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Il Cacciucco alla livornese |

- Acqua cotta
- Anatra all'Arancia
- Baccalà alla livornese
- Berlingozzo
- Biroldo
- Cantuccini o Biscotti di Prato
- Bistecca alla fiorentina
- Bottarga di Muggine di Orbetello
- Brigidini
- Brutti ma buoni
- Buglione
- Cacciucco
- Cecina
- Cialde di Montecatini
- Ciambellino
- Cibreo
- Cioncia
- Confetti di Pistoia
- Fagioli all'Uccelletto
- Fettunta
- Finocchiona o Sbriciolona
- Frittelle di S. Giuseppe
- Lampredotto
- Lardo di Colonnata
- Mallegato
- Marroni del M.Amiata
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- Migliacci
- Mortadella di Prato
- Pandiramerino
- Panforte
- Pan pepato
- Panzanella o Panmolle
- Pappa al pomodoro o Pancotto
- Pappa maritata
- Pappardelle al cinghiale Pasimata
- Prosciutto di Cinta senese
- Ribollita
- Ricciarelli
- Roventino
- Schiacciata alla fiorentina
- Schiacciata con l'uva
- Testaroli
- Tordelli alla lucchese
- Tordelli alla versiliese
- Torta co' becchi
- Torta d'erbe
- Torta co' bischeri
- Tortelli maremmani
- Trippa alla fiorentina
- Zuccotto
- Zuppa arcidossina
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DemografiaLa Toscana conta più di 3 milioni e mezzo di abitanti che rappresentano circa il 6% della popolazione italiana, con una densità di circa 155 abitanti per km² che risulta inferiore rispetto alla media nazionale. Poco più del 10% della popolazione toscana risiede nel capoluogo regionale e circa un terzo del totale regionale nell'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia che si sviluppa senza soluzioni di continuità nella corrispondente conca intermontana. Altre zone densamente popolate sono, in ordine decrescente, l'area livornese, la fascia costiera della provincia di Massa-Carrara e della Versilia, la Valdinievole e la Piana di Lucca, l'area pisana e il Valdarno inferiore ed infine la zona del Valdarno superiore tra Arezzo e Firenze. Al contrario, l'intera area appenninica (dalla Lunigiana e Garfagnana fino al Casentino), la Maremma grossetana, le Colline Metallifere, il Monte Amiata e la zona a sud di Siena comprendente la Val d'Orcia e le Crete senesi con il Deserto di Accona risultano essere i territori con la minore densità abitativa. Evoluzione demograficaDagli anni '70 in poi la Toscana ha visto una continua diminuzione dei tassi di natalità. Tuttavia, la popolazione totale regionale si è mantenuta piuttosto stabile fino alla fine degli anni '90, quando è iniziato a verificarsi un aumento piuttosto deciso. Tutto ciò è stato possibile grazie all'immigrazione da altre regioni italiane (soprattutto quelle meridionali) e da paesi stranieri (fenomeno che si è molto accentuato negli ultimi due decenni). Tra gli stranieri residenti, a livello regionale prevalgono i cittadini dei paesi dell'Europa orientale, seguiti da quelli di vari stati del continente africano; minore è la percentuale di cittadini asiatici ed americani. Tuttavia, nell'area fiorentina e pratese le percentuali si discostano dalla media regionale, essendo presente una foltissima comunità cinese che costituisce nella zona la maggioranza dei cittadini stranieri. Città (popolazione in ordine decrescente) Il Duomo di Lucca Firenze - 366.488 ab. Prato - 185.538 ab. Livorno - 155.986 ab. Arezzo - 95.229 ab. Pistoia - 92.276 ab. Pisa - 88.363 ab. Lucca - 85.984 ab. Grosseto - 77.500 ab. Massa - 70.159 ab. Carrara - 65.296 ab. Siena - 54.498 ab.
EconomiaL'economia della regione si basa prevalentemente sul settore terziario, alimentato principalmente dal turismo. Tuttavia, in Toscana vi sono numerosi distretti industriali sparsi nel territorio, che incidono profondamente sull'economia a scala locale. Anche l'agricoltura e l'allevamento, grazie ai prodotti di qualità, rivestono notevole importanza, pur creando un numero marginale di posti di lavoro rispetto agli altri settori. Uso del suolo Il Deserto di Accona nei pressi di Asciano Il territorio toscano, occupato da aree urbanizzate per poco più del 4% della sua estensione, è ricoperto per quasi il 44% da boschi, che interessano prevalentemente le aree montane appenniniche e dell’Amiata , le zone collinari più elevate come le Colline Metallifere e i Monti del Chianti e le aree in prossimità della fascia costiera. Le latifoglie sono le essenze predominanti, mentre le conifere dominano lungo la fascia costiera (pinete marittime) e in alta montagna (abeti); nella Maremma grossetana e nelle aree collinari limitrofe è molto diffusa anche la quercia da sughero (Quercus suber). Le aree coltivate rappresentano circa il 39% del territorio regionale e occupano prevalentemente le pianure (seminativi), le valli interne e le zone di medio-bassa collina (vigneti e oliveti). La vegetazione arbustiva interessa quasi il 7% del territorio e si caratterizza per la macchia mediterranea bassa e per la gariga nelle aree a ridosso della fascia costiera maremmana, e per i cespugli dei rilievi interni. Pascoli e praterie naturali occupano circa il 5% del territorio, soprattutto a carattere sparso nelle aree collinare interne e in modo più definito nella Maremma grossetana, specialmente nel cuore del Parco naturale della Maremma. Lo 0,6% del territorio è caratterizzato da aree con assenza o scarsità di vegetazione (calanchi e biancane del Deserto di Accona e delle Crete senesi e zone rocciose collinari e montane), mentre lo 0,4% circa è occupato da zone umide (lagune, paludi, laghi e stagni). Agricoltura e allevamento
Buoi maremmani allo stato brado tra le dune del Parco naturale della MaremmaL'agricoltura e l'allevamento rivestono ancora oggi una notevole importanza, vista la qualità dei prodotti forniti. La Toscana, inoltre, è stata la prima regione in Europa ad aver approvato una legge specifica che vieta la coltivazione e la produzione di organismi geneticamente modificati e il loro consumo nelle mense pubbliche (L.R. 53 del 6 aprile 2000); di fatto il territorio regionale può definirsi OGM-free. AgricolturaNelle aree montane, l’agricoltura si caratterizza per marginalità produttiva nelle aree montane, dove tuttavia vengono valorizzate al massimo le castagne, i funghi e i tartufi. La collina si caratterizza per gli oliveti, dove prevalgono le specie Frantoio, Pendolino, Moraiolo, Leccino, Madremignola, Razzo, Rama Pendula, Coreggiolo, Ornellaia, Piangente ed Olivastra seggianese nella zona di Seggiano. Non da meno sono i vigneti, i più diffusi dei quali sono il Sangiovese, Ciliegiolo, Canaiolo, Malvasia nera, Aleatico e, in Maremma, anche Alicante, Petit Verdot, Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon tra quelli a bacca rossa, mentre tra i bianchi spiccano il Trebbiano toscano, Vermentino, Vernaccia, Malvasia bianca e, nella Maremma grossetana, anche l'Ansonica. A tale proposito si segnala l'importanza mondiale dei vini toscani per la loro ottima qualità, tra i quali spiccano il Brunello di Montalcino, la Vernaccia di San Gimignano, il Chianti, il Chianti Classico, il Carmignano, il Morellino di Scansano, il Montecucco rosso, il Montecucco Sangiovese, il Monteregio di Massa Marittima rosso, il Monteregio di Massa Marittima Vin Santo Occhio di Pernice, l'Ansonica Costa dell'Argentario, i rossi dell'Elba, i pregiatissimi rossi della costa livornese quali il Bolgheri Sassicaia, il Bolgheri rosso e il Bolgheri rosso superiore. Cavalli maremmani allo stato brado nella prateria maremmana La bassa collina e anche la pianura si caratterizzano per vivaismo (provincia di Pistoia), orticoltura, colture cerealicolo-foraggere, girasoli, mais, barbabietole e zafferano (province di Siena e Grosseto). Allevamento e zootecniaL’allevamento e la zootecnia si fondano principalmente sulle razze autoctone bovine e suine che forniscono carni molto pregiate e di ottima qualità. Tra i bovini spiccano le razze chianina, maremmana, calvana e garfagnina, tutte allevate allo stato brado, caratteristica che ha fatto sì che le loro carni fossero molto ricercate anche durante gli anni della crisi del settore dovuta alla BSE (patologia mai riscontrata nelle razze autoctone toscane). Tra i suini spicca su tutti la pregiatissima razza di Cinta senese allevata allo stato brado e semibrado in varie zone della provincia di Siena e nell'area delle Colline Metallifere. Tra le razze autoctone ovine sono in fase di recupero la pomarancina e la zerasca in un periodo contrastato da sporadici casi del morbo della "blue tongue". I cavalli autoctoni più diffusi a livello regionale sono il maremmano, l’aveglinese e il bardigiano che vengono allevati per manifestazioni turistiche e sportive (il cavallo monterufolino è in fase di recupero dopo aver rischiato l’estinzione). Distretti industrialiNella regione vi sono distretti industriali che si differenziano tra loro per la tipologia di attività. Di seguito sono riportati i principali. Arezzo: orafo Casentino e Valtiberina: alimentare Carrara: estrattivo (cave di marmo delle Alpi Apuane) Grosseto: manifatturiero e alimentare Empoli e Castelfiorentino: manifatturiero Livorno: chimico, petrolchimico e cantieristico Lucca e Capannori: cartaio Orbetello: alimentare (itticoltura) Piombino e Follonica: siderurgico Pistoia e Pescia: florovivaistico Poggibonsi: misto Pontedera: metalmeccanico Prato: tessile Rosignano Marittimo: chimico Santa Croce sull'Arno: conciario Scarlino: chimico Sinalunga e Valdichiana: manifatturiero Valdarno superiore: misto
Commercio e settore terziario La vasca termale nella piazza di Bagno Vignoni in Val d'Orcia Il commercio e il settore terziario rappresentano per la regione una delle principali fonti dell’economia, essendo fonte di occupazione per circa 2/3 dei residenti. Oltre al modello di commercio tradizionale toscano (basato sulla piccola o media impresa spesso a conduzione familiare e su fiere e mercati locali), rivestono notevole importanza sia il turismo che i servizi (banche e assicurazioni). TurismoIl turismo rappresenta una delle principali risorse economiche della Toscana. Oltre il 40% del flusso si riversa verso le località balneari ed emblematico è l’esempio della Maremma grossetana che nei mesi estivi decuplica il numero dei residenti. Un’altra rilevante percentuale è data dai visitatori alle città d’arte e ai centri artistici minori, con Firenze che supera i 7 milioni di presenze all’anno. Negli ultimi anni si è molto sviluppato anche il turismo rurale, soprattutto nelle province centro-meridionali e particolarmente in quelle di Grosseto e Siena, che si affianca a quello termale (Chianciano Terme, Montecatini Terme, Saturnia) e a quello montano sia estivo che invernale (piste da sci all’Abetone e sul Monte Amiata). Distribuzione del reddito per provinciaIn Toscana, la media regionale di reddito medio per abitante è tra i 25 e i 26 mila euro. Di seguito è riportato il valore aggiunto per abitante in migliaia di euro per ogni provincia. più di 27 25 - 27 23 - 25: Provincia di Arezzo Provincia di Livorno Provincia di Pisa Provincia di Pistoia Provincia di Siena
21 - 23:
OccupazioneA livello regionale, il tasso di occupazione della popolazione di età compresa tra i 15 e i 65 anni sfiora il 63% ed è sensibilmente superiore rispetto al corrispondente dato nazionale (56%). Di seguito sono riportati i valori dei tassi di occupazione che si registrano nelle singole province. più del 66% provincia di Prato provincia di Siena
64-66% provincia di Arezzo provincia di Firenze
61-63% provincia di Pisa provincia di Pistoia
58-60% provincia di Grosseto provincia di Livorno
meno del 58%
Per quanto riguarda invece il tasso di disoccupazione, questo si aggira a livello regionale attorno al 4% ed è un valore inferiore rispetto al corrispondente dato nazionale. I valori minimi sotto il 3% si registrano nelle province di Arezzo e di Siena, mentre i valori massimi oltre il 6% si toccano nelle province di Massa-Carrara e di Livorno. In tutte le altre province il tasso di disoccupazione oscilla mediamente tra il 3,5 e il 4,5%. AmministrazioneStoria amministrativa
Palazzo Aldobrandeschi, sede della Provincia di GrossetoL'ex Granducato di Toscana era stato suddiviso nei "compartimenti" di Firenze, Lucca, Arezzo, Siena, Pisa, Grosseto e Livorno. Ne faceva parte anche la cosiddetta Romagna Toscana, mentre ne erano escluse la Lunigiana e l'Alta Garfagnana. Dal censimento del 1871 la provincia di Massa-Carrara viene considerata come provincia toscana e non più emiliana. Nel 1923 vengono distaccati dalla provincia di Massa-Carrara i comuni di Rocchetta di Vara e Calice al Cornoviglio (ceduti alla provincia della Spezia in Liguria) Nello stesso anno viene distaccato dalla provincia di Firenze il circondario di Rocca San Casciano, la cosiddetta Romagna Toscana, che passa alla provincia di Forlì in Emilia Romagna (comuni di Bagno di Romagna, Dovadola, Galeata, Modigliana, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Sorbano, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Tredozio e Verghereto) Nel 1925 viene aggregato alla Toscana il comune di Capraia Isola, staccato dalla provincia di Genova. Nel 1927 vengono distaccati e assegnati alla provincia di Perugia, in Umbria, i comuni di Monterchi e Monte Santa Maria Tiberina. Nel 1936, in occasione della costituzione del comune di Abetone, viene assegnata alla Toscana una zona oltre il passo già parte del comune emiliano di Fiumalbo. Nel 1939, in seguito alle proteste della popolazione, il comune di Monterchi viene restituito alla provincia di Arezzo.
Presidenti della Giunta regionale e della RegioneEnti localiComuni della provincia di Arezzo (39) Comuni della provincia di Grosseto (28) Comuni della provincia di Firenze (44) Comuni della provincia di Livorno (20) Comuni della provincia di Lucca (35) Comuni della provincia di Massa-Carrara (17) Comuni della provincia di Pisa (39) Comuni della provincia di Pistoia (22) Comuni della provincia di Prato (7) Comuni della provincia di Siena (36)
Parlamento degli studentiIl Parlamento regionale degli studenti è un organo creato nel 2001 dalla Regione Toscana in collaborazione con la IRRE Toscana e il ministero della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca. È formato da 60 studenti provenienti da tutte le province toscane ed ha come compito quello di garantire i diritti agli studenti avendo come interfaccia il Consiglio regionale toscano. Trasporti, mobilità e infrastruttureArrivare in Toscana è molto facile grazie agli ottimi collegamenti nazionali ed internazionali di cui gode la regione, centrati principalmente sulla città di Firenze. AeroportiIn Toscana il sistema aeroportuale comprende gli scali di Firenze Peretola (Aeroporto Amerigo Vespucci) e di Pisa San Giusto (Aeroporto Galileo Galilei), con collegamenti a livello nazionale ed europeo. Scali minori per voli charter, molto sfruttati dai turisti, si trovano anche a Grosseto (Aeroporto della Maremma "Corrado Baccarini"), all'Isola d'Elba (Campo nell'Elba), nei pressi di Siena, a Massa e a Lucca. Ecco in sintesi gli scali toscani. Aeroporto di Firenze (voli nazionali e internazionali) Aeroporto di Pisa (voli nazionali e internazionali, aeroporto militare ) Aeroporto di Grosseto (aeroporto militare, voli charter e privati) Aeroporto dell'Isola d'Elba (voli charter e privati) Aeroporto di Siena (voli privati) Aeroporto di Massa-Cinquale (voli privati) Aeroporto di Lucca-Tassignano (voli privati)
Autostrade e principali vie di comunicazione
L'antica Via Clodia presso SaturniaLa Toscana è attraversata in direzione nord-sud dall'Autostrada A1 che collega Firenze ed Arezzo alle principali città italiane (Milano e Bologna verso nord, Roma e Napoli verso sud). Firenze è ben collegata con la costa toscana grazie all'Autostrada A11, che tocca anche Prato, Pistoia, Montecatini Terme e Lucca prima di terminare presso il casello di Pisa nord. Questo casello si trova anche lungo l'Autostrada A12, che collega la città di Pisa a Viareggio (da questa uscita raccordo per Lucca), Massa-Carrara, La Spezia e Genova verso nord e Livorno e Rosignano Marittimo verso sud (in attesa del futuro completamento del tratto fino a Civitavecchia per la totale realizzazione dell'autostrada Genova-Roma). L'estremità nord-occidentale della Toscana (Lunigiana) è attraversata anche dall'Autostrada A15, che collega Parma e La Spezia attraverso Pontremoli e Aulla. Oltre alle autostrade, ritroviamo strade di grande comunicazione (S.G.C.) a carreggiate separate e a due corsie per ogni senso di marcia (strade extraurbane principali). Tra queste vi è quella che collega Firenze a Siena, quella che collega Firenze a Pisa e Livorno attraverso il Valdarno inferiore (Empoli, Pontedera) e quella che collega Rosignano Marittimo a Grosseto, denominata "Variante Aurelia". Attualmente è in fase di realizzazione la strada di grande comunicazione denominata "Due Mari", che collegherà Grosseto a Siena e ad Arezzo, da dove poi proseguirà fino a Fano. Tra gli assi viari più noti, che oggi rappresentano strade extraurbane secondarie, sono da ricordare la Via Aurelia, la Via Cassia e la Via Clodia, che vennero costruite in epoca romana; l'ultima di queste fu realizzata sulle preesistenti Vie Cave nel tratto compreso tra Pitigliano, Sorano e Sovana, nel cuore dell'Area del Tufo. Inoltre la Toscana è tagliata anche dalla Via Francigena, in parte coincidente con la Via Cassia. Tra le strade statali, è da segnalare su tutte la Strada Statale dell'Abetone e del Brennero che ha inizio a Pisa, attraversa Lucca, il Passo dell'Abetone, l'Emilia-Romagna, la Lombardia, il Veneto e il Trentino-Alto Adige fino ad arrivare al confine con l'Austria presso il Passo del Brennero. Di seguito sono rappresentate in modo schematico le principali autostrade e vie di comunicazione della regione. Autostrada A1 Autostrada A11 Autostrada A12 (GE-Rosignano Marittimo) Autostrada A15 Raccordo Firenze-Siena S.G.C. Firenze-Pisa-Livorno S.G.C. Variante Aurelia Grosseto-Rosignano Marittimo-Livorno Via Aurelia Via Cassia Via Clodia Via Francigena Strada Statale dell'Abetone e del Brennero Strada Statale Grosseto-Siena
Sono invece in fase di realizzazione o di progettazione le seguenti arterie stradali. Autostrada A12 (Rosignano Marittimo-Grosseto-Civitavecchia) in fase di progettazione E78 Strada dei Due Mari Grosseto-Fano in fase di realizzazione Raccordo Prato-Lastra a Signa tra Autostrada A11 e S.G.C. Firenze-Pisa-Livorno in fase di progettazione
FerrovieLe principali direttrici ferroviari che attraversano la Toscana sono la linea tra Milano e Roma che, seguendo quasi parallelamente l'Autostrada A1, tocca da nord a sud le città toscane di Prato, Firenze e Arezzo. Tra Firenze e Roma è già presente anche la linea direttissima ad alta velocità senza stazioni intermedie; il tratto a nord di Firenze è in fase di realizzazione e prevede la costruzione nel capoluogo toscano della stazione sotterranea Firenze Belfiore, riservata esclusivamente ai treni ad alta velocità. Un'altra direttrice principale è la ferrovia tirrenica che, seguendo parallelamente la Via Aurelia, collega Genova a Roma toccando Carrara, Massa, Viareggio, Pisa, Livorno e Grosseto. La terza linea principale della Toscana è quella che collega Firenze a Pisa via Empoli, dove un tronco secondario si dirama per Siena da dove prosegue sia per Chiusi (intersezione Firenze-Roma) che per Grosseto (intersezione con la linea tirrenica). Tra i tratti secondari, molto spettacolare dal punto di vista paesaggistico è quello tra Siena e Grosseto via Monte Antico, con un tronco che passa da Buonconvento ed uno da San Giovanni d'Asso: spesso sono organizzati viaggi in "littorine" d'epoca su entrambe le diramazioni della Siena-Grosseto. Altri tratti secondari, molto affollati da pendolari, sono la Firenze-Prato-Pistoia-Montecatini Terme-Pescia-Lucca-Viareggio, la Lucca-Pisa, la Lucca-Aulla, la Lucca-Pontedera, la ferrovia porrettana (che collega Pistoia a Bologna) e la ferrovia che unisce Firenze al Mugello. Di seguito sono riportate le varie linee ferroviarie della regione. - linea ad alta velocità Firenze-Roma
- BO-Prato-Firenze-Arezzo-Chiusi-Roma
- GE-Carrara-Massa-Viareggio-Pisa-Livorno-Grosseto-Roma
- Firenze-Empoli-Pisa
- Empoli-Siena
- Siena-Sinalunga-Chiusi
- Siena-Buonconvento-Monte Antico-Grosseto
- Siena-San Giovanni d'Asso-Monte Antico-Grosseto (solo littorine d'epoca)
- Firenze-Prato-Pistoia-Montecatini Terme-Pescia-Lucca-Viareggio
- Pistoia-Porretta Terme-BO
- Lucca-Aulla
- Lucca-Pisa
- Pisa (Livorno)-Santa Luce-Cecina
- SP-Aulla-Pontremoli-PR
- Firenze-Borgo San Lorenzo-Marradi-Faenza
- Firenze-Borgo San Lorenzo-Dicomano
- Arezzo-Bibbiena-Poppi-Pratovecchio
- Arezzo-Terontola-PG
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Trasporti pubblici locali
Tutte le principali città della Toscana si caratterizzano per un proprio sistema di trasporto locale di tipo urbano ed extraurbano. Firenze Il trasporto pubblico locale nell'area fiorentina è gestito dall'ATAF, mentre Lazzi e Sita operano a livello extraurbano, collegando il capoluogo toscano ad altre aree della provincia e della regione. Attualmente in città sono aperti i cantieri per la costruzione delle tranvie di superficie.
Grosseto La città, l'intera Maremma e il Monte Amiata sono serviti dalla RAMA, azienda che si occupa sia di trasporto locale che di trasporto extraurbano in tutta la provincia e che collega il capoluogo a Siena, Firenze e all'Alto Lazio.
Porti e navigazioneLa navigazione costituisce una delle fondamentali modalità di trasporto, grazie ai numerosi porti presenti in Toscana. Da Porto Santo Stefano partono i traghetti per l'Isola del Giglio e Giannutri; da Piombino sono assicurati i collegamenti con l'Isola d'Elba, la Corsica e la Sardegna, mentre da Livorno numerose rotte di navigazione collegano la Toscana alla Corsica, alla Sardegna, all'Isola di Capraia e alla Gorgona. Di seguito è riportato l'elenco dei principali porti della regione. Porto di Marina di Carrara Porto di Viareggio Porto di Livorno Porto di Capraia Isola Porto di Piombino Porto di Portoferraio Porto di Castiglione della Pescaia Porto di Marina di Grosseto Porto di Talamone Porto di Porto Santo Stefano Porto di Cala Galera Porto di Porto Ercole Porto di Giglio Porto
SaluteLa regione sta sperimentando un nuovo modello organizzativo che richiama il concetto di salute dell'OMS. Tale sperimentazione prevede la costituzione di consorzi pubblici che riuniscono le amministrazioni comunali di una zona socio-sanitaria e l'Azienda USL della zona. La Società della Salute (è questo il nome prescelto che tanto si avvicina alla "Casa della Salute", ipotesi di nuovo modello di gestione delle problematiche della salute introdotto nei programmi del Ministero per la Salute del 2° governo Prodi) è attiva nelle varie zone socio-sanitarie della Toscana. Firenze e Pisa sono in fase avanzata di sperimentazione. Sotto è riportato l'elenco delle varie suddivisioni socio-sanitarie. Strutture di riferimento regionale: Aree vaste: Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi (Firenze) Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana (Pisa) Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (Siena)
Distretti socio-sanitari: - Azienda USL 1 Massa e Carrara
- Azienda USL 2 Lucca
- Azienda USL 3 Pistoia
- Azienda USL 4 Prato
- Azienda USL 5 Pisa
- Azienda USL 6 Livorno
- Azienda USL 7 Siena
- Azienda USL 8 Arezzo
- Azienda USL 9 Grosseto
- Azienda USL 10 Firenze
- Azienda USL 11 Empoli
- Azienda USL 12 Versilia
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SportLo sport in Toscana riveste notevole importanza in varie discipline, sia individuali che di squadra. Il calcio è certamente lo sport più seguito, con ben quattro squadre toscane attualmente presenti in serie A (Empoli, Fiorentina, Livorno e Siena). Nelle serie inferiori ritroviamo l'Arezzo (serie B); Grosseto, Lucchese, Massese, Pisa, Pistoiese e Sangiovannese in C1; Carrarese, Castelnuovo, Cuoiopelli Cappiano Romaiano, Poggibonsi, Prato e Sansovino in C2. Il basket è un altro sport di squadra molto seguito, grazie alle squadre di Siena e Livorno attualmente nella massima serie. Notevoli sono stati anche i risultati sportivi ottenuti nel baseball e nel cricket dalle rispettive squadre di Grosseto, nella pallanuoto dalla Rari Nantes Florentia, nell'hockey su pista dal Follonica e dal Prato, nel rugby dal Livorno e dal Prato. Tra gli sport individuali, il ciclismo ha lanciato nella storia moltissimi campioni toscani, a partire da Gino Bartali fino ai tempi più recenti con Mario Cipollini e Paolo Bettini. Nella ginnastica hanno avuto molto risalto le imprese di Jury Chechi nella specialità degli anelli. Galleria fotografica |