciti senesi però nel 1259 costrinsero alla resa la città e nominarono podestà un loro concittadino. Di nuovo libera dopo appena un anno, Grosseto combatté a fianco di Firenze nella battaglia di Monteaperti; rioccupata, devastata, scomunicata da Clemente IV, recuperata la libertà, dichiarata la repubblica con a capo Maria Scozia Tolomei, assediata da Ludovico il Bavaro e dall'antipapa Nicola V nel 1336, subì la definitiva sottomissione a Siena. Tentativi di rivolta, pestilenze, tra le quali quelle del 1430 e del 1527 (a cui seguì l'anno successivo una incursione del corsaro Barbarossa), caratterizzarono il periodo precedente al 1552 anno in cui i grossetani cacciarono gli spagnoli che presiedevano la città. La Pace di Cateau-Cambrésis e la caduta di Siena sotto Firenze fece sì che i Medici trasformassero Grosseto in fortezza. Fu iniziata la costruzione delle mura, venne creato l'Ufficio dei Fossi, mentre prosciugamenti e reti stradali cominciarono a prendere vita. I Medici però trascurarono Grosseto e le sue terre e solo con l'avvento dei Lorena grazie a Pietro Leopoldo, la provincia di Grosseto fu separata da Siena ed ebbe podesteria e nuovi ordinamenti politici ed economici. Dopo il Congresso di Vienna, Ferdinando III riprese la intelligente politica di risanamento della Maremma giovandosi del prezioso ministro Fossombroni. Leopoldo II continuò poi l'opera di bonifica ed i grossetani il 1 maggio 1846, gli inaugurarono sulla piazza un monumento a riconoscenza della sua sensibilità e del suo amore verso questa terra. La politica divise in seguito i grossetani daI granduca, Grosseto partecipò attivamente al Risorgimento e, partito da Firenze Leopoldo II, iniziò ad essere una delle tante piccole città italiane alla ricerca di una identità. Evoluzione demograficaAbitanti censiti  Grosseto conta attualmente (2007) oltre 77.500 abitanti registrando ancora una buona fase di crescita, dopo essere stata per anni il capoluogo di provincia meno antropizzato della Regione; la città sembra espandersi secondo direttrici urbanistiche delineate dalla attenta programmazione territoriale, che si è definita nel tempo. Inoltre va rilevata una espansione demografica costante, senza cioè conoscere pause o arretramenti, dal dopoguerra ad oggi, forse a segnare un incremento economico (agricoltura, turismo) con basi solide, non soggetto a situazioni di crisi o di regressione. Il centro storico Le mura medicee Le mura medicee - Cassero Senese Una cinta muraria era presente a Grosseto fin dal XII secolo, più volte distrutta e ricostruita. Nel 1574 Francesco I de' Medici fece iniziare i lavori delle "Mura esagonali", tuttora conservate, su progetto di Baldassarre Lenci, I lavori si protrassero per 19 anni e videro l'impiego di condannati prelevati dalle prigioni in seguito ad apposito decreto. Le mura seguono un perimetro esagonale, con gli angoli difesi da bastioni pentagonali a forma di freccia, con posti di guardia ("casini") alla punta, mentre la vecchia cittadella del "Cassero Senese" era protetta inoltre da un secondo bastione della medesima forma, rivolto verso l'interno. Si conservano tuttora gallerie di servizio, magazzini e ridotti. Ambienti e percorsi sono pavimentati con mattoni a spina di pesce. Sino al 1757 le mura furono circondate da un fossato esterno e da un argine di terra battuta. Vi erano due porte principali, una a nord, "Porta Nuova", e una a sud, un tempo "Porta Reale" ed ora "Porta Vecchia". A queste si aggiungevano diversi passaggi più piccoli (postierle), facilmente difendibili. Con Leopoldo II, furono demolite nel 1855 torricelle e "casini", ingentilendo l'aspetto della fortezza, che venne trasformata in passeggiata pubblica. Un bombardamento distrusse l'ultimo "casino" rimasto, detto "delle palle", all'interno del quale si conservavano alcuni affreschi. Palazzo Aldobrandeschi Veduta di Palazzo Aldobrandeschi Palazzo Aldobrandeschi, sede della Provincia di Grosseto, si trova sul lato orientale di Piazza Dante. Edificato in epoca medievale, il fabbricato venne quasi interamente ricostruito agli inizi del secolo scorso dall'architetto Lorenzo Porciatti. La struttura si presenta in stile neogotico con finestre a bifora e a trifora caratterizzate da archi a sesto acuto; la parte sommatale culmina con una merlatura. Cassero del SaleIl Cassero del Sale si trova nell'omonima piazza, sul lato opposto rispetto a Porta Vecchia. Fu costruito nel Trecento come punto di produzione, distribuzione ed esportazione del sale proveniente dalle saline un tempo esistenti lungo la costa.
MuseiFanno parte della "Rete museale della Maremma": il Museo archeologico e d'arte della Maremma, Il Museo d'arte sacra della diocesi di Grosseto, il Museo di storia naturale della Maremma, l'Acquario il Museolab della città di Grosseto il Centro visite del Parco naturale della Maremma nella frazione di Alberese.
Località e frazioni Principina a MarePrincipina a Mare è una frazione sulla costa a pochi chilometri da Grosseto. È una località estiva, composta principalmente da case di villeggianti e poco popolata d'inverno. Oltre alle stazioni balneari, è piuttosto frequentata perché è l'ultimo insediamento prima della foce dell'ombrone e confina con il parco nazionale della Maremma. Le spiagge a sud sono infatti le classiche spiagge selvagge maremmane, che si addentrano in territori ancora paludosi verso l'Ombrone. Oltre a numerose case in affitto, Principina a Mare propone anche Hotel di alta categoria e un campeggio di categoria media. Marina di Grosseto Frazione di Marina di Grosseto Se dovessimo trovare per Marina di Grosseto una precisa data di nascita, potremo far risalire il suo primo "vagito" al 1793, allorché fu terminata la torre voluta da Ferdinando III di Lorena. L'ampio arenile, la vasta pineta disseminata di rosmarini, ginestre e di una ricca ed incontaminata vegetazione mediterranea, hanno fatto nel tempo il miracolo.La gente, una volta in gran parte grossetani, si è riversata in questo lembo di costa, l'antica San Rocco,che già villaggio di pescatori con i suoi capanni di falasco e con qualche casetta in muratura e le caratteristiche baracche, lusso per pochi, si è trasformata in quella Marina di Grosseto dove ville, moderni palazzi, ristoranti, banche, hanno creato una dimensione ormai cittadina. Siena, Arezzo, Firenze, Roma e tante altre città, vedono i loro abitanti riversarsi nel periodo estivo in questa ridente località. È oggi ormai un rinomato centro balneare. Alberese Parco dell'Uccellina - Alberese Deviando dall'Aurelia, dopo pochi chilometri si arriva ad Alberese, oggi "sala d'aspetto" del Parco Naturale della Maremma. L'abitato è dominato dall'imponente mole della Villa Granducale che sorge su una modesta altura ai piedi dei Monti dell'Uccellina. Nonostante la presenza dell'uomo, i naturali paradisi circostanti, con il loro patrimonio faunistico e floristico, sono stati salvati ed oggi un Parco ed una legge regionale salvaguardano la conservazione ed il perdurare di queste bellezze. Mandrie brade di cavalli e buoi maremmani scorrazzano ancora per i larghi prati mentre tra i fitti boschi dei Monti dell'Uccellina cinghiali e caprioli vivono indisturbati. All'interno del Parco non si trova solo natura incontaminata; numerosi e talvolta imponenti sono i segni della presenza dell'uomo nei vari periodi. Nella preistoria furono abitate alcune grotte, come quella dello Scoglietto, che conserva tracce di frequentazione anche più recenti (età del Bronzo, età Romana) Resti etruschi (Poggio Raso) e romani (Santa Francesca, Le Frasche) sono presenti soprattutto verso Talamone e lungo l'Aurelia. Nel cuore del Parco è invece l'Abbazia di San Rabano, uno dei monumenti medievali più suggestivi della Maremma. Infine si segnalano le torri costiere che fino all'età moderna ebbero il compito di controllare il mare dove dominava la pirateria nordafricana. BatignanoSorto su una collina a nord-est del territorio comunale ebbe forse origini antica, ma si sviluppò in epoca medioevale, intorno al castello che controllava lo sbocco della via verso Siena sulla piana grossetana e alcune miniere di piombo e di argento. Fu feudo degli Aldobrandeschi e appartenne nel 1213 a Manto da Grosseto. Passò quindi nel Trecento in dominio di Siena, ospitando numerosi immigranti dalla Corsica, e quindi nel Granducato di Toscana. Nel 1738 fu riunita al comune di Grosseto. Del castello si conservano la cinta muraria, con torri e porte, e un cassero. Nel centro storico si trovano il "Palazzo di Giustizia" e un "Loggiato" a tre arcate, costruito con materiali di reimpiego (colonne e capitelli romani), probabilmente provenienti da Roselle. La "pieve di San Martino", in origine esterna al centro abitato, in stile romanico, si conservano tracce di affreschi di scuola senese. Oggi Batignano è un caratteristico borgo che conserva resti di mura e di un cassero oltre ad una loggetta a tre archi che danno al paese un certo tono di antichità. Nella chiesa parrocchiale (S. Martino) di architettura romanica, fanno poi bella mostra di sé frammenti di affreschi di scuola senese. Nei pressi si trova l'antico convento di Santa Croce. BraccagniUn tempo semplice appendice della frazione di Montepescali, Braccagni ha oggi assunto una veste tutta sua che le affida un ruolo di punto nodale per la stessa economia della zona. La stazione, l'Aurelia, certe attività sviluppatesi in questi ultimi anni, nuove abitazioni, hanno creato una identità di moderno paese, destinato a continua evoluzione. L'annuale Fiera del Madonnino è una dimostrazione di come Braccagni stia rivelandosi non anacronistico borgo, ma moderno centro che con il lavoro ha saputo conseguire una precisa fisionomia grazie anche all'opera dei suoi abitanti che, attraverso iniziative come la rivista di tradizioni popolari La Sentinella del Braccagni o come la Festa del Maggio (che si svolge ogni primo Maggio), hanno saputo far rivivere culturalmentre un luogo di periferia. Braccagni, dunque, è un paese in via di sviluppo, a pochi chilometri da Grosseto, con un cuore che sa ancora di campagna. La ferrovia e la S.S. n.1 la rendono quanto mai accessibile. Istia d'Ombrone Istia d'Ombrone, la Porta Grossetana Veduta di Istia d'Ombrone Sorto come insediamento fortificato sopra la Valle dell'Ombrone e possesso dall'862 dei vescovi di Roselle-Grosseto, che vi ebbero diritti feudali con il titolo di conti e vi stabilirono una residenza Passò in segutio alla famiglia Aldobrandeschi e nel corso del Trecento sotto il controllo dei Senesi. Nel Quattrocento apparteneva alla famiglia Piccolomini. Insieme a Siena entrò a far parte alla metà del Cinquecento del Granducato di Toscana. La cinta muraria, distrutta in gran parte nel 1137 da Arrigo, duca di Baviera, venne ricostruita solo sotto i Senesi. Si conservano alcuni resti della "Portaccia" e la "Porta Grossetana", a cui si addossa il quattrocentesco "Palazzo di Giustizia". La residenza dei vescovi-conti, il "palazzo di San Salvatore", venne in seguito trasformato in fortezza dai Senesi ("Cassero"). La "chiesa di San Salvatore", duecentesca, venne più volte ristrutturata nei secoli successivi. Conserva una quattrocentesca scultura lignea di scuola senese, un contemporaneo dipinto di Madonna con Bambino di Giovanni di Paolo e un altro dipinto di Vincenzo Taninagni del 1582. La chiesa di San Sebastiano, un tempo di Santo Stefano, sorge al di fuori delle mura. Montepescali Veduta aerea di Montepescali Collocato sulla cima di un colle nella parte settentrionale del territorio comunale, il panoramasu tutta la costa e l'arcipelago toscano, sino alla Corsica, gli ha valso il soprannome di "Terrazzo" o "Balcone della Maremma" Sorto in epoca altomedioevale, fu feudo degli Aldobrandeschi e passò quindi sotto il dominio di Siena, pur ottenendo statuto autonomo nella prima metà del Quattrocento. Entrato a far parte del Granducato di Toscana, nel 1627 fu concesso in feudo ai conti d'Elci e da questi passò poi ai Tolomei, ai Guadagni ed infine ai Federighi. Centro agricolo, i suoi abitanti scendevano nella piana sottostante per lavorare a giornata nelle vicine tenute e fattorie. Vasti oliveti e vigneti drappeggiano il colle a simbolo di una produzione vinicola e olearia di un certo prestigio. Si conservano le mura, con la "Torre senese", un tempo appartenente al cassero e restaurata nel 1492, e un bastione "a tre punte" cinquecentesco. Di epoca medioevale sono ancora il "Palazzo dei Priori", sede dell'antico comune Nella parte alta del paese si trova la "chiesa di San Niccolò", di impianto romanico (XI secolo), che conserva un importante ciclo di affreschi di scuola senese datati 1389. In tempi recenti vi è stata posta anche una grande tavola di Matteo di Giovanni (scuola senese, XV secolo) che raffigura la Madonna in trono con angeli e santi, che era in origine nell'altra chiesa, dedicata ai Santi Stefano e Lorenzo. La chiesa dei Santi Stefano e Lorenzo risale al XII secolo e conserva anch'essa affreschi di scuola senese (XIV secolo). Si segnala il ricco altare in stucco (fine secolo XV) che ospitava in origine la pala di Matteo di Giovanni. Fuori del paese sono visibili i ruderi della "chiesa della Madonna delle Grazie", edificata nel corso del Duecento, ampliata in epoca seicentesca, sconsacrata e privata degli arredi nel corso del Settecento. Roselle Area archeologica di Roselle Roselle Città etrusca, romana e medievale, l' antica Roselle ha da sempre posseduto una tutta sua particolare attrazione. Come un po' tutte le "lucumonie" etrusche, la città venne costruita, a partire dalla fine dell'età del Ferro, su di un'altura che per la sua vista e per la sua lontananza dalla, costa offriva una indiscussa sicurezza. La povertà di notizie non ci permette di conoscere con esattezza la consistenza territoriale del suo dominio, pur tuttavia si estese anche nei confronti di Vetulonia, di cui Roselle riuscì a fagocitare buona parte dei territori. Il periodo "tardo etrusco" segnò la massima espansione anche del suo abitato, la massima fioritura sia nel commercio che nella politica. Ma nel 294 a.C. la città venne conquistata. Come riporta Livio, duemila furono gli Etruschi uccisi intorno alle mura, altrettanti i prigionieri e assai gravi le condizioni della resa. La "Lupa" prima e l' "Aquila" poi contraddistingueranno la sua storia. Mentre gli Etruschi vanno dissolvendosi nell' immenso Impero Romano, la vita tende ad estendersi a svilupparsi nella pianura, nella adiacenza di grandi arterie. Con la fine deIl'Impero, Roselle, già sede di una diocesi, nel V secolo divenne il centro medievale più importante dell'area. Il suo abbandono fu poi graduale e parallelo all'emergere del nuovo centro di Grosseto, che ereditò la sede vescovile rosellana nel 1138. Fattorie e Ville Fattoria AcquistiLa Fattoria Acquisti si trova all’estremità settentrionale del comune di Grosseto, pochi chilometri a ovest del moderno abitato di Braccagni. La tenuta è così denominata perché molti dei suoi terreni divennero coltivabili a seguito delle grandi opere di bonifica idraulica iniziate nel Settecento; gran parte delle terre strappate all’antica palude si trovano oltre il Molino degli Acquisti. All’interno della tenuta della fattoria si trova la Cappella di Sant’Uberto, edificato nella prima metà del Novecento seguendo in parte il modello delle cappelle rurali dei secoli precedenti. Nell’aia della fattoria e lungo una vicina strada poderale sono venuti alla luce alcuni cippi che potrebbero appartenere ad antiche tombe. Villa Granducale di Alberese Veduta del complesso della Villa Granducale La Villa Granducale di Alberese si trova all’estremità meridionale del comune di Grosseto, su una modesta altura dei Monti dell’Uccellina che domina l’omonimo abitato. Il complesso venne edificato nel corso del Quattrocento ed era originariamente la sede dell’Ordine dei Cavalieri di Gerusalemme; nel tardo Cinquecento venne costruita accanto al palazzo la Cappella di Sant’Antonio Abate. Nelle epoche successive il complesso divenne dimora granducale e, nel corso del Settecento, subì profondi lavori di restauro che trasformarono l’antico palazzo in villa-fattoria, inglobando la chiesa nelle mura del complesso: l’aspetto attuale è dovuto a questa ristrutturazione operata dai Lorena. La Villa Granducale si presenta come un maestoso complesso dalle linee eleganti a tre piani, con due terrazze laterali di diversa grandezza, poste lateralemente al primo piano; la Chiesa di Sant’Antonio Abate risulta incorporata tra la villa granducale ed altri edifici che si dispongono ad L rispetto all’edificio religioso; sul retro della chiesa si innalza la torre campanaria che mantiene la medesima semplicità dell’edificio religioso La chiesa viene aperta al pubblico solo la mattina della domenica delle Palme per la benedizione degli ulivi che precede la processione diretta alla vicina chiesa parrocchiale in stile neoromanico di epoca novecentesca.
EconomiaL'economia è essenzialmente basata sul terziario legato all'attività turistica (particolarmente vivace sulla costa) e sull'agricoltura, che non presenta però caratteri moderni. Le colture maggiormente presenti sono: cereali, girasoli, ortaggi e, nella zona collinare della provincia, vitigni ed uliveti di ottima qualità (Olio delle colline maremmane, vino Morellino di Scansano, vini delle Colline di Pitigliano). Le tradizioni popolari La mercaAnche per un giusto amore verso il passato, oggi si ricercano usanze, leggende, tradizioni, quell'antica cultura, che, spesso assente dai libri ufficiali è però molto importante per riscoprire il carattere di una comunità. La "merca" ad esempio, era nel passato una vera e propria cerimonia. Durante il mese di maggio, censiti dai "bestiai", i vitelli dell'annata venivano immessi in un labirinto di mandrioli per dare poi inizio, di fronte alle autorità della città, alla merca, con la quale puledri e vitelli entravano ufficialmente nella mandria. Mentre un lungo ferro con in cima il marchio del padrone veniva arroventato, uno dei bestiai conduceva l'animale in un recinto circolare, al centro del quale stava un grosso tronco biforcuto. La bestia veniva catturata con un laccio e mentre due "bestiai" la rovesciavano a terra e la legavano, un altro, preso il ferro arroventato, la marcava a fuoco. Il MaggioComunemente a tutte le zone della provincia, anche nel Grossetano l'arrivo di maggio è sempre stato accolto con il canto di questua che ritrova le sue radici in antichi riti di fertilità di tipica tradizione contadina. Verso la fine dell'800 il canto del "Maggio" si arricchì poi di contenuti politici e sociali. Un gruppo di "Maggiolatori" o "Maggiolaioli" composto di un piccolo coro e da alcuni suonatori di fisarmonica e di altri strumenti, se ne andava, un tempo, di podere in podere, così come ancor oggi si ripete, nella notte fra il 30 aprile ed il 1 maggio. Con un abbigliamento tutto particolare, all' insegna dei colori e dei fiori, chiesto il permesso al "capoccia" il gruppo dava via alla sua cantata in ottava rima, dopodiché i mazzolini di fiori dei maggiolatori offerti alle ragazze venivano contraccambiati con uova, formaggio, vino o altri generi. " I geli son passati torna la primavera, si sente cinguettar la capinera. Con anima sincera con fede e con speranza noi si rinnova questa vecchia usanza", questi alcuni dei versi di una "maggiolata" in uso nelle zone di Roselle. CredenzeLa credenza popolare è sempre stata d'aiuto alla medicina ufficiale, o quanto meno ha avuto una sua funzione psicologica per far sì che malato e familiari si sentissero più protetti. Quando la malaria e la terzana con le loro insistenti febbri non permettevano la guarigione del malato, questo doveva scendere un burrone assai distante dall'abitato, in un luogo dove uomini e animali non passassero. Doveva poi raccogliere un filo d'erba e legandolo ad uno sterpo, facendo il nodo, doveva così recitare ad alta voce: "Qui ti lego e ti ci lascio, ti piglierò quando ripasso". Così facendo la malattia veniva "seminata" in quel luogo in cui non si sarebbe più recato e se malaguratamente, qualcuno, uomo od animale, vi fosse passato, il male lo avrebbe colpito. Inoltre senza andare troppo indietro negli anni quando i bambini avevano la tosse canina, venivano portati lungo la sponda dell' Ombrone e fatti camminare controcorrente, in senso cioè inverso del fiume; sembra che dopo qualche "seduta" la guarigione fosse assicurata. L'esperienza poi dei "bestiai" e dei "butteri" ha fatto sì che sempre nel Grossetano, storte e slogature, riprendendo antiche forme curative, siano ancor oggi da molti curate con la chiara dell'uovo sbattuto. Una volta ottenuta una consistente schiuma, se ne cosparge la parte dolorante e si fascia ben stretta. Considerati i risultati di oggi, questa "chiarata" è in certi casi una vera e propria panacea. Lo sportGrosseto è da sempre una città di solide tradizioni sportive avendo dato i natali a grandi campioni della boxe come "Ghigo" Cortonesi, "Lollo" Polidori, Emilio Marconi, Alessandro "Professorino" Scapecchi e più recentemente ad Emanuele "Toro Maremmano" Grilli. Ma non c'è soltanto il pugilato a rendere lustro a Grosseto: la squadra di calcio, Unione Sportiva Grosseto Football Club 1912, milita in serie C1/a ed ha lanciato nel corso degli anni grandi giocatori come Carlo Zecchini, Adriano Meacci, Marco Branca, Gino Ferioli (autore in amichevole di un tunnel a Diego Armando Maradona nel 1984), Emiliano Biliotti e tanti altri nel corso della storia. Da sottolineare che nell'Unione Sportiva Grosseto ha militato il grandissimo Stefano Ferri, livornese, uno dei più grandi talenti del calcio italiano che, purtroppo, non è mai andato oltre la serie C2 a causa della miopia degli osservatori. Lo sport principale di Grosseto è il calcio con l' Unione Sportiva Grosseto che, dopo anni di permanenza nel calcio dilettante, grazie alla Presidenza di Piero Camilli è approdata al calcio professionista. Dopo aver vinto il campionato di serie C2 la Società Unionista ha partecipato per due anni consecutivi ai play off di C1, perdendo purtroppo la finale per la serie B contro il Frosinone. Al secondo posto come sport più seguito c'è il baseball grazie alle imprese del Bbc Grosseto tre volte campione d'Italia e vincitore di una Coppa Campioni e di una Coppa CEB. Nel Bbc Grosseto hanno militato o militano fior di campioni: Carlos Quintana, Richard Olsen, Beppe Massellucci, Riccardo Luongo, Tom Mutz, Jaime Navarro, Craig Stimac, Dario Borghino, Riccardo De Santis, Luca Bischeri, Jairo Ramos, Otis Green, Raffaele Gandolfi. Nel periodo 2002-2005 il manager è stato Pedro Medina, ex stella del baseball cubano. Per i sostenitori del Grosseto Calcio sono visitabili i siti: www.usgrosseto.com(sito ufficiale) e www.forzagrosseto.com. C'è altresì da segnalare il fatto che a Grosseto esiste l'unica vera tifoseria organizzata del baseball italiano, gli Warriors. La città è anche uno dei principali centri italiani per l'atletica leggera: lo stadio di Grosseto ha infatti ospitato i Campionati europei juniores 2001 e i Campionati mondiali juniores 2004. Qui si allena il forte saltatore con l'asta Andrea Giannini. Grosseto è stata sede nel 2006 dei campionati Mondiali Militari di Scherma. Tra le numerose società sportive cittadine si annovera la Società Schermistica Grossetana (sito ufficiale [2]) , unico punto di riferimento per la scherma nel territorio provinciale. Nella pallacanestro, invece, a Grosseto ci sono le seguenti squadre: Gorarella Basket, in C2, Pallacanestro Grosseto, in D e Basket 3000, in Promozione. L'attuale Gorarella Basket è, in qualche modo, l'erede dell'ormai inesistente A.S. Basket Grosseto che, sul finire degli anni 80, raggiunse la serie B2. GemellaggiKashiwara, Giappone; Montreuil (Seine-Saint-Denis), Sainte Marie de la Mer e Narbonne Francia; Birkirkara, Malta; Cottbus, Germania; Dimitrovgrad, Bulgaria. Inoltre, è gemellata, per la comunanza dei colori negli emblemi (rosso e bianco), con l'Imperiale Contrada della Giraffa , una delle diciassette contrade del Palio di Siena.
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